Law Roach stylist di Kim Kardashian: non voleva più lavorare per le celebrity, ora è al servizio della più influente

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Law Roach è il nuovo stylist di Kim Kardashian: scelta producente, ma anche contraddittoria. Stavolta, sembra abbia prevalso il guadagno sugli ideali.

"New client" e l’emoticon di due cuoricini: così Law Roach ha annunciato al mondo la sua nuova collaborazione, tutt'altro che scontata. Lo stylist di Zendaya, tra i professionisti più affermati e riconoscibili del settore moda, è infatti il nuovo stylist di Kim Kardashian. La scelta da un lato sembra coerente con il livello di visibilità della celebrity: è lineare che lei abbia voluto affidarsi a un professionista del suo calibro. Ma al tempo stesso, pone degli interrogativi soprattutto alla luce di alcune dichiarazioni fatte dallo stesso Roach in passato. Lo stylist, che preferisce definirsi image architect, aveva infatti espresso in passato posizioni critiche nei confronti di alcune logiche tossiche industria della moda. E proprio lui, solo un anno fa, aveva commentato un prodotto di Skims (il brand fondato da Kim Kardashian) con parole contraddittorie, che aprivano diverse interpretazioni: per qualcuno erano un complimento alla capacità imprenditoriale della famiglia Kardashian, per altri erano una critica alla qualità effettiva dei loro prodotti.

Law Roach è il nuovo stylist di Kim Kardashian

L'imprenditrice ha partecipato alla serata di inaugurazione del Museum of Narrative Art di George Lucas a Los Angeles. Per l'occasione ha sfoggiato un abito vintage di Yves Saint Laurent ispirato alla cultura cinese, con scollo a goccia e interamente ricoperto di paillettes nere e dorate. Fa parte della collezione Autunno/Inverno 2004 firmata da Tom Ford. Il look segna l'inizio della collaborazione con Law Roach, che ha curato lo styling. È un passo importantissimo per l'influencer: da anni lei era seguita da Danielle Levi. Law Roach segna l'inizio di una nuova era, con una nuova visione creativa. L'abito di Yves Saint Laurent mantiene la silhouette aderente cara a Kim Kardashian e a cui è rimasta sempre fedele nel tempo, ma la interpreta in modo rigoroso, senza strafare, senza eccedere.

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Kim Kardashian in Yves Saint Laurent

Solo un anno fa, lo stylist si era espresso in modo un po' criptico nei confronti dell'imprenditrice: il suo commento era stato interpretato da qualcuno come una critica sottilissima, da qualcuno come un complimento. Interpellato sul perizoma con finti peli pubici del brand da ET appena messo in commercio, aveva lodato la capacità delle Kardashian di intercettare novità e trend, di inserirsi nella cultura pop; aveva definito Kim e le sorelle delle persone gentili, ma la sua sembrava più una riflessione sulla capacità del brand di trasformare qualsiasi prodotto in un fenomeno commerciale. Quella vecchia intervista è tornata virale e sta nuovamente circolando sui social, ora che proprio Law Roach si è palesato come nuovo stylist di Kim Kardashian.

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Law Roach

La collaborazione potrebbe aumentare ulteriormente l'attenzione mediatica su di lui, accrescendone l'influenza e il potere. Ma la credibilità? La scelta, infatti, gli sta valendo anche alcune critiche perché sembra per certi versi un po' contraddittoria. Law Roach nel 2023 aveva posto l'accento su quanto il settore della moda fosse competitivo, su quanti pregiudizi ci fossero. Aveva scelto di ritirarsi un po' dalle scene, di limitare le sue collaborazioni, proprio perché stufo di certe logiche. "Non sto lasciando la moda, ma lo styling delle celebrità: l'essere al servizio di altre persone" aveva dichiarato. Nel 2024 intervistato da British Vogue aveva confermato di volersi dedicare solo a progetti davvero convincenti ed entusiasmanti. Law Roach ha lottato per guadagnarsi un posto nel settore. In un'intervista del 2024 a Galore aveva ammesso di aver avuto qualche difficoltà in quanto uomo nero e gay. Eppure, è riuscito a occupare uno spazio di rilievo. Per questo, sembrava non fosse disposto a svendersi, a mettere la propria professionalità al servizio di chiunque potesse permetterselo. La nuova decisione apre quindi interrogativi sulla coerenza tra questa collaborazione e le posizioni espresse in passato.

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