Ballottaggio Milano 2011: Bossi, Berlusconi e il gioco delle parti
Le energie sono tutte concentrate sul ballottaggio di Milano. Urge ricompattarsi nella maggioranza e mettere a punto un "nuovo progetto", come afferma Umberto Bossi. Il leader del Carroccio però non si sbilancia: "Non lo abbiamo ancora messo giù, dobbiamo trovarci e sistemarlo. Ma innanzitutto non abbiamo le idee di Pisapia, i tipici progetti della sinistra“. E questo lo si era già abbondantemente capito ieri mattina quando il Senatùr definiva il candidato sindaco di centrosinistra un "matto", salvo poi smentire tutto nonostante il video. A bacchettarlo è stato proprio il Cavaliere: “Abbiamo già sbagliato troppo: basta dare del matto a Pisapia, basta parlare di ‘zingaropoli', non è con gli insulti che riconquisteremo il cuore dei milanesi“, asserisce Silvio Berlusconi in quello che sembra essere un gioco delle parti: prima il premier insulta i pm milanesi, con Bossi che prende le distanze, chiedendo di smorzare i toni, ora avviene l'esatto opposto. "Spiegherò che il problema non è Pisapia, ma la città che ha in mente e i suoi sostenitori" dice il premier, che come asso nell'manico aveva pensato inizialmente ad un mega-raduno in Piazza Duomo: "Un milione di persone, per trasformare la battaglia di Milano in una grande questione nazionale".
C'è da dire che gli elettori milanesi sono meno di un milione (996.400 per la precisione) e di questi 315.862 hanno dato il proprio consenso a Giuliano Pisapia, 273.401 a Letizia Moratti. Sette punti percentuali di distacco che fanno apparire arduo un recupero del sindaco uscente, come del resto ha affermato Matteo Salvini, europarlamentare della Lega Nord: “A Milano abbiamo il 10 per cento di possibilità di farcela".
Anche perché già molti hanno tradito: "I risultati elettorali hanno un nome e cognome: si chiama demolitore Fini perché di là tutto è partito", parole del ministro delle Semplificazione Normativa ,Roberto Calderoli che, nel corso de "La Telefonata" su Canale 5, accusa l'attuale presidente della Camera dei deputati. E l'esponente leghista avvala la possibilità di una sorpresa: "Posso solo dire che la prossima settimana ci sarà una grossa sorpresa di Berlusconi e Bossi che cambierà l'atteggiamento dei milanesi per il ballottaggio".
Sorprese, assi nella manica e nuovi progetti in vista del ballottaggio del 29 e 30 marzo. Qualcosa in realtà già si sta vedendo in queste ore, e cioè i manifesti shock della Moratti che recitano: “Non lasciamo Milano in mano ai centri sociali”. Ma se ciò dovesse accadere cosa si prospetterebbe all'orizzonte? Indubbiamente la possibilità di un redde rationem da parte di Bossi è viva, cioè lo scavalcamento della leadership berlusconiana negli ultimi due anni di governo. Ma c'è chi va oltre e ipotizza il tramonto del Berlusconismo.