Inquietante episodio nelle scorse ore nel Vicentino. Sconosciuti hanno preso di mira una troupe della Rai impegnata in un servizio giornalistico sull'inquinamento di un fiume della zona bucando tutte e quattro le ruote della vettura utilizzata. Il fatto nella mattinata di domenica, nel territorio del comune di Rosà. Il giornalista di Rai Veneto, Matteo Mohorovicich, e un operatore erano stati accompagnati dai volontari di un'associazione locale nei pressi di un ruscello, il Lacis, per documentare e denunciare pubblicamente l'inquinamento da idrocarburi e cromo esavalente. Al ritorno verso la vettura, l'amara sorpresa: l'auto di servizio aveva le quattro gomme tagliate. L'episodio è stato immediatamente denunciato ai carabinieri. Ferma condanna per l'accaduto è stata espressa sia dal Cdr della Tgr Veneto, sia dall'Usigrai sia dal Sindacato Giornalisti del Veneto. "Esprimiamo assoluta vicinanza ai colleghi della troupe Rai, ai quali sono state Tagliate le gomme della macchina, mentre erano al lavoro per un servizio a Rosà in provincia di Vicenza. Nello specifico, i colleghi si stavano occupando di vicende legate alla tutela dell'ambiente, con l'obiettivo di garantire il diritto di tutti i cittadini di essere informati", si legge in una nota congiunta.

Vicinanza e solidarietà ai due giornalisti è sta espressa dalla stessa Rai che in una comunicato ha definito l'episodio come  "un atto intimidatorio gravissimo, inaccettabile e intollerabile". Stessa presa di posizione anche da parte del governatore del Veneto Luca Zaia cheha parlato di "atto intimidatorio vile e ignobile da condannare senza se e senza ma". "Le mani che questa mattina hanno tagliato le ruote dell'auto della troupe della Rai del Veneto rispondono ad un codice di intimidazione malavitosa che infanga i principi basilari della nostra convivenza" ha dichiarato Zaia , aggiungendo: "A nome di tutti i veneti esprimo vicinanza ai giornalisti e agli operatori della Rai e pieno riconoscimento per il loro lavoro, volto a garantire a istituzioni e cittadini il diritto-dovere di informare e di essere informati". "Mi auguro che sia fatta luce al più presto sulla matrice e sui responsabili di questo atto inqualificabile e che la giustizia faccia celermente il proprio corso", ha concluso il Presidente della Regione Veneto.