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Michael Jackson rivive nei costumi di Marci Rodgers: nel film anche capi realmente indossati dal Re del Pop

I costumi del film sono stati ricreati fedelmente da Marci Rodgers; ci sono anche capi realmente indossati dal Re del Pop comprati all’asta da Lady Gaga.
A cura di Giusy Dente
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Jafaar Jackson è Michael Jackson, Instagram @michaelmovie
Jafaar Jackson è Michael Jackson, Instagram @michaelmovie

È uscito nelle sale cinematografiche l'attesissimo "Michael": il cognome è superfluo, se sei una leggenda, se sei l'incontrastato Re del pop. Il biopic porta sul grande schermo la vita e l'ascesa dell'artista, dall'infanzia ai primi passi nel mondo della musica assieme ai fratelli fino alla fama mondiale conquistata da solista, non senza ombre, controversie e tormenti. A interpretarlo, il giovane Juliano Valdi nella prima parte e poi il nipote del cantante Jaafar Jackson. Il divo resta un nome intramontabile non solo per il mondo della musica, che ha indelebilmente segnato. Michael Jackson è stato icona di stile. Per questo, ben consapevole di quanto dunque fosse fondamentale l'aspetto dei costumi nel film, il regista Antoine Fuqua ha affidato il compito a Marci Rodgers.

I costumi del film "Michael"

Lo stile di Michael Jackson era inconfondibile e inimitabile, ha segnato un'epoca e ha fatto scuola: le giacche d'ispirazione militare, i calzini bianchi per mettere in evidenza i passi di danza, i mocassini, i guanti tempestati di strass. La maggior parte dei suoi abiti di scena furono realizzati dai costumisti Michael Bush e Dennis Tompkins. Marci Rodgers, professionista già nota nel mondo del cinema, ha ricevuto l'incarico poco dopo la scomparsa di sua sorella, grande fan di Michael Jackson. È stato come un segno.

Michael Jackson nel 1983
Michael Jackson nel 1983

"L'ultimo ballo che ricordo vividamente di mia sorella, che si sforzava di trovare la forza, era sulle note di una canzone di Michael Jackson. Per me è stata soprattutto un'opportunità per celebrare la sua vita e onorare la sua eredità attraverso la mia interpretazione dei costumi" ha confidato a Essence. Parallelamente, c'era da rendere onore a un artista di portata epocale: "Avevo il grande compito di ricreare la più grande icona del pianeta" ha detto.

Proprio perché ha preso il lavoro molto sul serio, ha cercato di entrare davvero dentro la storia, dentro il personaggio, con verità. Non si è limitata a ricreare i look di Michael Jackson, sarebbe stato troppo facile affidarsi a capi di brand a lui cari come Balmain e Versace. Lei, invece, ha studiato il suo stile, le sue preferenze, ha guardato foto e filmati d'archivio e ha realizzato a mano tutti gli abiti.

Jafaar Jackson nel film "Michael", Instagram @michaelmovie
Jafaar Jackson nel film "Michael", Instagram @michaelmovie

Ha creato personalmente ogni singolo pezzo, compreso l'indimenticabile completo argento, nero e bianco della performance sulle note di "Billie Jean" al Motown 25. "A quel concerto indossava la giacca di sua madre" ha confidato. Con meticolosa attenzione ai dettagli ha riportato in vita il distintivo gusto sartoriale del Re del Pop, ma sfruttandolo anche per riflettere l'evoluzione del personaggio, sempre nel massimo rispetto e senza stravolgere alcun elemento, lasciando che tutto fosse aderente alla realtà, alle testimonianze.

Si è impegnata su un fronte in particolare: ricreare la giacca rossa del video di "Thriller". In quanto primo "minifilm" della storia del pop, proiettato per la prima volta il 2 dicembre 1983, fu una vera e propria rivoluzione. Diretto da John Landis e sceneggiato da quest'ultimo e dallo stesso Jackson, costò 500.000 dollari: la cifra più alta mai spesa fino ad allora per un video musicale! La costumista ha chiesto consigli proprio a Deborah Nadoolman Landis, che disegnò quel capo 40 anni fa.

Jafaar Jackson è Michael Jackson, Instagram @michaelmovie
Jafaar Jackson è Michael Jackson, Instagram @michaelmovie

A Grazia ha raccontato: "Mi ha detto che i pantaloni rossi che Michael indossava nel video erano tinti a mano perché all'epoca la Levi's non produceva pantaloni rossi. Ha letteralmente preso un paio di Levi's bianchi e li ha tinti di rosso per abbinarli alla giacca. La maggior parte delle persone non lo sa". Ma che ne è stato della giacca originale? Realizzata in una conceria di Solofra, in provincia di Avellino, fu messa all'asta nel 2011 da Julien's Auctions e venduta per 1.8 milioni di dollari statunitensi, acquistata da un uomo di nome Milton Verret. Il ricavato andò al Shambala Animal Kingdom, dove vivevano le tigri del Bengala di Jackson quando lui abbandonò Neverland Ranch.

La costumista ha usato lo stesso approccio per i guanti: "Ci sono molte storie, ma mettendo insieme i pezzi, mi è sembrato che il primissimo guanto che Michael abbia avuto fosse un guanto da golf che chiese a un dipendente di famiglia di impreziosire con strass. In seguito, ne ebbe diverse versioni, ma tutte cucite a mano. Non c'era alcuna produzione industriale. Ho adottato lo stesso approccio. Sono andata in un negozio di tessuti, ho scelto personalmente le passamanerie e le ho tagliate su misura per Jaafar. E seguendo l'esempio di Michael, i calzini si abbinano sempre al guanto".

C'è poi l'iconica giacca dei Grammy scintillante. In questo caso, la meticolosa ricerca di informazioni e lo studio sono stati fondamentali, perché l'hanno portata a scoprire che ciò che tutti credono siano paillettes, erano in realtà minuscole perline applicate a mano! E lei l'ha replicata in modo esatto con questo dettaglio.

Una parte minore di costumi del film, invece, proviene da una collezione privata di proprietà di Lady Gaga, che li ha gratuitamente prestati alla produzione. La cantante li aveva acquistati nel 2012 a un'asta di Julien's Auctions: il lotto comprendeva 55 pezzi tra cui una giacca del Bad Tour, due guanti tempestati di cristalli. Secondo la BBC, la vendita fruttò oltre 5 milioni di dollari, donati in parte a un'associazione benefica per cani guida e a un centro di cure palliative di Las Vegas. Infine, la costumista ha lavorato fianco a fianco con Bill Corso, Carla Farmer e il loro team sul fronte trucco e parrucco, così da restituire il più fedelmente possibile la presenza scenica di Michael Jackson: una sfida davvero non indifferente!

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