Il 2 aprile scorso almeno trenta bambini sarebbero stati uccisi dall’esercito afghano in un raid aereo realizzato contro una scuola coranica della provincia settentrionale di Kunduz. È quanto ha reso noto oggi a Kabul la Missione delle Nazioni Unite di assistenza all’Afghanistan (Unama). Nel rapporto frutto di una indagine sull’operazione che fu presentata dai vertici militari come diretta a eliminare alti responsabili talebani nel distretto di Dasht-i-Archi, l’Onu ha precisato che provocò trentasei morti e settantuno feriti. Di questi, trenta morti e cinquantuno feriti in realtà erano dei bambini. Solo sei persone decedute nel raid aereo sarebbero stati dunque adulti. Dopo aver precisato questo, l'Unama ha fatto sapere di non aver potuto verificare con certezza se all'interno del seminario vi fossero talebani e ha raccomandato di impartire all'esercito direttive inerenti il rispetto del diritto umanitario internazionale.

Cinque agenti uccisi dai talebani – Il portavoce dei talebani, Qari Yussouf Ahmadi, ha intanto rivendicato con una dichiarazione inviata ai media un attacco avvenuto nella provincia di Kandaharattacco avvenuto nella provincia di Kandahar, nel sud dell'Afghanistan. Nell’attacco – secondo quanto reso noto da un portavoce del capo della polizia provinciale – almeno cinque agenti sono stati uccisi e altri nove sono rimasti feriti. Nel corso dell’attacco – avvenuto nel distretto di Marouf, vicino al confine con il Pakistan – c'è stato anche uno scontro a fuoco con la polizia in cui sono morti quindici talebani e una decina sono rimasti feriti. Lo scontro a fuoco è durato varie ore dopo che sono arrivati i rinforzi delle forze di sicurezza.