Frankensteining: plasmare qualcuno per renderlo il partner ideale è il modo migliore per far fallire la relazione
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Un pezzo di cadavere raccolto in un cimitero, un altro pezzo di cadavere preso da un ossario: è così che il dottor Frankenstein, chiuso in un tetro laboratorio, assembla la sua creatura. Lo scienziato del romanzo di Mary Shelley mette insieme parti anatomiche di diversa provenienza, per costruire un corpo intero a cui dare la vita, il più possibile simile a un essere umano vero. Proprio da lì nasce un recente neologismo: Frankensteining.
Sono tante le parole che oggi si usano per descrivere l'andamento delle relazioni moderne e i comportamenti del dating contemporaneo. Banksying, per esempio, significa lasciare il partner in maniera del tutto silente, senza dare spiegazioni: si scappa e basta lasciando l'altro in balia di domande senza risposta. Oppure Monkey barring: è la tendenza tossica di chi passa da un partner all’altro per non stare solo, ricalcando il comportamento delle scimmie sulle liane. Di tutti questi termini è difficile trovare l'origine, o il primo che l'ha usato e vale anche per Frankensteining.
Si tratta, comunque, di una parola che vuole descrivere la fastidiosa tendenza a voler plasmare qualcuno in modo da renderlo il proprio partner ideale. Molti, cercando di assecondare la propria idea di "uomo perfetto/donna perfetta", agiscono sull'altro cercando di trasformarne alcuni lati del carattere, così da renderlo più simile a quell'ideale preconfezionato. È uno schema che si attua in maniera più o meno esplicita, ma che rischia di interferire e non poco nello sviluppo di una relazione sana.
Chi manifesta questa tendenza non ha alcun interesse nel conoscere l'altra persona: l'unico obiettivo è che sia lui (o lei) ad adeguarsi al modello preesistente. Il partner deve vestire in un certo modo, deve comportarsi in un certo modo, deve avere determinati hobby. Chi subisce questo comportamento, a sua volta dovrà mentire e fingere, pur di assecondare l'altro e fare colpo. È una relazione fondata sulla menzogna, una bugia che non può durare a lungo. Alla base ci sono manipolazione, controllo, mancanza di rispetto per la vera essenza dell'altro.
Come ha spiegato a Fanpage.it il neuropsicologo e psicoterapeuta Federico Russo, a proposito di relazioni tossiche: "Sappiamo che non esistono ricette perfette per la relazione sana. Le componenti dell'amore sono diverse e il dosaggio giusto tra queste è in realtà soggettivo. Intimità, passione e impegno sono tre elementi che in passato erano considerati come ingredienti principali dell’amore. Oggi poniamo l'accento anche su empatia, fiducia, condivisione, accettazione non giudicante dell'altra persona. Ma quello che non deve mai mancare è il rispetto che coincide, tra le altre cose, con l'essere attenti a emozioni e bisogni altrui, e appunto rispettarli senza necessariamente condividerli".
E non vale, nascondersi dietro un dito: si parla di Frankensteining quando le intenzioni non sono affatto benevole, come può invece esserlo spronare l'altra persona a un miglioramento. Spesso capitano, nella coppia, momenti di stallo, in cui magari uno dei due è insoddisfatto lavorativamente, in cui non si riesce a sbloccare la situazione dal punto di vista professionale. In quel caso è del tutto sano motivare la persona, incoraggiarla, darle la giusta spinta al cambiamento, anche magari rischiando un po', facendo sentire tutto il proprio appoggio. In quel caso, c'è di base un affetto di fondo, c'è il desiderio di vedere il partner felice. Questa premessa cade nel Frankensteining, in cui ciò che si fa è unicamente per il proprio bene.