Nicolò sta facendo il giro d’Italia a piedi: “Spenderò 1000 euro in tre mesi, tutto l’occorrente in un passeggino”

Immagine
Nicolò Guarrera
Dopo il giro del mondo a piedi, Nicolò Guarrera si è lanciato in un’altra avventura: il giro d’Italia. Lo ha raccontato a Fanpage.it.

Anche tu hai fatto un viaggio avventuroso o hai una storia di viaggio da raccontare? Condividi la tua esperienza con noi cliccando qui.

Il 13 settembre 2025 Nicolò rientrava in Italia, a Vicenza, proprio da dove era partito: tornava da un viaggio, sì, ma non uno come gli altri. Nicolò Guarrera, infatti, ha fatto il giro del mondo a piedi e per completarlo ci ha impiegato cinque anni: è stato lontano da casa per circa 1800 giorni, trascorsi da solo. O meglio, non proprio da solo. Aveva portato con sé Ezio: non un amico, non un animale domestico bensì un passeggino da trekking contenente tutto l'occorrente per affrontare montagne, deserti, ghiacciai. Al suo interno la tenda, cibo, acqua, attrezzatura varia. Per celebrare il primo anniversario di quell'impresa, il 13 settembre 2026 (a distanza di un anno esatto) Nicolò è partito di nuovo: stavolta la sua impresa sarà il giro d'Italia a piedi. Percorrerà il Paese da Nord a Sud in 101 giorni. A Fanpage.it ha raccontato questa nuova avventura, che prevede una novità e una conferma.

Nicolò, il 13 settembre sei partito per il giro d'Italia a piedi. 13 settembre tra l'altro è una data simbolica, tutt'altro che casuale…

È il giorno in cui sono tornato dal giro del mondo a piedi, dopo cinque anni. Era il 13 settembre 2025: questa ripartenza segna il primo anniversario quindi. Per me è proprio come se continuassi quel viaggio, ripartirò dallo stesso posto: è proprio come se includessi un altro pezzetto a quel giro. Il primo motivo per cui lo faccio è vedere se sono in grado fisicamente e mentalmente di rimettermi su strada e fare tappe lunghe, continuative. In seconda battuta voglio semplicemente divertirmi, fare una cosa che mi piace, che può coinvolgere persone.

Quanto starai via?

Starò via 101 giorni, vorrei essere a casa prima di Natale. Trovandomi a Vicenza ho scelto di percorrere subito la Pianura Padana, perché generalmente poi in inverno dovrebbe fare più freddo rispetto a ora, ho preferito non arrivarci a dicembre. E poi con l'avvicinarsi dell'inverno mi troverò al Sud, dove dovrei trovare bel tempo. Sono sicuro di riuscire a farcela tranquillamente.

Immagine
L'attrezzatura di Nicolò pronto a partire per il giro d'Italia

Come per il giro del mondo, sarai solo anche stavolta? 

La solitudine non mi è pesata in quei cinque anni: certo ti aliena, ma non stanca mentalmente, puoi gestirla, puoi distrarti. La vera stanchezza mentale, secondo me, arriva quando scegli come ho fatto io di condividere la tua storia: questo implica il trovare sempre lo stimolo giusto, il modo per raccontarlo, bisogna fronteggiare le critiche. Quella è la parte più difficile. Stavolta invece ho aperto il cammino alle persone, chiunque potrà unirsi durante il tragitto in qualsiasi tappa. C'è un calendario che le persone possono consultare per sapere dove passerò e potranno aggregarsi, fare un pezzo di strada insieme. Non è un cammino difficile, non c'è niente di tecnico. Chiaro: le tappe sono un po' lunghe, sono da 30-40 km alcune. Ma una persona mi può anche seguire solo per 5 km. È proprio per il piacere di fare qualcosa tutti insieme nella natura. Non vedo l'ora di scoprire quante persone si aggiungeranno al cammino, quanti si metteranno in gioco con me strada facendo: orientativamente dovremmo essere 600, spalmati sui tre mesi.

A Fanpage.it avevi raccontato un anno fa, al tuo ritorno, di aver affrontato il giro del mondo munito di un carrellino di nome Ezio, usato per portare con te tutto il necessario per il viaggio. Ezio ci sarà anche stavolta?

Certamente, sarà il suo ultimo cammino questo! Ha avuto un infortunio quando eravamo a Venezia l'anno scorso, quando stavamo tornando: si è rotto un pezzo della ruota posteriore sinistra. Per fortuna sono riusciti a ripararlo all'epoca, però comunque i suoi 36.000 km li ha fatti: è ora che si fermi! Io lo avevo scelto perché mi permetteva di portare tanto peso e quindi di attraversare abbastanza tranquillamente i deserti; era un modo per non gravare troppo sulle spalle e sulle articolazioni. Infatti quando sono tornato a casa stavo bene, ho fatto le dovute analisi e i medici mi hanno detto che era tutto a posto, che avevo cartilagini e tendini affaticati, ma tutto sommato niente di che considerati i chilometri che avevo fatto.

Immagine
Nicolò durante il giro del mondo

Cosa porterai con te per stare via tre mesi?

Partendo il 13 settembre, all'inizio avevo programmato di portare già le cose per l'inverno, credevo facesse freddo. Invece visto che sta facendo ancora caldo, dovrò portare due setup: uno pesante e uno leggero con pantaloni corti, pantaloni lunghi che diventano short, qualcosa antipioggia, vestiti da mezza stagione, diciamo. Acqua non ne ho tantissima, a differenza di quanto facevo prima, perché comunque passerò per centri abitati tutti i giorni: bastano 2-3 litri. Ho fatto una grande spesa in modo da partire già ben rifornito. Caricherò su Ezio circa 30 chili, compresa la tenda per dormire all'aperto in campeggio. Sto sentendo persone e associazioni che potrebbero ospitare me e le persone che cammineranno con me, anche se non saprò mai di preciso fino al giorno stesso quanti saremo a camminare e quanti di questi si fermeranno a dormire.

Altre spese che hai messo in conto?

In Italia non devo comprare la SIM digitale, non devo pensare ai visti, non devo pensare agli aerei; per dormire avendo la tenda e degli appoggi, non spenderò un granché. In totale per 101 giorni penso di spendere 1000 euro.

Immagine
Nicolò Guarrera in cammino con Ezio

Rifaresti il giro del mondo a piedi?

No: è davvero lungo e difficile. E poi perché ripetere una cosa che ho già fatto? Ho scritto un libro e per un annetto voglio concentrarmi su questo progetto, portarlo un po' in giro. Quando sono tornato dopo cinque anni mi è piaciuto tornare alla socialità. Ho potuto andare a trovare gli amici in giro per l'Italia, cosa che non potevo fare quando ero via e l'ho fatto con gioia. Ho cercate di non dire mai di no alle uscire, agli allenamenti. Di contro, quindi, i tempi morti o il tempo libero per stare da solo sono calati drasticamente: ho smesso anche di leggere. Considerando questi due punti di vista, ti dico che quest'anno ha bilanciato i cinque precedenti.

Chi sei oggi, dopo questa esperienza del giro del mondo a piedi che certamente è fuori dall'ordinario?

Se il fisico me lo permette voglio dedicare almeno altri 10 anni al mondo del camminare. Ma non i trekking classici: un viaggiare lento, per darmi la possibilità di guardarmi attorno, incuriosirmi, farmi contaminare.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views