Quanto tempo prima andare in aeroporto: con i nuovi controlli Ees servono almeno 3 ore in più

All’aeroporto di Milano Linate lo scorso 12 aprile 121 passeggeri sono rimasti a terra e hanno perso il volo per Manchester. Il motivo non è stato un ritardo della compagnia, ma le lunghe code ai controlli di frontiera, dove è entrato pienamente in funzione dal 9 aprile il nuovo sistema europeo di ingresso e uscita, l’Ees. Ma non si tratta di un caso isolato: in diversi aeroporti, dalla Francia alla Germania fino alla Spagna e alla Grecia, i tempi di attesa stanno aumentando sensibilmente, arrivando anche a tre ore negli orari di maggiore affluenza. Una situazione che, secondo gli operatori aeroportuali, rischia di diventare critica soprattutto con l’avvicinarsi dell’estate. In questo clima di incertezza diventa fondamentale conoscere le tempistiche, per sapere quanto tempo prima è necessario recarsi in aeroporto per evitare di perdere l'aereo.
Come funziona l'Ees e perché sta causando ritardi
L’Entry Exit System, noto più semplicemente come Ees, è il nuovo sistema digitale introdotto dall’Unione europea per registrare i movimenti dei cittadini extra Ue alle frontiere dell’area Schengen, per un periodo che non superi i 90 giorni nell'arco di sei mesi. In vigore ufficialmente dal 9 aprile, prevede la raccolta di dati personali e biometrici, come impronte digitali e immagini del volto, per ogni ingresso e uscita. L’obiettivo è rafforzare i controlli e migliorare la sicurezza, tracciando in modo più preciso i flussi e individuando eventuali irregolarità o minacce alla sicurezza. Tuttavia, nella fase iniziale di applicazione, il sistema sta mostrando criticità operative. Secondo l’Airport Council International, la principale associazione internazionale degli operatori aeroportuali, ogni registrazione può richiedere fino a cinque minuti, ben oltre i circa 70 secondi indicati dalla Commissione europea. Una differenza che, moltiplicata per centinaia di passeggeri, si traduce in code lunghe e rallentamenti significativi, soprattutto negli aeroporti con traffico internazionale intenso. A questo si aggiunge poi un’importante carenza di personale e un’inesperienza significativa, che contribuiscono in maniera evidente ai ritardi.
Quanto tempo prima recarsi in aeroporto
Alla luce di questi nuovi controlli, arrivare in aeroporto con largo anticipo non è più solo una raccomandazione delle compagnie aeree, ma una vera e propria necessità. Se prima per i voli europei potevano bastare due ore, oggi molte tratte suggeriscono di presentarsi almeno tre ore prima della partenza, soprattutto per chi viaggia verso o da Paesi extra Ue. Le attese più lunghe si registrano nei momenti di punta, quando il numero di persone inizia a crescere, e rischiano di intensificarsi ulteriormente nei mesi estivi, vista anche la situazione in Medio Oriente e la chiusura dello stretto di Hormuz. Gli aeroporti parlano di una situazione difficile da gestire, chiedendo anche la possibilità di sospendere temporaneamente i controlli Ees nei casi di blocco estremo. Per i viaggiatori, questo significa pianificare con maggiore attenzione ogni spostamento: arrivare in anticipo, preparare i documenti e tenere conto di possibili rallentamenti diventa essenziale per evitare di perdere il volo, come già accaduto a Milano Linate.