La wedding planner di Ida Di Filippo svela i dettagli del matrimonio: “Abbiamo nascosto l’azzurro, a Pietro non piace”
Ida Di Filippo è uno dei volti più amati di Casa a Prima Vista. Il suo compagno Pietro Albano nella vita fa tutt'altro: poco interessato alla tv e ai riflettori, lavora come infermiere al Niguarda di Milano. La loro storia è cominciata ben prima del successo del programma televisivo, che ha portato l'agente immobiliare a una grande popolarità: stanno insieme dal 2013 e il 5 settembre hanno pronunciato il fatidico sì. La loro longeva relazione è culminata con le promesse nuziali, un matrimonio che è stato una grande festa assieme ad amici e parenti. Tra i presenti anche i colleghi di Casa a Prima Vista, i "biscottini" Mariana D'Amico e Gianluca Torre. Nulla è stato lasciato al caso. Ogni dettaglio, infatti, è stato pensato e costruito affinché potesse raccontare qualcosa di loro: niente eccessi, niente lusso sfrenato, nessuna trovata spettacolare. Di base, gli sposi hanno chiesto alla loro wedding planner una giornata di divertimento per i loro ospiti, in cui tutti potessero sentirsi a proprio agio e celebrare l'amore in allegria. E Giorgia Fantin Borghi così ha fatto: ci sono voluti diversi mesi per organizzare tutto, ma è riuscita a esaudire i loro desideri. Location, bomboniere, menù: si è occupata di tutto con meticolosa attenzione. "È stato molto divertente" ha detto a Fanpage.it, rivelando alcuni retroscena del matrimonio.
Giorgia, come è stato lavorare a stretto contatto con Ida per organizzare il matrimonio?
Ida è una forza della natura, ma Pietro non è da meno! Sono molto buffi insieme! Lui è una persona che sembra stia in disparte, ma è sempre molto presente e lei lo vuole sempre al suo fianco. Io con loro ho lavorato almeno 8 mesi: abbiamo deciso tutto insieme, ci siamo visti molto, abbiamo passato ore al telefono. Io cucio tutto sugli sposi, ma per farlo ho bisogno di conoscerli molto bene. In questo li conoscevo già.
Lei è stata una sposa ansiosa, partecipativa, con le idee chiare?
All'inizio era un po' più ansiosa, soprattutto quando dovevamo cercare la location. Aveva paura di non riuscire a trovarla, pensava che fossimo in ritardo. Però l'ho tranquillizzata. Quel giorno era molto emozionata. Ma meno male! Oggigiorno, dimmi la verità, quando ci emozioniamo davvero? Le ho detto: "Vivitela tutta questa cosa, perché passa in un attimo ma la ricorderai per il resto della vita". Quando vedo tutto questo amore mi emoziono sempre.
C'è stato un tema portante per l'allestimento?
Io non credo molto nei temi al matrimonio. Il matrimonio è già un tema a sé! Io credo nel fare delle cose che assomiglino agli sposi.
Come hai personalizzato, quindi, la loro festa, affinché somigliasse agli sposi?
Loro sono del Sud ma vivono al Nord già da molti anni: sono da un lato due persone molto tradizionaliste, dall'altro lato hanno anche questa punta più contemporanea e moderna. Io ho portato entrambe queste anime. I colori per esempio: tutto bianco super tradizionale, ma con un tocco di colore. Per quanto riguarda la location, un posto migliore non l'avremmo potuto trovare: il Grand Hotel Europa Palace di Sorrento. Ho capito subito che era quello giusto. È un posto meraviglioso, con una vista incredibile, con una storia pazzesca. È elegante, ma non è iper sfarzoso: eccedere non sarebbe stato da loro. Abbiamo poi aggiunto l'intrattenimento, perché alla fine per quanti fiori tu possa mettere, per quanto il cibo possa essere buono, i matrimoni li fanno gli ospiti! Se dai loro intrattenimento e buona musica, funziona. Ci siamo avvalsi del gruppo Arechi, che è un gruppo locale, ma molto internazionale, capace di passare dalle canzoni napoletane al pop internazionale. È il modo in cui fai sentire le persone, a fare la differenza.
C'è stata una richiesta specifica da parte della sposa su cosa fare e cosa non fare?
Ida ci teneva ad avere un po' di azzurro: lo abbiamo nascosto qua e là in modo soft, perché è proprio il colore che Pietro non ama! E poi sin dall'inizio è stata chiara, la prima cosa che mi ha detto è stata: "Io non voglio far soffrire il caldo e la sete ai miei ospiti"! Infatti abbiamo organizzato tutto, anche in chiesa, affinché tutti quanti stessero bene. Anche per questo abbiamo scelto una chiesa molto vicina al luogo del ricevimento. Insomma, era tutto simile a loro, che sono eleganti ma non eccessivi, tradizionalisti ma anche moderni.
Lato menù e bomboniere, invece, ci sono state richieste particolari?
Per la bomboniera abbiamo scelto l'artigianalità italiana. Per il menù abbiamo puntato sul locale: tutte proposte campane, molto in linea con la stagione e anche con i loro gusti. Questo si è visto molto anche nella limoncellata che abbiamo fatto alla fine. Quello è stato, secondo me, uno dei momenti più carini: tutti coi bicchierini a fare il brindisi. E si sa, quando si beve in compagnia significa proprio stare insieme, è come dire: ci siamo proprio tutti!