L’arresto di Paolo Arata, ex consulente della Lega e coinvolto nell’indagine che riguarda anche l’ex sottosegretario del Carroccio, Armando Siri, scuote nuovamente la politica italiana e il governo. Perché Arata è uomo considerato vicino al mondo del Carroccio. E per questo motivo il Movimento 5 Stelle chiede immediatamente ai suoi alleati di Palazzo Chigi di fare chiarezza. E lo fa attraverso la voce del capo politico e vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio. Che commenta l’arresto dell’imprenditore Paolo Arata raggiunto telefonicamente dall’Adnkronos. “Rispetto il lavoro della magistratura, non voglio entrare nel merito, certo in questo caso la puzza di bruciato si sentiva da lontano”, attacca il ministro del Lavoro. Di Maio si appella alla politica, con un riferimento non esplicito ma che sembra chiaramente indirizzato alla Lega: “Ogni volta che c'è un minimo sospetto su qualcosa, in cui emergono legami con la corruzione e la mafia, la politica deve saper subito prendere le distanze”. Arata era infatti consulente per l’energia della Lega e proprio per questo motivo il riferimento a Salvini e ai suoi sembra evidente.

Alessandro Di Battista, ex deputato del M5s, commenta su Facebook l’arresto di Arata: “L’ex-responsabile energia della Lega, Paolo Arata è stato arrestato per corruzione e auto-riciclaggio per una brutta storia di mazzette sulle rinnovabili. Anche uno dei suoi figli è finito in carcere, l'altro ha ottenuto un contratto a Palazzo Chigi grazie a Giorgetti. Ad ogni modo questo è il sistema che dobbiamo combattere, e onestamente, lo stiamo facendo”. Di Battista ribadisce che il governo deve andare avanti, ma “allo stesso tempo il Movimento deve continuare a denunciare il malaffare dilagante, malaffare reso possibile dalle relazioni pericolose dei partiti. Tutti quanti sia chiaro. Dal Pd con le sue schifezze nella sanità umbra e con Lotti che prova a scegliersi il procuratore generale della procura dove è imputato, fino alla Lega, un partito che non sta rubando a Forza Italia solo voti. Purtroppo gli sta rubando uomini e dinamiche. Arata, d'altro canto, prima di diventare (secondi i giudici) ‘socio occulto di Vito Nicastri, a sua volta legato al boss di Cosa Nostra Matteo Messina Denaro’ e prima di partecipare a convention leghiste sull'energia è stato deputato proprio di Forza Italia. D'altronde il berlusconismo proverà a sopravvivere allo stesso Berlusconi. Come? Diventando il tratto distintivo di altre forze politiche”.

L’arresto di Arata suscita reazioni provenienti anche dalla commissione parlamentare Antimafia. A partire dal presidente ed esponente del Movimento 5 Stelle, Nicola Morra, che su Twitter scrive: “Arrestato Arata. Corruzione e mafia vanno combattute con la massima durezza. Ora in Regione Sicilia chi aveva dato concessioni per i 2 parchi eolici in questione con grande leggerezza dovrà fornire risposte”. Interviene anche Franco Mirabelli, capogruppo del Pd in commissione Antimafia: “L’arresto di Arata, già consulente della Lega, e dell’imprenditore Vito Nicastri, considerato dagli inquirenti come finanziatore della latitanza di Matteo Messina Denaro, definisce un quadro inquietante fatto di rapporti tra mafia, politica e imprese. Non credo che il ministro degli Interni e segretario della Lega possa restare in silenzio: svolge un ruolo che non può essere indebolito da dubbi o sospetti. Salvini dica e chiarisca su questa vicenda, almeno prenda le distanze e si esprima. L’audizione preannunciata in commissione Antimafia può essere l’occasione, ma è bene che il vicepremier non aspetti. L’unica cosa che non può fare è far finta di niente o pensare di cavarsela spostando l’attenzione, come fa stamattina, sulla futura chiusura del Cara di Mineo”.