Il migliore bar del mondo è il Bar Basso di Milano, dove è nato il Negroni Sbagliato: la classifica

Le cose belle a volte nascono da un errore. La celebre Tarte Tatin, per esempio, pare sia nata perché nella fretta, la cuoca Stephanie Tatin preparò il dessert senza stendere lo strato di pasta brisée alla base. Ed è nato più o meno nello stesso modo anche uno dei cocktail più famosi e gettonati: il Negroni Sbagliato. La leggenda narra che il proprietario e barman del Bar Basso di Milano, Mirko Stocchetto (morto nel 2016), versò erroneamente del vino spumante al posto del gin in un Negroni: ed ecco fatto il primo Negroni Sbagliato della storia! Proprio il Bar Basso, locale di punta della movida milanese con alle spalle 79 anni di storia, ha vinto il titolo di Miglior Bar del Mondo.
La classifica è stata stilata da Food&Wine, rivista pluripremiata esperta in enogastronomia a cui nel tempo si sono affiancati il sito web, le piattaforme social, le newsletter, i podcast, eventi mondiali e premi annuali. "Questi sono i bar che stanno guidando la rinascita internazionale dei cocktail, da Milano a Tokyo" si legge nell'introduzione.

Il Bar Basso svetta al primo posto, conquistato grazie alla professionalità di chi ci lavora, al vasto menu che comprende oltre 500 drink, alla sua atmosfera rimasta intatta nel tempo. È un locale vecchio stile, punto di riferimento in città per i fan dell'aperitivo. Stocchetto (veneziano di nascita) acquistò il bar da Giuseppe Basso nel 1967, portando all'interno l'eleganza tipica di un grande hotel. Da qui la scelta dei lampadari di cristallo, delle tende rosse, delle divise impeccabili dei camerieri. Nel 1972 fu lui a stravolgere, per puro caso, la ricetta originale del Negroni, sostituendo il gin con lo spumante e dando così vita a un drink che ormai è un successo internazionale, immancabile sulle drink list di tutti i bar.
Il Bar Basso non è l'unico italiano in classifica. Con orgoglio, c'è in ottava posizione il Jerry Thomas Bar Room di Roma nell'iconico quartiere di Trastevere. È un locale raffinato che evoca l'eleganza dei bar europei degli anni '50 e '70, con finiture in legno scuro, musica jazz e blues in sottofondo, bicchieri dalle forme scultoree.

La classifica è a predominanza asiatica. Sul podio al secondo posto c'è Bar Orchard di Tokyo, al quarto il Bar Bon Funk di Singapore, al nono il Bar Leone di Hong Kong. A proposito di quest'ultimo: in realtà c'è dell'italianità anche qui! È infatti gestito da Lorenzo Antinori. Chiude la top 10 il Bar Trigona di Kuala Lumpur (Malesia). Al sesto posto c'è Bar Pompette di Toronto. Tornando invece in Europa abbiamo in elenco Bramble (Edimburgo, Scozia) al terzo posto, Alfie's Soho (Londra) al quinto, Bar Vitrine (Copenaghen, Danimarca) al settimo.
La selezione è stata fatta sulla base del Global Advisory Board 2026. La lista denota un certo ritorno alle origini, al contatto umano con la clientela, al bisogno di fare rete e creare relazioni che vadano oltre un'ordinazione. È la vittoria dei bar di quartiere, insomma, di quei locali che offrono un'atmosfera accogliente, informale e familiare, dove sentirsi davvero a casa, parte di una comunità anche se si è solo turisti di passaggio.
La classifica
- Bar Basso (Milano)
- Bar Orchard (Tokyo)
- Bramble (Edimburgo, Scozia)
- Bar Bon Funk (Singapore)
- Alfie’s Soho (Londra)
- Bar Pompette (Toronto)
- Bar Vitrine (Copenhagen, Denimarca)
- Jerry Thomas Bar Room (Roma)
- Bar Leone (Hong Kong)
- Bar Trigona (Kuala Lumpur, Malesia)