Anna Wintour rivela i suoi stilisti preferiti: con Karl Lagerfeld e Virgil Abloh anche Gianni Versace e Elsa Schiaparelli

Anna Wintour ha indicato i quattro designer che a suo dire sono i più giganti di tutti: quelli davvero leggendari, che hanno portato un cambiamento epocale e che hanno fatto scuola, con il loro lavoro. La direttrice editoriale globale di Vogue ha detto la sua nel podcast Rushmore. Ha fatto quattro nomi: i più rivoluzionari, quelli davvero intoccabili nella storia della moda, quelli che più di tutti sono stati capaci di lasciare un segno, di imprimere un nuovo corso.
Non è solo questione di vestiti: si tratta di visione. Anna Wintour, da vera esperta, sa benissimo che la moda non si esaurisce in passerella, non è limitata a una sfilata di moda. C'è un mondo dietro, c'è una scintilla da sviluppare, un messaggio, dei valori. Alcuni stilisti più di altri hanno messo nelle loro creazioni anche l'anima, la loro concezione di mondo, ridefinendo il concetto stesso del mestiere di designer, rompendo le regole e creando nuovi schemi.
Nell'Olimpo della moda non entra solo chi fa bei vestiti, ma chi vede ben oltre quelle stoffe e quei tessuti, cercando altri significati, cercando appunto nuovi modi di vedere. Per questo, Anna Wintour ha selezionato Karl Lagerfeld, Gianni Versace, Virgil Abloh ed Elsa Schiaparelli. Due su quattro sono italiani.

Di Karl Lagerfeld ha detto che "vedeva la moda in modo diverso": la sua grandezza è stata capire come farla arrivare a un pubblico ampio, realizzando veri e proprio show, degli eventi curati in ogni dettaglio che rendevano ogni sfilata uno spettacolo. Per lui, la moda doveva essere di tutti. Oggi è la norma, ma lui è stato il primo a intuire queste potenzialità, a concepire delle sfilate in ottica davvero moderna, oltre la tradizionale passerella. Dello stilista ha ricordato anche la grande abilità tecnica: era capace di disegnare una collezione in pochi minuti.

Su Virgil Abloh ha fatto un doppio discorso: Anna Wintour ha parlato di lui come uomo e come professionista. Il designer non veniva da contesti fashion né aveva studi di moda specifici alle spalle: forse proprio per questo ha saputo portare così tante visioni nella sua moda, frutto di tante passioni, dei tanti mondi conosciuti, dalla musica all'architettura. "Ha cambiato l’idea di chi potesse essere un designer" ha commentato, parlando di moda in modo diverso. Di Virgil Abloh ha ricordato quando disegnò le uniformi per un gruppo di ragazzi immigrati in Francia e li invitò alla sua sfilata: era un uomo che aveva mantenuto dei solidi valori. È prematuramente scomparso a soli 41 anni: era malato di cancro.

Orgogliosamente, ci sono tra i selezionati due grandi nomi italiani: Gianni Versace ed Elsa Schiaparelli. Per il primo il motivo è semplice: nessuno ha capito quanto lui quanto fosse importante la celebrity culture, quindi vestire le star. Lui ha avuto a che fare con personaggi del calibro di George Michael, Cher, Madonna, Eizabeth Hurley, Prince. Nonostante le sue creazioni avessero uno stampo sempre molto strong e sexy, lo ha ricordato come un uomo umile, semplice, generoso, che non metteva maschere.

E che dire di Elsa Schiaparelli, morta nel 1973 e ricordata come una stilista innovativa e audace, figura chiave del XX secolo. Il suo lavoro complesso racchiude a detta dell'esperta carattere, femminilità, teatralità, massimalismo: "Chi mette un’aragosta su un vestito?".