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Le città più care d’Italia, a Rimini il maggiore aumento del costo della vita: la classifica di Unione Nazionale Consumatori

Sulla base dei dati Istat, l’Unione Nazionale Consumatori ha stilato la classifica delle città e delle regioni più care d’Italia, col costo della vita più alto.
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Sulla base dei dati territoriali dell'inflazione di maggio resi noti da Istat, l'Unione Nazionale Consumatori ha stilato la classifica delle città più care d'Italia. Sono le città che hanno subito il maggiore aumento del costo della vita. Sono diversi i fattori alla base di questi rialzi. Ovviamente ha un ruolo rilevante il cosiddetto "effetto Iran": il conflitto nel Paese ha portato a un innalzamento dei costi di beni e servizi, che a loro volta si sono riversati sulle spese che quotidianamente un italiano deve affrontare. C'è stata un'impennata sulle bollette di luce e gas, sul prezzo della benzina e dei trasporti in generale.

Analizzando i prezzi da febbraio a maggio, in molte città d'Italia si può notare un aumento di circa il 2%, percentuale che però sale enormemente in altre. Il record nazionale spetta a Siena, con un balzo del 3,8% in appena 3 mesi: se la situazione rimanesse ferma così, significherebbe per i prossimi 12 mesi una maggiorazione di 1069 euro per una famiglia media. Al secondo posto Venezia con +3,6% (+1019 euro), al terzo posto Firenze e Como con +3,3% da quando è scoppiata la guerra in Medio Oriente, che corrisponderebbero rispettivamente a 946 euro e 989 euro su base annuale.

Fonte: Unione Nazionale Consumatori su dati Istat
Fonte: Unione Nazionale Consumatori su dati Istat

Analizzando invece la classifica basata sull'inflazione tendenziale da maggio 2025 a maggio 2026, ordinata rispetto all'aumento del costo della vita, qui la situazione cambia. Al primo posto spicca Rimini che con +3,6% ha la maggior spesa aggiuntiva su base annua, pari a 1042 euro per una famiglia media. Al secondo posto Udine, che pur avendo la quinta inflazione più elevata del Paese a pari merito con Verona (+3,7%) ha un incremento di spesa pari a 1036 euro a famiglia. Bolzano è al terzo posto con +3,4% e una spesa supplementare pari a 1033 euro per una famiglia tipo.

Seguono Roma (+3,6%, +1029 euro), Verona (+3,7%, +1028 euro), Venezia (+3,6%, +1019 euro), Pistoia e Siena (+3,6%, +1013 euro per entrambe), Arezzo (+3,5%, +985 euro). Chiude la top ten Vicenza (+3,5% e +972 euro). Leggendo la classifica nelle posizioni più basse, Brindisi spicca come città più risparmiosa al 78esimo posto: con +2,5% qui si ha un aggravio annuo di 478 euro. Al 77esimo posto Trapani, che vanta l'inflazione più bassa d'Italia: +2,1% e una variazione media della spesa pari a 485 euro a famiglia. Medaglia di bronzo per Benevento, al 746esimo posto (+2,3% e +504 euro).

Analizzando la sola inflazione, la più alta d'Italia ce l'ha Reggio Calabria (+4,4%); al secondo posto Macerata (+4,1%) e infine al terzo Cosenza (+4%). Sempre su base regionale in termini d'inflazione la classifica è così strutturata: nell'ordine Lazio (+3,6%, +984 euro), Veneto (+3,5%, +947 euro), Trentino (+3,2%, +946 euro) e Basilicata (+2,4%, +538 euro).

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