Crisi carburante, in Italia il traffico aereo non si ferma: ad aprile aumento dei voli secondo l’Eurostat

L'incertezza per la situazione in Medio Oriente e la chiusura dello Stretto di Hormuz è ancora molta, anche se nei giorni scorsi è arrivata qualche buona notizia. La Commissione Europea ha pubblicato delle nuove linee guida: è ufficialmente vietato applicare un sovrapprezzo ai biglietti dopo l'acquisto, mentre è obbligatorio il rimborso nel caso in cui il volo venga cancellato. Notizie che sembrano rassicurare un pochino gli italiani in vista delle vacanze estive. Anche se, secondo gli ultimi dati raccolti dall'Eurostat, l'Italia non sembra aver bisogno di essere rassicurata. Nel mese di aprile, infatti, mentre nel resto d'Europa si p verificato un calo di oltre 5.000 voli, in Italia c'è stato un aumento rispetto non solo a marzo, ma anche ai mesi di aprile degli anni precedenti. I voli sono passati da 102.038 a marzo a 119.792 ad aprile, quindi oltre 15mila in più.
Cresce il traffico aereo in Italia
Nonostante l'incertezza e la grande incognita per l'estate 2026, il traffico aereo continua a crescere. Le compagnie aeree sono sicuramente rallentate e stanno prevedendo piani secondari per l'approvvigionamento, ma gli italiani non si fermano e lo dimostrano i dati di affluenza di Eurostat. Come sempre, è a partire dal mese di aprile, quando le temperature si alzano e le giornate si allungano, che si inizia a registrare un aumento nella prenotazione di voli. Ma anche confrontando il dato italiano di questo aprile, 119.792, con quelli degli anni passati l'aumento è evidente: ad aprile 2025 la quota era di 118.017, nel 2024 di 112.115 e nel 2023 di 99.617. Ovviamente, molti voli erano già stati prenotati prima dello scoppio della guerra in Iran e della crisi carburante, come succede spesso quando si organizzano le vacanze primaverili ed estive, ma il dato rivela comunque un'alta percentuale di italiani disposta a correre il rischio, come aveva spiegato a Fanpage.it Altronconsumo: "Dalle segnalazioni che stiamo raccogliendo, che sono più di mille, emerge che le persone hanno ancora intenzione di viaggiare, ma con molte più cautele". Tra i dati Eurostat ci sono anche quelli degli altri paesi europei che hanno invece visto un calo di 5.000 voli, passando dai 574.349 del 2025 ai 569.112 voli di quest’anno. La situazione della Spagna è tuttavia simile a quella dell'Italia: ad aprile è arrivata 162.087 partenze, mentre nel 2025 sono state 155.837.
L'estate ancora incerta per le compagnie aeree
Le compagnie aeree, sia quelle che rassicurano sia quelle più preoccupate, devono prepararsi a far fronte a una doppia pressione questa estate. Da una parte, infatti, visto i dati di aprile, si dovranno aspettare una domanda ancora alta da parte dei consumatori. Dall'altra, devono capire come gestire la propria redditività: se non possono aumentare il prezzo dei biglietti dopo l'acquisto, bisogna che ciascuna riconosca il proprio ritmo sostenibile, per non rischiare di superarlo, soprattutto se lo stretto di Hormuz non dovesse riaprire.