FuoriSalone 2026, il significato delle installazioni da vedere alla Statale di Milano

A Milano è tempo di FuoriSalone, dal 20 al 30 aprile. L'evento attesissimo rende la città particolarmente viva, tutta da scoprire viaggiando tra installazioni, mostre, eventi, esposizioni. La Statale è uno degli hub principali, che attira appassionati e curiosi. L'Università si aggiunge ad altre quattro location: Orto Botanico di Brera, Audi x Zaha Hadid Architects – Portrait Milano, Eataly Milano Smeraldo, Urban Up | Unipol – De Castillia 23. Materiae è la mostra-evento simbolo del FuoriSalone organizzata da Interni, il magazine di interior e contemporary design diretto da Gilda Bojardi. Il nome rievoca la materia intesa come ciò da cui prende forma uno spazio, un progetto, un futuro. Tutte le installazioni presenti nel percorso costituiscono tasselli di un mosaico più ampio, per riflettere sulle trasformazioni del progetto contemporaneo in ogni sua forma, in tutte le sue sfaccettature, declinazioni e relazioni. Tra i portici e le logge del complesso rinascimentale trovano posto oltre quaranta installazioni firmate da una cinquantina tra architetti, designer e aziende provenienti da dieci Paesi. Hanno partecipato importanti protagonisti della scena mondiale come Zaha Hadid Architects, Snøhetta, Michele De Lucchi, Paola Navone, Alessandro Scandurra e nuovi esponenti della ricerca progettuale interessati al dialogo tra arte, architettura, design, tecnologia e scienza.
Wild Kong
È una scultura in resina rossa alta 3 metri firmata Richard Orlinski che dialoga con il tema della sperimentazione dei materiali, che fa da filo conduttore in tutto lo spazio. L'animale è raffigurato con la bocca aperta e i denti bene in vista: esprime tutta la sua forza, la potenza. Assieme alla riflessione sul valore tecnico e sperimentale dei materiali, dunque, si vuole parallelamente riflettere sulla natura umana, sull'autenticità che c'è in ogni creatura, su quella forza primordiale che muove tutti gli esseri viventi, dotati di emozioni, sentimenti, mossi da passioni. Al termine della Design Week, Wild Kong sarà trasferita a Fidenza Village.

Crafted to Transcend
È l'installazione ideata da Paola Sasplugas founder del brand PDPAOLA: la fonte d'ispirazione è stata l'orecchino Glacier, che qui diventa una struttura organica che entra in relazione col pubblico stesso, chiamato a "scolpire" alcune parti lasciate volutamente grezze. L'opera celebra l’artigianalità visto come gesto umano in divenire, capace di dare vita a qualcosa di dinamico non statico, che si trasforma nel tempo.
Light Knot Progression
Guardando le arcate del Loggiato Est del Cortile d'Onore, si può vedere questa sequenza di nodi che si sviluppano lungo undici campate. L'installazione di BIG – Bjarke Ingels Group per Artemide ha una lunghezza di 280 metri. Un sostegno in alluminio regge una strip led ad emissione frontale, con gli intrecci di varia complessità. Ogni nodo rappresenta una fase del processo creativo.

Kaleido
Nella Hall dell'Aula Magna trova posto questa installazione dedicata al tema della luce che si intreccia col colore e con l'intelligenza artificiale. È frutto del lavoro di MAD Architects (Ma Yansong e Andrea D'Antrassi): il duo ha firmato per Canva quest'opera realizzata con superfici trasparenti, pannelli colorati ed effetti di rifrazione, che integrandosi l'uno con l'altro danno vita a uno spazio dinamico e in movimento, dove nulla è uguale all'attimo prima.

Goodbye Discomfort
L'installazione segna la partecipazione di Uniqlo alla mostra evento: è realizzata da Thirtyone Design + Management by Claudia Campone e in linea con il tema centrale, celebra il nuovo tessuto AIRism, sintesi di leggerezza, freschezza e traspirabilità. Questi elementi sono stati tradotti in un'esperienza sensoriale e spaziale, immersi in un paesaggio percettivo dove la tecnologia tessile diventalinguaggio progettuale, la fibra diventa esperienza visiva e corporea che rende tangibile l'idea di comfort quotidiano.

Luce Massiccia
È un progetto firmato ILTI Luce in collaborazione con Gruppo C14: racconta l'idea di un'energia che proviene da lontano e che, attraverso un delicato disegno, abita gli spazi dell'Università invadendo i muri, le volte, le colonne. Nel rispetto dell'architettura storica della Statale, Alexander Bellman e il suo studio hanno deciso di ripensare lo spazio mettendolo in strettissima connessione con la luce, ma fondendosi in armonia con esso, valorizzandolo attraverso il sistema lineare Miniflux. È come se l'ambiente prendesse vita in modo nuovo, giocando con ombre e riflessi, creando scenografie nuove.
Break Down the Boundaries
È l'istallazione Stannah firmata da Marco Merendi & Diego Vencato dedicata a JOYA, la nuova soluzione montascale del brand, qui inserita in un suggestivo giardino incantato e al centro di un racconto progettuale. Il tema centrale resta anche qui la materia, ma intesa come riflessione sul superamento dei confini fisici, culturali e sociali, in un dialogo tra essere umano, natura e architettura.