Pietro fa Italia-Norvegia con una Vespa del 1967: “Mi davano del pazzo, ma ho coronato il mio sogno”

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Circa 4000 km in 21 giorni: Pietro Chizzo è partito dall’Italia ed è arrivato a Capo Nord (Norvegia). Ma il suo viaggio continua: lo ha raccontato a Fanpage.it.

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"Dammi una Vespa e ti porto in vacanza" canta Cesare Cremonini. Pietro Chizzo con la Vespa più che una vacanza, ci ha fatto un'avventura pazzesca: è arrivato fino a Capo Nord. A Fanpage.it ha raccontato perché ha deciso di cimentarsi con questa impresa, che in realtà non è finita qui: davanti a sé ha altri 5000 chilometri. Si sposterà ancora nel Nord Europa per poi rientrare a casa, orientativamente a fine mese. Chi lo incontra per strada gli dà del folle: stentano a credere che stia facendo realmente questo viaggio estremo, su un mezzo a due ruote così vecchio. Lui lo ha sistemato personalmente, lo ha restaurato, lo ha reso pronto per sostenere un'impresa di questa portata, perché era il suo sogno: non lo avrebbe fatto con nessun altro mezzo di trasporto se non la sua amata Vespa.

Pietro cominciamo dalla tua Vespa: quando l'hai acquistata?

Questa Vespa ce l'ho da due anni: l'ho restaurata, sistemata e preparata per questo viaggio, ho fatto tutto io da solo. L'ho comprata perché sono appassionato di Vespa ed è stato sempre il mio sogno andare a Capo Nord con questo mezzo. Sono stato a Capo di Buona Speranza, quindi il punto più a sud dell'Africa (andando in aereo), quindi volevo andare nel punto più a nord dell'Europa, però non in un modo comune. Quindi l'ho fatto con la mia Vespa di 60 anni, mi sono messo alla prova con questa sfida. Capo Nord è una meta molto frequentata dai ciclisti, ma io questo viaggio lo avrei fatto solo con la mia  Vespa. Ho dovuto rifare completamente il motore da zero, ho rifatto l'impianto elettrico, ho dovuto fare dei portapacchi apposta.

La tua amata Vespa ti ha portato fino a Capo Nord! Che giro hai fatto?

Son partito dalla provincia di Venezia il 17 luglio. Fino a Capo Nord ci ho messo 21 giorni ad arrivare, sono stati più di 4600 km. In passato avevo già fatto dei viaggi, ma tutti attorno ai 1000 chilometri. Qua ho deciso di aggiungerci uno zero e arrivare a 10 mila! Infatti Capo Nord è solo la prima tappa del mio viaggio. La seconda tappa saranno le isole Lofoten. Dopo scenderò fino a Oslo. Poi arriverò a Göteborg in Svezia, da lì Copenhagen in Danimarca. Farò un pezzo di Germania, andrò in Lussemburgo, farò un pezzo di Francia e dopo entrerò per la Valle d'Aosta e farò tutto il nord Italia da ovest a est. Il viaggio complessivo sono circa 10.500 km: 5800 km l'andata, 4700 km il ritorno. Arriverò il 30 agosto.

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Ma come si parte per stare via due mesi in Vespa?

Inizialmente l'avevo caricata in un modo, ma durante il viaggio ho capito che era caricata male e ho cercato di trovare una formazione più efficiente. Davanti, in mezzo alle gambe, ho tutti i miei vestiti e le robe elettroniche. Chiaramente ho pochissimi cambi: quattro magliette, quattro paia di mutande, due pantaloni. L'essenziale: più che altro robe pesanti per il freddo, che mi permettano di stare al caldo. Dietro ho tutti i ricambi per la Vespa. In più ho la tenda e il materassino. Le prime notti ho dormito sempre in amaca con il sacco a pelo e il resto delle notti le ho fatte tutte in tenda a parte una. Poi ci sono dietro due scatole di plastica sul portapacchi centrale, anche quelle piene di ricambi e di olio per farla miscela. Ho portato 12 litri di olio. E in più ho due ruote di scorta.

Che condizioni atmosferiche hai incontrato per strada?

A livello di meteo all'inizio è stato un po' demoralizzante, ma molto sfidante, perché la prima settimana ho preso pioggia tutti i giorni per tutto il giorno. Mi dicevo: dai che manca sempre meno ad arrivare a Capo Nord. Ma per il resto è andato tutto liscio. La temperatura più bassa che ho trovato è stata 4° vicino a Capo Nord. Ma il problema erano le raffiche di vento veramente potenti fino a 90 km/h, infatti la notte che sono arrivato a Capo Nord non ho potuto dormire in tenda: era stata schiacciata completamente al suolo, era impossibile che stesse sù. Io non avevo considerato di prendere così tanta acqua, difatti ho dovuto un po' attrezzarmi al freddo: però si fa! Quando piove tutto il giorno tu ti metti tutti i giorni gli stessi vestiti bagnati, perché la notte non fanno tempo ad asciugarsi col freddo che c'è.

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Ti sei dato un budget?

Non avendo soldi per partire ho fatto delle magliette che mi sono impegnato a vendere così da lasciare alle persone qualcosa, invece di chiedere agli sponsor. Le ho sviluppate con un'azienda italiana a Zanzibar, dato che io lavoravo lì. Tutti questi chilometri me li sto pagando con queste magliette. Comunque è un viaggio veramente low budget, non avevo la possibilità di sperperare e andare in hotel tutte le sere, quindi l'ho fatto in tenda. Poi ho speso solo per cibo e benzina.

Qual è stato il momento più brutto?

Quando si è rotta la Vespa il secondo giorno. Non mi aspettavo di aver problemi da subito, però mi son messo con calma a sistemare per risolvere il problema. Nel tempo si è rotta la tenda, si è rotta la frizione, però giorno dopo giorno impari a risolvere i problemi man mano che arrivano.

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Ma la gente cosa diceva quando vedeva arrivare questo ragazzo in Vespa? 

Mi davano del pazzo, ma mi dicevano anche di non mollare.

Tu non hai mollato e ce l'hai fatta. Che hai pensato una volta arrivato a Capo Nord?

È stata una gran soddisfazione, ho coronato un sogno e così ho dato anche un senso a tutti i chilometri fatti.

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