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Milano Design Week 2026

Milano Design Week, nuovi trend per la casa secondo l’esperto: “Gli opposti si incontrano nel minimalismo a colori”

Siamo nel cuore della Milano Design Week e, tra eventi e installazioni, emergono con forza le novità. Manuele Perlati, esperto di design e fondatore di Hiro Design, ha spiegato a Fanpage.it quali sono le tendenze per l’arredamento 2026, e spiccano tre parole chiave: colori, forme e sostenibilità.
Intervista a Manuele Perlati
CEO di Hiro Design
A cura di Elisa Capitani
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Hiro Design
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È in corso proprio ora, e fino al 26 aprile, la Milano Design Week, un'occasione imperdibile per gli amanti del design e dell'arredamento, che illumina la città da Brera fino a Tortona, passando per Isola. Gli eventi, le feste e le installazioni sono in ogni angolo della città meneghina che, unendo creatività internazionale, innovazione e socialità, diventa un vero e proprio museo a cielo aperto. Tutti conoscono ormai il Salone del Mobile come la fiera professionale che celebra il design made in Italy, ma spesso ci si dimentica del FuoriSalone, l'insieme di eventi dove è nato tutto e quindi è il momento ideale per scoprire e capire meglio le nuove tendenze. Per orientarsi, Fanpage ha parlato con Manuele Perlati, appassionato di design, CEO e fondatore di Hiro Design. Perlati ha spiegato quali sono le nuove tendenze in termini di arredamento per il 2026, sottolineando come quest'anno minimalismo e colori siano protagonisti di un incontro assolutamente equilibrato.

La Milano Design Week è sempre più un laboratorio che anticipa il futuro dell’abitare. Qual è il cambiamento più evidente che sta emergendo nel 2026?

Il cambiamento principale è il passaggio da spazi pensati esclusivamente in chiave funzionale a ambienti sempre più sensoriali. Oggi il design mira a suscitare emozioni attraverso l’uso del colore, delle superfici tattili e dei materiali, trasformando l’esperienza dell’abitare in qualcosa di più coinvolgente e personale.

In questa edizione si parla molto di umanizzazione della tecnologia e di design come esperienza sensoriale. Come si traduce questo concetto negli spazi?

La tecnologia, per essere davvero umanizzata, deve diventare una presenza quasi invisibile. Attraverso sensori e applicazioni, si integra nelle abitudini quotidiane creando una connessione naturale con chi vive gli spazi. È sempre più presente, ma meno evidente, e lavora in modo silenzioso per migliorare la qualità della vita.

Il confine tra moda, design e arte è sempre più sottile. Questa contaminazione è una ricchezza o rischia di far perdere l’identità del design?

Si può intendere certamente come una ricchezza. Questa contaminazione permette al design di essere raccontato e diffuso di più, soprattutto attraverso i media e i social. Vedo sempre più spesso post e storie su Instagram che parlano proprio di design ed è sicuramente un aspetto positivo. Se il dialogo con moda e arte contribuisce ad amplificare l’attenzione sul design durante tutto l’anno, allora rappresenta un valore aggiunto decisamente importante.

Quali sono le nuove tendenze in fatto di colori? Il minimalismo può incontrare uno spazio più colorato oltre che neutro?

Sì, assolutamente. Il minimalismo oggi può essere anche colorato, e spesso a Hiro Design cerchiamo proprio questo. Lo spazio neutro non è più solo bianco o nero, ma diventa essenziale e al tempo stesso ricco di sfumature, spesso ispirate alla natura e alla terra. È un minimalismo che mantiene pulizia formale ma introduce personalità attraverso il colore.

Milano durante la Design Week diventa una mappa di esperienze. Ci sono distretti che secondo lei raccontano meglio questi cambiamenti?

Quello che emerge con forza è il dialogo tra i distretti emergenti e il tessuto storico della città. Zone come Isola o Tortona si affiancano a contesti più tradizionali come Brera, creando un equilibrio interessante tra contemporaneo e storico, senza che uno prevalga sull’altro.

Il soggiorno continua a essere il cuore della casa, ma cambia forma. Come stanno evolvendo gli spazi domestici?

Gli spazi domestici diventano sempre più flessibili e multifunzionali. Gli arredi sono progettati per adattarsi alle abitudini delle persone e agli spazi disponibili, spesso integrando soluzioni che permettono di nascondere ciò che non si vuole lasciare a vista. Anche il soggiorno cambia: non è più organizzato attorno alla televisione, ma pensato come luogo di condivisione e di dialogo, dove coesistono attività diverse nello stesso ambiente.

Anche il bagno si sta allontanando dallo stile minimal delle spa e si orienta verso qualcosa di più espressivo?

Sì, assolutamente: il bagno sta vivendo una trasformazione molto importante. Per anni è stato considerato uno spazio secondario dal punto di vista estetico, ma oggi sta acquisendo una nuova e interessante centralità. Il colore entra con decisione nelle sale da bagno, superando gli stili troppo neutri e contribuendo a rendere questo ambiente più caratterizzato, progettato e anche personale.

La sostenibilità è ormai centrale. Quali sono le tendenze più rilevanti in questo senso?

La sostenibilità è diventata un vero driver nelle scelte dei consumatori. C’è sempre più attenzione alla filiera produttiva, ai materiali e alla loro provenienza, così come alle fonti energetiche utilizzate. Le aziende si stanno adeguando a questa consapevolezza crescente. Materiali come il metallo, ad esempio, offrono vantaggi importanti perché riciclabili infinite volte, ma in generale tutto il settore sta andando verso maggiore trasparenza e responsabilità.

Se dovesse individuare tre parole chiave per le tendenze arredamento del 2026 quali sarebbero?

Colori, forme, sostenibilità.

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