Nella giornata di ieri ha cominciato a circolare una foto che mostrava il selfie di uno dei kamikaze che hanno insanguinato Parigi la sera del 13 novembre. Stando anche ad autorevoli commentatori (in Italia è stata rilanciata dalla quasi totalità delle reti allnews), lo scatto sarebbe stato diffuso nei social network “vicini all’Isis” e da lì avrebbe preso il largo grazie ai canali Telegram “controllati” dagli uomini del Califfato e così sicuri da impedire che fosse individuata l’origine del caricamento.

La foto mostrava un uomo con una cintura esplosiva e il Corano tra le mani, mentre sorrideva beatamente “prima dell’attacco di Parigi”.

In realtà, come hanno provato a spiegare fin da subito alcuni utenti su Twitter, l’immagine presentava evidenti segni di manipolazione. Come ha ricostruito BuzzFeed, già a un primo esame si potevano notare alcune stranezze (la presa tipica di Paesi del Nord America, il Corano “formato iPad”, il dildo)

E infatti, il confronto con l’originale non lascia spazio a dubbi ulteriori

La foto arriva poi anche al presunto attentatore, che decide di intervenire direttamente e, giustamente, in maniera piuttosto piccata su twitter (sottolineando, tra le altre cose, di non essere musulmano, come chiaro dal turbante, di vivere in Canada e di non essere mai stato a Parigi in vita sua)

Insomma, si è trattato dell'ennesima bufala, cui hanno contribuito anche giornalisti esperti e navigati, ai quali si dovrebbe forse chiedere maggiore attenzione (in Italia qualcuno si è spinto a dire di aver avuto "precise rassicurazioni da ambienti legati ai foreign fighters in Siria" sull'autenticità della foto).