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A Capri “divieto di procacciamento molesto di clientela”: multe per i commercianti che assillano i turisti per vendere

“Divieto assoluto a operatori commerciali e titolari di agenzie turistiche di fare attività invadenti di procacciamento clientela su suolo pubblico” si legge.
A cura di Giusy Dente
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È questione di un attimo: neppure il tempo di scendere dall'imbarcazione e mettere ufficialmente i piedi sul suolo di Capri, che ecco spuntare i primi operatori pronti a proporre tour, escursioni, gite, menu nei ristoranti più gettonati. È un vero e proprio assalto: bisogna vendere i propri servizi, i propri prodotti. Ma per chi arriva con l'intenzione di trascorrere qualche ora lieta, di rilassarsi un po', questo si può tradurre in un momento piuttosto spiacevole, anche perché la stessa scena si ripropone a ogni passo. Altro che passeggiata: diventa uno slalom per divincolarsi da ostacoli e minacce contuinue!

Basta spostarsi di poco dal porto che ecco spuntare altri commercianti: in ogni strada, vicolo o piazza c'è qualcuno pronto a farsi notare, ad attirare l'attenzione in modo piuttosto molesto. Per questo Capri ha deciso di muoversi in maniera drastica. L'isola non vuole che i turisti e i visitatori vengano importunati: per dire basta è entrata in vigore una nuova ordinanza comunale.

L'intento è rendere l'esperienza sull'isola piacevole e gradevole, senza sentirsi oppressi da chi è pronto a tutto per promuovere locali, ristoranti, tour operator. Per mettere un freno ai comportamenti assillanti degli operatori più petulanti, l'isola prevede ora sanzioni tra 25 e 500 euro, a seconda della gravità della violazione. Il provvedimento, firmato dal comandante della Polizia municipale, stabilisce il divieto per commercianti e titolari di agenzie turistiche si avvicinare i turisti in modo insistente. Vale non solo per offerte fatte a voce, ma anche per la distribuzione non richiesta di volantini, mappe o materiale pubblicitario. Queste forme di promozione indesiderata, infatti, risultano piuttosto aggressive. "Divieto di porre in essere attività di procacciamento molesto di clientela" si legge sul sito del Comune.

Date le sempre più frequenti lamentele, la giunta comunale si è vista costretta ad affrontare il problema una volta per tutte e a darci un taglio. La questione è stata attenzionata lo scorso 31 marzo. Il sindaco, in virtù dell'interesse crescente verso l'isola e del sempre maggiore numero di turisti, ha voluto che questi ultimi venissero accolti e trattati da veri ospiti, con rispetto, senza generare caos. La presenza costante di persone intente a proporre affari o trattare sui prezzi, invece, era diventata una fonte di disturbo, di disordine: questione anche di immagine, di decoro. Da qui la decisione di tenere sotto controllo soprattutto le aree del centro storico e dell'area portuale di Marina Grande, quelle maggiormente prese d'assalto.

La decisione non favorisce solo chi giunge sull'isola per una vacanza, più o meno breve. È un aiuto anche per i residenti, la cui vivibilità viene per forza di cose minacciata da certi comportamenti: basti pensare ai rallentamenti della circolazione, resa difficoltosa a causa degli ingorghi, degli accerchiamenti.

Le strette sui comportamenti in città sono una strada percorsa da molte destinazioni turistiche, che avvertono il bisogno di cambiare rotta e di stabilire nuovi standard: un turismo rispettoso e ordinato, in cui si possa realmente fare un'esperienza positiva e gradevole, che non costringa i visitatori a scappare e le persone del posto a cercare un'altra residenza.

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