Chiude il ristorante Al Foghér di Treviso, dove sarebbe nato il tiramisù

Il mondo della ristorazione è in continua evoluzione ma, forse complice il successo internazionale dell'alta cucina, sono sempre di più le realtà piccole e familiari che si ritrovano ad abbassare le serrande. È il caso di Al Foghér, uno dei ristoranti più conosciuti di Treviso, diventato famoso per aver dato vita all'iconico tiramisù. Nel corso della sua storia è stato visitato da grandi star dello spettacolo, da Ettore Scola a Bobby Solo, fino ad arrivare a Patty Pravo e Renzo Arbore, ma ora per il locale è arrivato il momento di "andare in pensione".
Come è nato il tiramisù di Al Foghér
Per quale motivo il ristorante Al Foghér era noto in tutta Italia? È proprio qui che sarebbe nato il tiramisù, il dolce tipico della tradizione culinaria italiana. Era il 1950 quando la regina di Grecia fece visita al locale, all'epoca gestito da Speranza Bon, nonna degli attuali proprietari, che pensò di preparare qualcosa di speciale in suo onore. Mixando conoscenze e creatività, diede vita alla Coppa Imperiale, quello che oggi viene chiamato tiramisù. Nonostante sia passato oltre mezzo secolo da allora, la ricetta non solo è rimasta invariata ma continua anche a essere servita su una coppa di vetro. Per quale motivo le origini del dolce vengono spesso associate alla famiglia Campeol del ristorante Beccherie? Semplicemente perché furono questi ultimi a dargli un nome "vincente", rendendolo famoso a livello internazionale.

Perché il ristorante di Treviso ha deciso di chiudere
A dare l'annuncio della chiusura di Al Foghér è stata Antonella Nascimben che, dopo essere arrivata al ristorante 35 anni fa come dipendente, è riuscita a diventare la nuova titolare con passione e dedizione. Il motivo di questa drastica scelta? Nel 2026 scade l'affitto del locale e, complice il fatto che vuole dedicarsi a nuovi progetti, ha deciso di non continuare. L'ultimo servizio sarà il 31 luglio, poi le serrande si abbasseranno (anche se al momento si parla dell'arrivo di un nuovo gestore) Rimarrà aperto, invece, il b&b omonimo, ceduto lo scorso anno a una delle principali catene alberghiere italiane.
