Peggio dei narcisisti ci sono solo gli empatici oscuri: “Usano debolezze altrui a proprio vantaggio”

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La dott.ssa Serena Borroni ha spiegato a Fanpage.it chi sono gli empatici oscuri, caratterizzati da psicopatia, machiavellianesimo e narcisismo.
Intervista a Dott.ssa Serena Borroni
psicologa dell’Unità di Psicologia Clinica e Psicoterapia dell’IRCCS Ospedale San Raffaele e associata di Psicologia Clinica all’Università Vita‐Salute San Raffaele

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Purtroppo nel corso della vita non sempre si incontrano persone affabili e gentili, volti amorevoli, disposti a prendersi cura davvero di noi e ad impostare una relazione sana, basata su valori condivisi. Difendersi da queste persone è difficile, perché i meccanismi di una relazione tossica sono sempre subdoli, difficili da riconoscere innanzitutto. Si tende a giustificare l'altro, a prendersi le colpe, ad accontentarsi delle briciole mettendo in secondo piano tutte le mancanze, le cattiverie gratuite che si ricevono, i meccanismi di controllo, sottomissione, violenza (psicologica e fisica). Dire basta non è mai così immediato, nonostante alle persone esterne alla coppia tutto sembri estremamente chiaro. Chi si trova invischiato in queste logiche, ha bisogno di tempo, di acquisire consapevolezza e mettere se stesso e il proprio benessere al primo posto. Una delle persone più tossiche che si possa incontrare è l'empatico oscuro: peggio persino del tanto temuto narcisista.

In realtà la dicitura "empatico oscuro" non esiste nei manuali di psicologia. Il successo di questa parola si deve a discussioni che si sono accese su TikTok di recente. Il termine è comparso la prima volta in uno studio del 2021 pubblicato sulla rivista Personality and Individual Differences dal titolo "The Dark Empath: Characterising dark traits in the presence of empathy" (autori: Heym, Kibowski, Bloxsom, Blanchard, Harper, Wallace, Firth e Sumich). Lo studio ha coinvolto 991 partecipanti e ha individuato quattro gruppi di personalità, tra cui questo degli empatici oscuri, che però è appunto frutto di un'analisi statistica dei profili di personalità, non di una diagnosi psicologica ufficiale.

Come ha chiarito a Fanpage.it la dott.ssa Serena Borroni: "L'espressione con coincide con una diagnosi ufficiale riconosciuta dai sistemi diagnostici internazionali. Il termine è un'espressione resa popolare da alcuni studi, da alcune ricerche nell'ambito della psicologia social e della psicologia della personalità che trattano della cosiddetta dark triad o triade oscura. Sono persone caratterizzate da psicopatia a livello subclinico, machiavellianesimo e narcisismo. Presentano tratti oscuri insieme a una capacità empatica elevata relativamente all'aspetto cognitivo dell'empatia".

L'empatia, in questi soggetti, è una caratteristica fondamentale: è qualcosa di solitamente positivo, trasformato però in potente arma per ferire le altre persone. In altre parole: "Sono in grado di capire quello che passa nella mente dell'altro, di comprendere gli stati mentali e le emozioni degli altri, ma li usano poi in maniera strumentale, per raggiungere i propri scopi ed esercitare una certa manipolazione, un potere sull'altro. Quindi una persona può cogliere molto bene le vulnerabilità altrui e utilizzarle a proprio vantaggio. L'empatia prevede una sintonizzazione affettiva che qui manca, non c'è compassione, non c'è vicinanza emotiva. La persona capisce quello che passa nella mente dell'altro e lo utilizza a proprio vantaggio. Questa buona capacità di cogliere quello che passa nella mente dell'altro da un punto di vista cognitivo è presente anche in alcuni profili diagnostici, come appunto il disturbo narcisistico di personalità, la psicopatia, quindi le manifestazioni gravi della psicopatologia della personalità".

La bravura di queste persone problematiche è anche un'altra: "Tendono a individuare le vittime ideali". E le vittime si trovano a loro volta in una condizione di sottomissione difficile da riconoscere e poi da superare: "Non è facile riconoscere persone con queste caratteristiche soprattutto se si entra in un pattern relazionale ripetuto in cui si tende ad attribuire a sé delle colpe. È proprio il circolo vizioso delle relazioni abusanti. C'è una persona che si mostra gentile, sa cosa ti piace, a volte è premuroso e altre volte aggressivo. Questo manda in confusione. Quando si entra in relazione con persone che hanno queste caratteristiche, è davvero difficile rendersene conto".

Le informazioni fornite su www.fanpage.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra il paziente ed il proprio medico.
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