Storie di viaggio e avventure in giro per il mondo

Monica in 2 anni fa il giro del mondo in moto: “Mi sono licenziata e ho speso tutto ciò che avevo, ne è valsa la pena”

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“Non sono anni persi: è come vivere 20 anni racchiusi in due”: a Fanpage.it Monica Ledda racconta il giro del mondo fatto a bordo della sua moto.

Tutti affrontiamo nella nostra vita momenti difficili e ciascuno di noi trova un motivo differente per andare avanti, qualcosa a cui aggrapparsi per superare il dolore, qualcuno su cui fare affidamento per riprendere in mano la propria vita. Monica Ledda dopo la morte di sua madre ha trovato nella motocicletta una valvola di sfogo che le ha permesso di ritrovare il centro. Da sempre appassionata di viaggi, nel 2022 ha fatto il primo viaggio in moto da sola, in Medio Oriente: è stata via tre mesi e mezzo. Un arco di tempo davvero piccolo, rispetto all'impresa successiva! Monica a ottobre 2024 è partita per fare il giro del mondo, sempre a bordo del suo KTM790Adventure. Il mezzo è stato il suo unico compagno di avventura: è stata 21 mesi da sola tra posti nuovi, popoli sconosciuti, a contatto con le più disparate realtà, cimentandosi con attività di ogni tipo. Per coprire le spese necessarie ha fatto vari lavori e ha utilizzato i risparmi di una vita. Ha lasciato il lavoro, ha messo in affitto la sua casa, è andata verso l'ignoto, senza sapere cosa avrebbe trovato al suo ritorno. Insomma, ha fatto davvero di tutto pur di coronare questo sogno e portare a termine un progetto in cui ha sempre creduto tanto. Dal modo in cui mi ha raccontato gli ultimi due anni di vita la risposta mi sembrava ovvia già dal tono della voce. Ma io la domanda, a Monica, gliel'ho fatta comunque. Ne è valsa la pena? Col sorriso mi ha risposto di sì.

Monica sei appena tornata da un lungo viaggio: il giro del mondo in moto fatto in solitaria. Come stai?

Sono rientrata a fine luglio dopo due anni, devo ancora ambientarmi e capire cosa fare. Comunque è stato meno traumatico del previsto, anch'io temevo un po' il rientro invece è stata abbastanza tranquilla. Dopo due anni avevo voglia di rivedere i miei nipoti, mia sorella, gli amici.

Avevi già fatto esperienze simili?

Io ho sempre viaggiato e ho sempre voluto visitare il mondo, indipendentemente dalla moto, che comunque è arrivata solo 7-8 anni fa. Il primo grosso viaggio che ho fatto da sola in moto è stato in Medio Oriente nel 2022. Mia madre è venuta a mancare e la prima cosa che ho fatto per riprendermi, per riprendere la mia vita, è stata prendere la moto e partire. Ho preso un traghetto mercantile dove ero l'unica donna a bordo e dalla Turchia sono arrivata in Libano. Da lì ho proseguito in Siria, Giordania, Israele e dopo 3 mesi e mezzo sono rientrata in Italia.

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Come è nata l'idea di questa avventura in giro per il mondo sulle due ruote?

Sicuramente sono riuscita a farlo perché non ho figli, non ho un marito, non ho più genitori, quindi zero vincoli. Certo ho mia sorella, che ha la sua famiglia. Agli amici voglio un sacco di bene, però ognuno ha la propria vita. Insomma, non avevo nulla che mi tenesse legata, per cui io me la sono goduta assolutamente dall'inizio alla fine. In verità avevo già fatto qualcosa di questo tipo una decina di anni fa, quindi prima della moto. Ero in un periodo particolare della mia vita e ho deciso di mollare tutto, partire. Sono stata in Irlanda e Florida. Per coprire le spese mi facevo ospitare in cambio di qualche ora di lavoro. Quell'esperienza mi ha cambiato davvero. Poi sono dovuta tornare, mia mamma stava male e non ho più potuto allontanarmi da casa fino al 2022. Rientrata dal Medio Oriente è nata la voglia di fare il giro del mondo. Mi sono detta: "Ma chi me lo fa fare di rimanere qui?".  Sono partita l'8 ottobre 2024 e sono rientrata il 20 luglio 2026: 21 mesi.

Avevi programmato le varie tappe? 

No, io non sono una che programma molto! Ho fatto la patente internazionale e il passaporto, sapevo di voler visitare assolutamente il Sud America, il Sud-Est Asiatico e l'Asia Centrale. Tutto qui! Ho messo insieme i puntini strada facendo, io davvero vado sempre un po' a braccio.

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Hai preso anche altri mezzi in questi due anni? Come ti sei spostata?

La moto è partita dall'Italia su una nave cargo ed è arrivata in Uruguay: ci ha messo un mese e mezzo e io sono arrivata lì in aereo. Sono stata in Sudamerica quasi un anno e poi la moto è partita dal Cile ed è arrivata in Thailandia: ci ha messo due mesi e mezzo, sempre su una nave cargo. Nel frattempo io ne ho approfittato per visitare il Giappone a piedi, quindi senza moto. Poi dal Giappone ho ripreso un aereo per arrivare in Thailandia e a quel punto ho aspettato che la moto arrivasse per tornare indietro in Italia via terra.

Come hai gestito la stanchezza fisica? Immagino sia un tipo di viaggio che mette a dura prova anche il corpo…

Io ho scelto di avere tempo. Vuol dire che se ero stanca mi potevo fermare dove volevo, non avevo dei limiti, per cui ho fatto tutto con i miei tempi, dandomi anche la possibilità di visitare i luoghi in cui ero. Mi facevo ospitare dalle persone locali lavorando per loro, riducendo tanto i costi. In questo modo ho fatto delle esperienze fantastiche e bellissime in giro per il mondo: ho dato il latte a degli agnellini che non avevano più la mamma, costruito case di paglia, dipinto muri, addestrato cavalli, irrigato campi, guidato un trattore, pulito i bagni negli ostelli, raccolto il miele nelle arnie e molto ancora. Ho visto dei luoghi che a pensarci ancora adesso mi vengono i brividi, dei posti pazzeschi: la Patagonia, la Cina, il Cile in particolare mi è rimasto davvero nel cuore. Credo che sia stato l'unico posto in cui ho pensato: "Ma sai che c'è? Io forse qua ci potrei anche vivere". Poi lì in Cile si passa delle zone con i ghiacciai della Patagonia al deserto di Atacama che è la zona arida più arida al mondo. Coi cileni poi mi sono trovata benissimo.

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Quanto è costato questo viaggio in tutto?

Ho speso praticamente tutto quello che avevo, erano 20.000 euro e in questi due anni ci ho fatto stare tutto: biglietti aerei, i biglietti della nave, cambio gomme, la manutenzione della moto.

Hai avuto problemi in qualità di donna che viaggia da sola, magari in alcuni Paesi?

No, non ho praticamente mai avuto nessun tipo di problema. Non so se sono stata fortunata io. Ho avuto un problema col precedente viaggio in Medio Oriente: in Libano, il secondo giorno in cui sono arrivata, un ragazzo mi ha inseguito attraverso dei vicoli bui, ho dovuto chiedere aiuto, ma è finita bene. E comunque sarebbe potuto succedere ovunque. Altre donne mi hanno raccontato episodi ben più spiacevoli.

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Comunque non ci sono molte donne che si lanciano in avventure come la tua!

Eh, ce ne sono poche. Io ho incontrato delle cicliste e delle motocicliste, ma non italiane. Noi in generale abbiamo una mentalità un po' più chiusa sul tema, rispetto magari al Nord Europa, ai tedeschi, ai francesi che viaggiano molto di più. A livello mondiale sono poche le donne che hanno fatto ciò che ho fatto io.

Hai mai pensato di tornare indietro o che non ne stesse valendo la pena?

Mai! No!

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Sei tornata cambiata da questo viaggio così speciale?

Un viaggio di questo tipo ti permette di pensare tantissimo. Non sono due anni persi: è come se vivessi 20 anni racchiusi in due. Io per partire mi sono licenziata, ho messo in affitto la casa per coprire il mutuo, ho usato tutti i soldi che avevo, ma quando vuoi metterti in gioco sei disposto a fare qualsiasi cosa.

Prossima avventura in programma?

Sono davvero appagata per le esperienze fatte in questi due anni, ma adesso sento il bisogno di reinventarmi, nel senso che ho bisogno di trovare qui qualcosa per sostenermi, ma che sia compatibile col mio essere. Io ho lavorato tanto in ufficio negli anni passati ed è qualcosa che ad oggi, sicuramente non riuscirei più a fare. Quindi la mia nuova avventura, la mia nuova sfida, riguarda me stessa, quello che voglio fare, chi voglio essere: e poi si vedrà!

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