Estate 2026, in Spagna le terrazze dei bar dovranno chiudere nelle giornate di caldo estremo

L'estate 2026 si avvicina e ancora una volta la Spagna sarà una delle mete più gettonate dai turisti in viaggio. Che si scelga la capitale Madrid o una delle scatenate isole delle Baleari, non importa, l'unica cosa certa è che il governo ha introdotto una stringente normativa per preservare la salute e la sicurezza dei lavoratori durante le giornate di caldo estremo. Considerando il fatto che si prevedono temperature letteralmente infuocate e picchi di quasi 50 gradi nelle ore di punta, è stata imposta la sospensione del servizio all'aperto in tutti i bar e i ristoranti dotati di terrazze soleggiate.
Il clima è diventato un fattore critico nell'organizzazione del lavoro
Un emendamento recentemente inserito nell'Accordo Nazionale sul Lavoro per il Settore Alberghiero (ALEH) stabilisce che il clima può essere un fattori critico nell'organizzazione del lavoro, cosa significa? Che le normative che regolano il settore devono adattarsi ai cambiamenti climatici, introducendo tutele per i lavoratori che sono costretti a operare sotto il sole battente. In Spagna, dove solo lo scorso anno il caldo estremo ha causato oltre 1.000 morti, è stato annunciato che durante la prossima alta stagione ristoranti, bar e caffè saranno obbligati a chiudere le loro terrazze all'aperto durante le ondate di calore (a meno che non dispongano di adeguate zone d'ombra o di appositi sistemi di raffreddamento).
Cosa si rischia se non si rispetta la normativa
Quad'è che i locali spagnoli saranno costretti a sgomberare le terrazze? Quando l'Agenzia meteorologica statale (AEMET) emetterà allerte arancioni o rosse. Il provvedimento, inoltre, dovrà essere applicato anche in caso di condizioni meteorologiche estreme "opposte", come alluvioni o forti nevicate. Secondo l'accordo, la chiusura deve essere "l'ultima risorsa", dunque prima di arrivare a questa soluzione drastica le aziende devono attuare modifiche ai turni e riorganizzazione degli orari, garantendo ai dipendenti frequenti pause per idratarsi o riposare. Tutti coloro che non rispetteranno le nuove regole andranno incontro a sanzioni superiori a 50.000 euro.