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In un'intervista uscita questa mattina su Repubblica, il ministro dell'Interno Angelino Alfano ha detto che "sul confine di Ventimiglia, anche su quel varco italo-francese, ci giochiamo l'Europa". Negli ultimi giorni la situazione nella città ligure è stata parecchio tesa, sulla scia di quanto successo durante l'estate del 2015, quando per mesi centinaia di migranti hanno sostato nell’area della spiaggia dei Balzi Rossi, al confine tra Italia e Francia, in una sorta di accampamento gestito dal gruppo di attivisti No Borders – poi sgomberato. A distanza di un anno, ancora in centinaia si trovano ospiti nel campo allestito al Parco Roja da Croce Rossa e Prefettura, mentre la polizia blocca ogni tentativo di passare il confine.

La sera di giovedì scorso circa 300 migranti si sono riuniti in assemblea, e hanno deciso a piccoli gruppi di 30-60 persone di dirigersi nuovamente verso Balzi Rossi, in protesta contro le condizioni di vita del campo della Croce Rossa. L'obiettivo era varcare la frontiera. Insieme a loro si sono mossi anche alcuni No Borders. Secondo questi ultimi la decisione è stata presa dai migranti in maniera autonoma, mentre per il sindaco di Ventimiglia, Enrico Ioculano, le lamentele degli ospiti riguardavano questioni minori e la "fuga" sarebbe stata spinta dagli attivisti. Ad ogni modo, a più riprese diverse associazioni e volontari indipendenti avevano denunciato le condizioni di accoglienza, che "rendono sempre più difficile considerare questo ‘un campo di transito gestito dalla società civile', come si voleva far credere inizialmente, ma più si manifesta la natura quasi di struttura detentiva".

Nel corso della nottata, i migranti sono riusciti ad arrivare a poca distanza dagli scogli dove erano accampati l'anno scorso. Qualche ora dopo, la polizia italiana, allertata da quella francese, ha iniziato a circondarli. È iniziato una sorta di sit-in statico, che è durato tutta la mattinata e parte del primo pomeriggio. Secondo quanto raccontato da alcuni attivisti, le forze dell'ordine hanno impedito l'ingresso di cibo e acqua nel campo improvvisato e si sono verificati "parecchi abusi", che hanno poi fatto esplodere la situazione: i migranti si sono "ammassati vicino agli scogli cantando cori e a quel punto è partita una carica violentissima e totalmente ingiustificata da parte delle forze del disordine contro l’assembramento".

La maggior parte dei migranti è fuggita disperdendosi per la città, mentre un gruppo di circa 15o ha provato ad aggirare il blocco della polizia e a passare: alcuni hanno corso lungo i binari della ferrovia – e in quel frangente un migrante è stato ferito da un treno, e poi trasportato in ospedale – mentre altri, arrivati agli scogli dei Balzi rossi aggirando tutti i cordoni delle forze dell'ordine, si sono tuffati in mare e hanno raggiunto Mentone, in Francia, a nuoto. La polizia d'oltralpe ha sparato lacrimogeni e spray al peperoncino e fermato circa 120 migranti, che sono stati riportati in Italia a bordo di due pullman, mentre ai giornalisti è stato impedito di documentare le operazioni.

Nel frattempo a Ventimiglia era partita una sorta di "caccia all'uomo": le forze dell'ordine cercavano i migranti dispersi per la città per riportarli al campo della Croce rossa. Risale a quel momento il video di Fanpage.it che ritrae alcuni agenti di polizia mentre insultano dei ragazzi seduti sulla scogliera, apostrofandoli con parole come "pezzi di merda", "bastardi", "andate a fanculo". Gli stessi poliziotti cacciano via in malo modo il reporter Stefano Bertolino, minacciandolo di portarlo in questura. In seguito a queste immagini, il deputato di Possibile Giuseppe Civati ha chiesto al ministro Alfano di dare spiegazioni, che però non sono arrivate. Sull'episodio è invece intervenuto il sindacato di polizia Coisp, secondo cui si tratta di questioni "inutili e fasulle": "Dopo mesi di denunce di una gravità inaudita rispetto ad una situazione esplosiva che necessita di interventi urgenti a sostegno del sistema sicurezza locale, qualche scienziato non trova di meglio che scandalizzarsi della parolaccia di una persona esasperata cui viene chiesto di risolvere l’irrisolvibile. Che ridicolaggine".

La sera di venerdì era previsto anche l'inizio del campeggio No Borders. Quando gli attivisti arrivati a Ventimiglia si sono avvicinati al campo della Croce Rossa sono iniziati degli scontri con la polizia, che è arrivata con camionette e tenute antisommossa. Alcune ricostruzioni hanno parlato di lancio d'oggetti da parte dei No Borders, mentre secondo gli attivisti sarebbe stato represso a suon di manganelli "il solo tentativo di avvicinarsi al campo": "Stavamo raggiungendo il centro della Croce Rossa, dove i migranti erano stati forzati a rientrare in seguito alla protesta dei Balzi rossi, quando d’improvviso una camionetta di polizia antisommossa si è schierata di fronte a noi per bloccarci. La polizia, scudi e manganelli alla mano, ha sparato diversi gas lacrimogeni per allontanarci e gli agenti hanno iniziato a manganellare", hanno spiegato. La circostanza è testimoniata da un video del FattoQuotidiano, che mostra l'arrivo degli agenti, le cariche e i manganelli. Durante quei momenti, il sovrintendente capo della Polizia di Stato di Genova Diego Turra è morto a causa di un infarto.

Il decesso del poliziotto ha provocato una reazione a catena che ha alzato ulteriormente i toni. Il presidente della regione Liguria Giovanni Toti ha chiesto un intervento del governo con l'invio di "tutti gli uomini che servono per sgomberare i migranti e i ‘no border'": "I migranti devono essere identificati e chi non ha il diritto di restare va espulso. Ma vorrei anche che fossero vietate tutte le manifestazioni e i presidi dei "no border", perché non aiutano nessuno: sono azioni illegali per difendere l’illegalità".

Toti ha anche ricordato la "disponibilità ad ospitare in Liguria un Cie" che"si può realizzare in poco tempo" e ha dichiarato che "l'unica soluzione è identificare tutti i migranti e impedire manifestazioni di protesta, che, visto il dramma dell’agente di polizia morto, appaiono intollerabili". Dal canto suo, invece, la Lega Nord ha annunciato che "se non ci pensa lo Stato, saranno i cittadini di Ventimiglia a sgomberarsi la città e a difendere i poliziotti. Noi saremo a loro fianco perché saranno dalla parte della legalità".

Per domenica pomeriggio era stata convocata una manifestazione degli attivisti. Durante una conferenza stampa all'ora di pranzo, però, i No Borders hanno annunciato di aver annullato il corteo e hanno raccontato la repressione da parte delle forze dell'ordine parlando "clima cileno" in città, "da dittatura, con pestaggi alla luce del sole". Tra le file dei No Borders ci sono stati otto arresti e undici fogli di via – dall'anno scorso a oggi circa sessanta. "Non vogliamo cadere in trappola, per questo abbiamo annullato la manifestazione a favore di un presidio fisso a difesa delle ‘persone in viaggio' che sono recluse nel centro di Ventimiglia", ha spiegato il portavoce del movimento, che ha respinto ogni collegamento con la morte dell'agente.

Nonostante l'annullamento, domenica pomeriggio è comunque stata fatta una piccola manifestazione: gli attivisti si sono mossi per pochi metri sul ponte Andrea Doria, circondati dagli agenti in assetto antisommossa. Il presidio si è però sciolto presto, e senza incidenti. Il sindaco di Ventimiglia si è scagliato contro i No Borders che "tengono in ostaggio" la città: "Già il fatto di dire che non avrebbero fatto la manifestazione e poi vederli marciare verso il centro della città, la dice lunga sulla loro correttezza. È stata l’ennesima iniziativa inutile che non serve ai migranti, alla città e tanto meno a nessuno, anzi serve solo a creare un clima di tensione". Secondo Giuseppe Picchianti di Sel-Sinistra Italiana locale, invece, la situazione "non ha bisogno di molte analisi", semplicemente "lo Stato non è presente a Ventimiglia". Oggi nella città ligure è arrivato il capo della Polizia Franco Gabrielli, per partecipare a un summit in questura. "C'è un solo modo per decomprimere la situazione a Ventimiglia: prendere queste persone e portarle da un'altra parte", ha detto Gabrielli, che sulla morte del poliziotto ha smorzato un po' i toni affermando che "non c'è rabbia nei confronti di nessuno. Certamente addebitare ai No border la morte del nostro collega credo sia poco serio".

Intanto nel centro d'accoglienza della Croce Rossa il numero dei migranti ospiti è salito a 490. "Il numero degli ospiti è aumentato sensibilmente negli ultimi 4-5 giorni", ha spiegato il responsabile del centro, Walter Muscatello. "Eravamo circa 250 e oggi siamo poco sotto i cinquecento", ha aggiunto, spiegando che se ci fossero stati ancora i "centoquaranta migranti che hanno forzato la frontiera con la Francia venerdì scorso" – che sono stati tutti accompagnati nei centri del sud Italia per essere identificati ed espulsi – la situazione sarebbe ancora peggiore. Attualmente "al centro del Parco Roja ci sono circa 360 profughi che dormono nei container, gli altri nelle brandine". Il punto, infatti, è che nonostante repressioni e prese di posizioni, i transitanti continuano e continueranno ad arrivare. E questo per una semplice ragione: vogliono passare il confine. La situazione, insomma, non si avvia certo a una facile risoluzione – e non lo farà neanche con l'invio di ulteriori agenti.

Alla luce degli avvenimenti degli ultimi giorni, però, secondo il ministro Alfano sulla gestione di Ventimiglia non c'è nulla da rimproverarsi e che è merito delle azioni del governo "se non è diventata fin qui una Calais italiana".