I 121 passeggeri del volo EasyJet Milano-Manchester rimasti a terra: “Abbiamo dovuto pagare hotel e un altro volo”

Il volo EasyJet Milano Linate-Manchester del 10 aprile è decollato con 27 passeggeri a bordo, lasciandone 121 in aeroporto. Ognuno ha dovuto, quindi, trovare sistemazioni in hotel e un altro aereo per l’Inghilterra pagando di tasca loro.
A cura di Enrico Spaccini
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I 121 passeggeri bloccati all’aeroporto di Milano Linate (foto da X)
I 121 passeggeri bloccati all’aeroporto di Milano Linate (foto da X)

"Siamo arrivati in aeroporto con largo anticipo e alle 9:30 eravamo al gate, ma ci è stato negato l'accesso al controllo passaporti. Ci hanno detto che risultavamo ‘no-show', cioè che non ci eravamo presentati in tempo all'imbarco, nonostante fosse stato il controllo passaporti ad avere problemi". È il racconto di una 26enne inglese che, insieme ad altri 120 passeggeri, la scorsa domenica 12 aprile è stata lasciata a terra all'aeroporto Milano Linate mentre il volo per Manchester decollava con 52 minuti di ritardo e solo 27 persone a bordo. La causa sarebbe da ricercare nella lentezza del nuovo sistema di controllo dell'Unione europea, l'Entry/Exit system (Ees), entrato in vigore il 10 aprile per i cittadini di Paesi extra Schengen. "Siamo stati rimbalzati da un ufficio all'altro per tre ore senza che nessuno ci aiutasse. Faceva un caldo torrido in aeroporto, la gente vomitava, altri stavano per svenire", ha continuato la ragazza, "ci hanno detto che martedì è il giorno più vicino in cui potremo tornare e dovremo prendere un volo per Gatwick. Abbiamo dovuto pagare di tasca nostra un Airbnb".

"Come potete vedere, è pieno di persone in attesa del volo EasyJet, o almeno in attesa di capire cosa fare perché siamo ancora bloccati". Inizia così il video che Will Scott, un altro passeggero rimasto a terra il 12 aprile, ha pubblicato su TikTok: "Ora dovremo prendere un hotel e un altro volo e non sappiamo ancora se ci verrà dato un rimborso. Non abbiamo ricevuto alcun aiuto da parte di EasyJet. Sappiamo che non è colpa loro, però avrebbero potuto essere più disponibili".

La compagnia aerea britannica ha fatto sapere di aver "fatto tutto il possibile per ridurre al minimo l'impatto delle code in aeroporto, posticipando i voli per dare ai clienti più tempo", ma che comunque i ritardi che si sono accumulati ai controlli non sarebbero attribuibili a loro. Spetta, infatti, alla polizia di frontiera gestire il nuovo sistema di ingresso e uscita dai Paesi Schengen entrato pienamente in funzione il 10 aprile. Si tratta di una serie di controlli biometrici che sostituiscono i tradizionali timbri sul passaporto, ma che richiedono almeno per la prima registrazione tempi più lunghi.

Il volo EasyJet Milano Linate-Manchester del 12 aprile avrebbe dovuto partire alle 11, ma ha ritardo il decollo di 52 minuti per dare ai passeggeri più tempo per imbarcarsi. Alla fine, però, l'aereo è dovuto decollare perché l'equipaggio era prossimo al termine dell'orario di lavoro previsto dalle norme di sicurezza.

Un 33enne ha raccontato al quotidiano inglese DailyMail di aver provato a contattare la compagnia aerea, ma di aver parlato solo per pochi minuti con un chatbot. Il giovane, in vacanza in Italia con la moglie e la loro figlia, hanno dovuto cercare un hotel e prenotare un altro volo per Londra, da dove poi prenderanno un treno di due ore e mezza fino a Manchester. Altri, invece, hanno preferito prendere il volo di 20 ore dopo per Gatwick.

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