Perché il nuovo sistema di controlli dei passaporti sta mandando in tilt gli aeroporti e come funziona

Oltre alla complicata situazione di voli cancellati e tratte bloccate causate dalla crisi carburante, il mondo dei viaggi sta affrontando altri cambiamenti che vanno a impattare sulla mobilità. È, infatti, ufficialmente entrato in vigore dal 10 aprile l'Ees, il nuovo sistema informatico che controlla ingressi e uscite nell'Unione Europea, dopo aver attuato cambiamenti graduali in 29 paesi europei a partire da ottobre 2025. Il nuovo sistema di controllo prevede le registrazioni digitali di ingressi e uscite, compresi anche eventuali rifiuti, per tutti i viaggiatori che provengono da Paesi extra-UE. Registrando dati personali e biometrici, come volto e impronte digitali, di tutti i passeggeri il controllo dovrebbe essere più veloce e consentire al personale di lavorare in modo efficace. Dovrebbe è la parola chiave. Non è quello che è successo nella giornata di domenica 12 aprile all'aeroporto di Milano Linate, quando 121 persone hanno perso il volo Easyjet diretto a Manchester perché bloccati alle file per i controlli. Ma cos'è andato storto? Le testimonianze parlano di file lunghissime e interminabili al controllo di frontiera e addirittura malori causati da stress: dopo ore interminabili, solo 27 persone sono riuscite a salire a bordo dell'aereo diretto a Manchester. Ma non è l'unico caso: si registrano oltre 3 ore di attesa per fare i controlli in molti degli aeroporti europei, anche in Francia, Germania e Spagna.
Come funziona il sistema di controllo EES
Il sistema Entry/Exit System, noto come Ees, è una procedura digitale introdotta dall’Unione Europea per registrare automaticamente gli ingressi e le uscite dei cittadini extra-UE nell’area Schengen, per un periodo breve che non superi i 90 giorni nell’arco di 6 mesi. Al posto del tradizionale timbro sul passaporto, il sistema raccoglie dati biometrici come impronte digitali e immagine del volto, insieme alle informazioni del documento di viaggio. Ogni passaggio alla frontiera viene così tracciato in tempo reale, consentendo alle autorità di monitorare la durata dei soggiorni e individuare eventuali permanenze oltre i limiti consentiti. L’obiettivo è quello di rafforzare la sicurezza e velocizzare i controlli nel lungo periodo, riducendo errori umani e irregolarità, o almeno così dovrebbe essere.
Perché sta provocando disagi e ritardi
L’Ees è stato introdotto gradualmente a partire da ottobre 2025 e ufficialmente dal 10 aprile, ma il sistema sta già generando rallentamenti significativi e gravi problemi. La registrazione biometrica richiede più tempo rispetto al semplice controllo del passaporto, soprattutto per i viaggiatori che utilizzano il sistema per la prima volta. A questo si aggiungono problemi tecnici, carenza di personale o formazione non ancora completa e infrastrutture non sempre adeguate a gestire i nuovi flussi digitali. Il risultato è un aumento delle code ai controlli di frontiera, in particolare negli aeroporti con traffico internazionale elevato. Le autorità europee sottolineano che si tratta di criticità temporanee, destinate a ridursi una volta che il sistema sarà pienamente operativo, mentre le Compagnie Aeree per l’Europa hanno prontamente affermato: “Le tre ore di coda al controllo di frontiera non sono un "problema di rodaggio" del sistema EES, bensì un fallimento sistemico”. Le Compagnie hanno anche aggiunto che, anche se convidono l’obbiettivo generale della creazione dell’eee (ovvero quello di una maggiore sicurezza alle frontiere europee), questo non dovrebbe tradursi in importanti disagi di viaggio, come attese troppo lunghe o voli persi. Inoltre, viene invocata una maggiore flessibilità nell’attuazione del sistema e le Compagnie affermano che “l’unica soluzione praticabile è che la Commissione europea consenta, ove necessario, la sospensione totale o parziale dell’EES fino alla fine dell’estate”.
In quali aeroporti è già usato
Il sistema Ees è ufficialmente entrato in vigore in 29 Paesi europei ed è stato introdotto in fase pilota in alcuni grandi hub internazionali. Tra questi figurano aeroporti come l’Aeroporto di Parigi Charles de Gaulle, Aeroporto di Amsterdam Schiphol e Aeroporto di Francoforte, dove sono stati testati i sistemi di registrazione automatizzata dei passeggeri; mentre in Italia tra i primi sono stati preparati l’Aeroporto di Roma Fiumicino e l’Aeroporto di Milano Malpensa.