Come usare la carta da parati nel modo giusto, la designer: “Non seguire le mode, deve essere personalizzata”
La carta da parati sta vivendo una nuova epoca d'oro nel mondo dell'interior design. Dopo aver spopolato tra gli anni '80 e '90, ora è tornata in gran voga e sono moltissimi coloro che vogliono utilizzarla per rendere la casa più originale e personalizzata. Quali fantasie scegliere e quali errori evitare? Lo abbiamo chiesto ad Angela Archinà, interior designer con base a Milano, creatrice dello stile Scandi Jungle Gold: ecco quali sono i suoi consigli per usare questo accessorio di design nel modo giusto.
Dopo gli anni del minimalismo in stile nordico, stiamo assistendo al gran ritorno della carta da parati. Perché sono sempre di più le persone che la vogliono nella propria casa?
Le persone hanno imparato a vivere in ambienti che gli somigliano. Ci siamo tutti un po' stancati di vedere ambienti impersonali, tutti uguali, che richiamano solo minimalismo, ora abbiamo il bisogno di sentire l'anima della casa, di entrare in ambienti che generano emozioni e di creare ambienti che ci somigliano profondamente. Le persone fanno in modo che la casa racconti il loro essere: non è più importante avere una casa-vetrina simile a quella delle riviste, è importante avere una casa che ci doni benessere e armonia. La carta da parati aiuta molto a raggiungere questo scopo perché dà profondità ad una stanza, crea un punto di attenzione, crea atmosfera, valorizza elementi architettonici: non è solo un decoro ma parte di un progetto, è il punto da cui parte la progettazione, che crea un filone da seguire sulla scelta dei colori e degli accostamenti di materiali.
È corretto parlare del ritorno della carta da parati o non è mai davvero passata di moda?
Più che di un ritorno, io parlerei di un cambiamento radicale, nonché di una grande evoluzione: per tantissimo tempo la carta da parati è stata associata alla casa dei nonni, soprattutto quella con motivi geometrici o floreali ripetuti, mentre ora si dà spazio alla carta da parati con stampe di disegni panoramici, con grafiche fatte su misura. La carta da parati è diventata una superficie materica a effetto tessuto, dunque un prodotto tecnicamente più avanzato che non serve più soltanto a rivestire una parete, può anche sostituire arredi. Può diventare una testata letto, può valorizzare una nicchia: cambia proprio la percezione dello spazio, costruisce una scenografia.
Quali sono i colori e le stampe di tendenza?
Ci sono due filoni di tendenza. Il primo riguarda le carte raffinate, materiche, a effetto lino, a effetto seta, a effetto intonaco, in fibre naturali, anche tinta su tinta, quindi tutte le carte che danno effetti materici. Possono essere sui toni del sabbia, del tortora, dell'ocra, del terracotta. Il secondo filone è quello delle carte da parato con cui si vuole dare carattere alla casa, perfetto per chi vuole osare, quindi si scelgono motivi botanici, floreali, anche fuori scala con queste magnolie giganti, con stampe jungle, con paesaggi, con geometrie che richiamano l'Art Decò o gli anni '70. In questo caso i colori diventano molto più intensi, si arriva ai verdi profondi, agli attani, al blu notte, al prugna, al bordeaux. Va molto anche abbinare questi colori intensi a tonalità metalliche. Personalmente amo i soggetti naturalistici come grandi fiori o paesaggi di mare perché portano la natura dentro casa, oltre a sposarsi benissimo con il legno e con l'ottone. Fondamentale è la personalizzazione: la carta da parati non deve essere quella che si vede ovunque che usano tutti, deve rendere la casa riconoscibile e unica.
Come abbinarla a mobili, tessuti e pavimenti?
Bisogna sempre sempre considerare la carta da parati come un elemento integrato, quindi si parte dal colori del disegno, si individuano quello dominante e quello secondario e, se serve, anche un colore d'accento. Da lì si costruisce tutto il resto. Se, dunque, la fantasia è predominante, è importante scegliere mobili dalle linee pulite e tessuti in tinta unita, senza aggiungere troppi accenti: la carta diventa il personaggio principale, tutto il resto accompagna quell'accento. Se, invece, la carta è più delicata e più materica, magari in tinta unita, possiamo permetterci un po' più di libertà con gli arredi. Poi c'è anche la questione della scala del disegno: se il soggetto è molto grande, ha bisogno di respiro, di distanza, così da essere visto bene, quindi non va coperto dai mobili. Per esempio, con il rovere naturale funzionano benissimo i verdi, i blu, le tonalità della terra, i dettagli in ottone. Se c'è un pavimento molto decorato, invece, bisogna stare attenti a non farlo entrare in competizione con la parete. Ovviamente è un equilibrio che va sempre molto bilanciato: l'accento sulla carta da parati presuppone che tutto il resto gli ruoti intorno e lo accompagni. Se utilizzo le tinte neutre, posso dare l'accento su altri elementi.
Come va usata la carta da parati in casa: in quale stanza utilizzarla? Bisogna tappezzare tutta la camera oppure solo qualche muro?
La carta da parati ormai può essere utilizzata in tutte le stanze, anche in bagno e cucina, due ambienti che prima erano preclusi da questo utilizzo per questioni di umidità. Adesso sono stati realizzati dei materiali specifici che possono essere addirittura utilizzati dentro le docce. In camera diventa spesso una grande testata dietro il letto che dà contesto, ambientazione, in soggiorno di solito valorizza la parete principale, mentre all'ingresso dà carattere. Può essere usata anche negli spazi piccoli, come ad esempio i corridoi, dove riesce a creare un effetto sorprendente. Non c'è una regola fissa della parete singola: una carta da parati molto scenografica, ad esempio, rende meglio su una parete focale, mentre un particolare disegno, una particolare texture può avvolgere l'intera stanza e renderla più intima. A volte può essere bello anche farla proseguire su due pareti o utilizzarla sul soffitto, dando la possibilità di creare progetti polivalenti. Dipende molto dalla luce che c'è all'interno dell'ambiente, dalle dimensioni e soprattutto dall'effetto che vogliamo ottenere: la parete d'accento è una possibilità ma ci sono molte altre varianti che danno un valore diverso all'ambiente.
Anche in bagno e in cucina si può usare la carta da parati?
Sì ma bisogna scegliere il prodotto giusto. Per il bagno esistono carte resistenti all'umidità, rivestimenti in fibra di vetro con sistemi produttivi specifici, alcune possono essere usate anche in zone più esposte all'acqua, purché venga fatto un ciclo di posa apposito e certificato per quell'uso. Stessa cosa vale per la cucina: qui bisogna valutare la vicinanza ai fuochi, alle fonti di calore e al vapore. Ogni prodotto ha la sua valenza, la sua certificazione specifica per i vari ambienti, purché la posa venga fatta a regola d'arte.
Quali sono gli errori che si commettono più spesso quando si usa la carta da parati?
Il più comune è guardare un piccolo campione: molto spesso si guardano dei campioni che sono stampati nella scala sbagliata, quindi una fantasia che piace su pochi centimetri quadrati può creare un effetto completamente diverso sull'intera parete. Bisogna sempre farsi mandare dal produttore il campione riadattato alla parete. Poi bisogna anche pensare a dove andrà finire il disegno una volta che ci saranno gli arredi. Bisogna considerare le porte, le finestre, i mobili. Magari ci si innamora di un soggetto panoramico bellissimo e poi si scopre che, dopo la posa, la parte più bella è finita dietro un armadio o viene tagliata a metà da una porta. Per questo motivo vengono sempre utilizzate prima le visualizzazioni tridimensionali: riadattano il disegno alla parete, in maniera da vedere in maniera precisa come sarà l'effetto. Un altro errore è voler mettere troppi colori, quindi scelgo una fantasia che mi piace tantissimo e poi la accosto ad altre fantasie o a oggetti di dimensioni notevoli. Così facendo, finiscono per esserci troppi elementi importanti all'interno dello stesso spazio e questo fa perdere valore alla carta. Sarebbe bene anche evitare di scegliere una carta e lasciare tutto il resto scollegato: la carta sembra essere un elemento buttato lì a caso, che non si abbina al contesto. Fondamentale, infine, è la qualità della posa e della carta: basta poco per rovinare l'equilibrio della composizione. Le carte sono progettate per coincidere perfettamente ma, se chi le applica non è molto esperto, rischia di far vedere gli spazi vuoti, rovinando il risultato finale.
Cosa fare se il colore/la fantasia scelta passa di moda?
Io parto da un presupposto: non bisogna scegliere un ambiente solo perché va di moda, deve essere qualcosa che sento veramente mio. La carta deve generare delle emozioni: sebbene ci si ritrova a scegliere tra stampe e fantasie di moda, è tutto molto personale. In questo caso si viene a creare un ambiente capace di trasmettere serenità e difficilmente si sente il "peso" delle mode. Solo negli anni una precisa scelta di arredo potrebbe stancare perché cambia il proprio animo, cambia il modo di approcciare alla casa: se 10 anni fa avevo puntato sui colori caldi, adesso potrei sentire il bisogno di cambiare. Lo stesso può succedere con le carte da parati ma per fortuna ne esistono diverse che si possono sostituire più facilmente di tanti rivestimenti permanenti e materici. L'errore vero è scegliere qualcosa solo perché va di moda oppure vivere in una casa anonima per paura di stancarsi di quella trama. Bisogna fare delle scelte e capire cosa porta avanti il nostro essere. La carta da parati, così come tutti gli altri elementi, deve essere studiata, contestualizzata, abbinata, in maniera tale che porti armonia. Indipendentemente dalla trama, dalla finitura o dal colore che si sceglie, in un progetto di interni la cosa principale è riuscire a creare un'armonia che genera emozioni, che genera benessere, perché il benessere in casa è quello che porta prosperità nella vita.