Mokambo difende il gelato da 95 euro: “Un furto? No, un’esperienza. Vengono da tutto il mondo appositamente”
Si chiama Scettro del Re e con un nome del genere, non può che essere qualcosa di prezioso. Non è un gioiello, però: è un gelato. E che gelato! Realizzato dalla gelateria Mokambo di Ruvo di Puglia, viene preparato con zafferano iraniano in pistilli e a completare il cono c'è una foglia d'oro edibile da 24 carati. Delle materie prime così pregiate fanno sì che il prodotto venga venduto a 95 euro, ma dietro questo costo certamente elevato rispetto alla media, c'è molto di più.
Vincenzo Paparella, responsabile insieme alla sorella Giuliana della gelateria, ha voluto fare alcune precisazioni sullo Scettro del Re. Ha scritto a Fanpage.it e ha raccontato nel dettaglio cosa va a determinare quel prezzo, finito al centro della polemica.
La polemica sullo Scettro del Re, da Briatore a Scotti
Lo Scettro del Re ha diviso l'opinione pubblica e si è espresso al riguardo anche Flavio Briatore. L'imprenditore ha criticato il prodotto, o meglio, chi lo acquista. "Uno che paga un gelato 90 euro perché c’è la foglia d'oro è un cretino" ha sentenziato.
Intervistato da Fanpage.it, gli ha dato ragione anche il gelatiere Massimiliasno Scotti. "Il gelato gourmet ha rotto" ha detto. E a proposito di Mokambo ha poi aggiunto: "Flavio Briatore ha ragione nel momento in cui dice che è assurda questa cosa. Briatore nella sua pizzeria non vende una pizza a 70 euro: vende un'esperienza. Ma il Mokambo che vende un gelato a 95 euro che dura 5 minuti non è un'esperienza. È un po' un furto a parer mio, però ognuno è libero di fare quello che vuole e soprattutto il prezzo si conosce".
Questa frase a Vincenzo Paparella non è andata giù, così ha scritto a Fanpage.it per rispondere e chiarire: "Non per polemica, ma perché quello che afferma dimostra che non si è informato su chi siamo e su cosa facciamo. Si è fermato al titolo del giornale, o al post che gira su Facebook".
La risposta di Vincenzo Paparella
Il fulcro della questione è proprio l‘esperienza: "Dove sta scritto che questo cono dura cinque minuti? L'ospite viene accolto in gelateria in un orario a lui dedicato, quando nessun altro può entrare. C'è una degustazione privata e una vera e propria preparazione del palato, accompagnata da un preciso rituale che mostra come nascono i gelati di Mokambo, in un ambiente che profuma intensamente di tostatura e macinazione di fave di cacao, nocciole e pistacchi. Si prosegue. Arriva il momento in cui viene presentato lo zafferano infuso appositamente per l'ospite, con una degustazione olfattiva della materia prima che si appresterà a degustare questo prima ancora di cominciare. Poi gli si mostra la propria crema: ovvero una giara in vetro che contiene la crema di zafferano pensata per lui, prima di diventare gelato ed essere mantecata. Dopo la mantecatura si passa all’assaggio al cucchiaio. È qui che il nostro ospite scopre per la prima volta che sapore abbia un Zafferano Sargol di Mashhad lavorato per ben tre giorni, prima ancora di diventare lo Scettro del Re. E infine, dopo l'assaggio al cucchiaio, arriva la Vestizione: il rito in cui il gelato allo zafferano, la panna e i pistacchi incontrano il cono e si ricoprono di oro edibile 24 carati. Tutto questo in circa un'ora e mezza dall'ingresso dell'ospite in gelateria. E solo dopo si arriva alla degustazione vera e propria. Non è un'esperienza?".
Paparella è orgoglioso del suo prodotto, che ha il merito di aver dato lustro alla sua terra: "Ha portato a Ruvo di Puglia, una città lontana dalle rotte del turismo, oltre 2.000 ospiti arrivati da tutto il mondo appositamente. Dietro c'è una storia importante, lunga quattro generazioni. Non proprio gli ultimi arrivati. Il nostro contesto non è una location esclusiva: è un rito di un'ora e mezza costruito attorno a un ingrediente lavorato per tre giorni appositamente per un ospite che si è messo in auto o in aereo per venire appositamente a Ruvo di Puglia. Se sono i contesti che fanno il prezzo e su questo siamo d'accordo allora la parola furto non regge".
Ovviamente, un'esperienza non è valida a prescindere, solo in quanto tale: ci deve essere realmente della qualità di fondo. E a tal proposito ha specificato: "C’è una citazione che ho fatto mia: la semplicità è un lusso che solo la qualità può permettersi. Aggiungo anche che l'esperienza non è il trucco per travestire un prodotto mediocre. Anche perché le persone non sono sceme, non le inganni e a Ruvo di Puglia puoi fare poco il fenomeno. L'esperienza è ciò che si costruisce sopra un prodotto che deve già essere eccellente. Quattro generazioni non si improvvisano. Prima viene il gelato fatto bene, quello fatto come si faceva un tempo senza i trucchetti dell’industria moderna. Le esperienze vengono dopo, per scelta, non per necessità".
Per concludere, Paparella ha nuovamente spiegato le sue ragioni e rivolto un invito al collega: "Il prezzo si conosce in anticipo, ognuno è libero di scegliere e fare polemica su qualcosa che non si è nemmeno provato ha poco senso. È esattamente il motivo per cui ho voluto raccontare cosa c'è davvero dentro quei 95 euro. Poi ognuno resta libero di dargli il valore che crede sapendo almeno di cosa si parla. E se un giorno Massimiliano Scotti vorrà venire a provarlo di persona, le porte del Mokambo sono aperte".