video suggerito
video suggerito

Dove si trova il ponte più bello del mondo e perché è considerato un simbolo di pace

Il ponte più bello del mondo secondo Time Out è lo Stari Most in Bosnia Erzegovina, dichiarato Patrimonio dell’umanità UNESCO. In lista anche tre europei.
A cura di Giusy Dente
0 CONDIVISIONI
Stari Most
Stari Most

Un ponte non è solo una struttura in pietra, acciaio, legno che collega due poli opposti. Al di là di questo, quindi della sua funzione prettamente pratica, simbolicamente è un'immagine molto forte: un ponte simboleggia un collegamento molto più profondo. Indica il legame tra mondi lontani apparentemente inconciliabili e irraggiungibili, indica il superamento di un ostacolo apparentemente insormontabile. Ovviamente è una metafora che può essere letta in tanti modi diversi: passato e futuro, vita e morte, culture in lotta tra loro. Oggi più che mai è un simbolo attuale, in questo mondo in guerra dove sembra prevalgano sempre più l'odio e i conflitti tra i popoli. Ecco perché Time Out, nello stilare la lista dei ponti più belli del mondo, ha messo al primo posto un ponte che oltre a essere bello ha anche un significato simbolico profondo.

Qual è il ponte più bello del mondo

Il ponte più bello del mondo, eletto da Time Out, è lo Stari Most in Bosnia ed Erzegovina. Il suo nome significa letteralmente "ponte vecchio". È una struttura che svetta nella città di Mostar: un arco di pietra chiara che si incurva per quasi 25 metri sopra il fiume Neretva. Le sue origini risalgono al 1557-1566, quindi con l'Impero ottomano, progettato dal famoso architetto Sinan. Quello che vediamo, però, oggi è frutto di una ricostruzione. Infatti nel 1993, durante la guerra in Bosnia, il ponte originale andò distrutto assieme al centro storico, ma fu fatto di tutto per ricostruirlo: l'amministrazione locale e i cittadini erano troppo legati a quel simbolo. I lavori fatti tra il 2001 e il 2004, utilizzando anche pietre prelevate dal fiume sottostante, hanno riportato il monumento alla luce, mantenendone fedelmente l'architettura ottomana, mediterranea e dell'Europa occidentale. Nel 2005 l'Unesco lo ha dichiarato Patrimonio dell'umanità, descritto come "un simbolo di riconciliazione, cooperazione internazionale e coesistenza di diverse comunità culturali, etniche e religiose". È per tutti, non solo per la popolazione locale, un simbolo universale di pace e di dialogo tra culture, di resilienza e di ricostruzione dopo la guerra, dopo anni in cui avevano prevalso i nazionalismi e le divisioni etnico-religiose.

Stari Most
Stari Most

Quali sono i ponti nella lista dei più belli del mondo

Tra i 19 ponti più belli del mondo ce n'è uno le cui foto sono sempre virali sui social, perché effettivamente ha una struttura unica, inconfondibile, immediatamente riconoscibile. È il Golden Bridge del Vietnam, caratterizzato da mani di pietra che sorreggono una passerella lunga 150 metri. Le mani hanno un aspetto solo apparentemente usurato, logorato dal tempo, perché sono state in realtà posizionate appena una decina di anni fa. È una delle attrazioni turistiche locale più gettonate e instagrammate, costruita proprio col preciso scopo di incrementare il turismo nel Paese.

Golden Bridge
Golden Bridge

Di recentissima costruzione è anche il Cirkelbroen in Danimarca, inaugurato nel 2015 nel quartiere centrale di Christianshavn. Il nome fa riferimento alla sua forma: è composto da cinque piattaforme circolari in legno con alberi sottili che rimandano alle sagome delle navi ormeggiate nel porto. Progettato dall'artista danese-islandese Olafur Eliasson, la struttura ruota così da permettere alle imbarcazioni di attraversare il Canale di Christianshavn. Il passaggio sulle pedane è ovviamente consentito solo a pedoni e biciclette, per avvicinare le persone all'acqua.

Cirkelbroen
Cirkelbroen

Ben più antico è il Ponte di corda Q'eswachaka in Perù costruito tra il XV e il XVI secolo. Ha una storia molto particolare, perché viene in realtà da allora abbattuto ogni mese di giugno e ricosturito. È un vero e proprio rituale delle comunità locali: si riuniscono ogni anno attorno al fiume Apurimac per ripetere questa tecnica di costruzione di ponti inca fatti con paglia intrecciata (chiamata coya). Nell'arco di tre giorni di lavoro si mette sù questo ponte sospeso di 30 metri che sostituisce quello dell'anno precedente. I lavori vengono accompagnati da celebrazioni con danze e e musica: è una vera festa che unisce intere generazioni.

Ponte di corda Q’eswachaka
Ponte di corda Q’eswachaka

Time Out ha incluso anche i Ponti sospesi del Parco Mistico della Costa Rica, lunghi fino a 97 metri e alti 55 metri. Uno dei ponti europei in elenco è il Ponte delle Catene Széchenyi di Budapest in Ungheria. Serve a collegare Buda e Pest. La struttura originale fu distrutta durante la Seconda Guerra Mondiale nel 1945, ma fu ricostruita tra il 1947 e il 1949 e poi nuovamente ristrutturata tra il 2021 e il 2023. Tra gli altri ponti europei in lista anche il Ponte della Cappella in SvizzeraThe Twist in Norvegia, che ha una forma particolare: ricorda un mazzo di carte aperto a ventaglio sul fiume Randselva.

Ponte delle Catene Széchenyi
Ponte delle Catene Széchenyi
0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views