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Mangiarsi le unghie non è solo un vizio, il dermatologo Rongioletti: “Rischio infezioni come la paronichia”

Mangiarsi le unghie può sembrare un’abitudine innocua, ma nel tempo può favorire infiammazioni, infezioni e alterazioni permanenti dell’unghia. Il dermatologo Franco Rongioletti dell’IRCCS San Raffaele ha chiarito a Fanpage.it quali sono i rischi e come smettere.
Intervista a Dott. Franco Rongioletti
Direttore dell’Unità di Dermatologia Clinica dell’IRCCS Ospedale San Raffaele e professore ordinario di Dermatologia presso l’Università Vita-Salute San Raffaele.
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Stress, ansia, noia o semplicemente un gesto automatico che si ripete durante la giornata. Le ragioni per cui si mangiano le unghie possono essere diverse, ma l'onicofagia non è soltanto un problema estetico. Questa abitudine, infatti, può favorire la comparsa di infezioni, infiammazioni e nei casi più gravi alterazioni permanenti dell'unghia, soprattutto in fatto di crescita. Fanpage.it ne ha parlato con Franco Rongioletti, direttore dell’Unità di Dermatologia Clinica dell’IRCCS Ospedale San Raffaele e professore ordinario di dermatologia presso l’Università Vita-Salute San Raffaele, che ha chiarito quali sono i principali rischi per la salute, i rimedi più efficaci e quando è invece opportuno rivolgersi a uno specialista.

Quanto è diffusa l'abitudine di mangiarsi le unghie e quali sono le cause più frequenti?

Mangiare le unghie è un’abitudine che in medicina e in dermatologia viene definita onicofagia. Non si tratta soltanto di un problema estetico, perché nel tempo può danneggiare l’unghia e anche la cuticola, cioè la pelle che la circonda e che svolge una funzione protettiva molto importante. Per quanto riguarda la diffusione delle forme più serie, nella mia esperienza professionale non vedo molti pazienti che si rivolgono al dermatologo specificamente per l’onicofagia. Più spesso vedo persone che arrivano con infezioni o infiammazioni delle unghie. Va detto che non tutte le infezioni sono dovute all’onicofagia. Molto spesso sono legate ad altri fattori, come l’esposizione prolungata all’umidità, che interessa alcune professioni. Pensiamo, per esempio, ai baristi o ai parrucchieri, alle persone che lavorano frequentemente con l’acqua o anche a chi svolge attività domestiche senza utilizzare guanti protettivi. Altre volte, le alterazioni delle unghie sono legate alle micosi, alla psoriasi o ai traumatismi. Chi pratica sport come il calcio, per esempio, può sottoporre le unghie a continui microtraumi. Anche la frequentazione di palestre e piscine può favorire alcune infezioni, soprattutto quando si cammina a piedi nudi o si utilizzano docce comuni senza adeguate precauzioni favorendo le onicomicosi. In questo quadro, l’onicofagia può certamente rappresentare un fattore che contribuisce al problema.

Quali conseguenze può avere nel tempo?

I principali rischi dermatologici dell’onicofagia sono l’alterazione della crescita dell’unghia e, nei casi più gravi, la comparsa di deformazioni permanenti. Inoltre, questa abitudine può provocare infiammazioni della pelle che circonda l’unghia, una condizione che in termini medici viene definita paronichia. In questi casi la pelle si gonfia, si arrossa e può diventare dolorosa. Le continue lesioni della cuticola, che svolge una funzione protettiva, facilitano la penetrazione di microrganismi come funghi, tra cui la Candida, e batteri. Di conseguenza, oltre alle alterazioni dell’unghia possono comparire vere e proprie infezioni della pelle circostante, che a loro volta possono compromettere la crescita e la forma dell’unghia. L’onicofagia, quindi, aumenta il rischio di infiammazioni, infezioni e danni alle strutture che circondano l’unghia.

Ci sono rischi per la salute legati a batteri o infezioni?

Sì. Mangiare le unghie favorisce la penetrazione di batteri e funghi attraverso le piccole lesioni della pelle che si creano intorno all’unghia. Inoltre, le mani non sono sempre perfettamente pulite e questa abitudine può favorire il trasferimento di germi alla bocca e alla mucosa orale. Non bisogna poi dimenticare che, con il tempo, possono verificarsi anche piccoli traumi a carico dei denti dovuti al continuo gesto di rosicchiare le unghie.

In quali casi è opportuno consultare uno specialista?

Se si arriva a uno stadio in cui compaiono infezioni, infiammazioni, dolore o alterazioni evidenti dell’unghia, è opportuno rivolgersi al dermatologo. Il medico può valutare la situazione e, se necessario, intervenire con trattamenti specifici per le infezioni o per le alterazioni della pelle e dell’unghia.

Esistono strategie efficaci per smettere di mangiarsi le unghie?

La prima cosa è mantenere le unghie corte e ben curate. Può essere utile applicare creme o oli sulla pelle intorno alle unghie e sulle cuticole, in modo da ridurre pellicine e irregolarità che spesso inducono il paziente a manipolarle. Esistono anche smalti dal sapore amaro, facilmente reperibili in farmacia, che possono rappresentare un aiuto. Tuttavia, è fondamentale che il paziente sia consapevole del problema. In molti casi, infatti, l’onicofagia viene praticata in maniera quasi automatica e uno dei compiti del dermatologo è proprio quello di aiutare la persona a prendere coscienza di questa abitudine. Può essere utile anche tenere le mani occupate nei momenti di maggiore stress, che sono spesso quelli in cui compare il bisogno di mangiarsi le unghie. Si possono utilizzare, per esempio, palline antistress o altri piccoli oggetti da manipolare. È importante inoltre identificare le situazioni che scatenano il comportamento. Nella maggior parte dei casi si tratta di momenti di stress, ma l’abitudine può manifestarsi anche durante attività quotidiane come guardare la televisione. La consapevolezza del problema rimane comunque l’elemento più importante per riuscire a interrompere questa abitudine. Nei casi più persistenti può essere utile affiancare un supporto psicologico, in particolare attraverso approcci cognitivo-comportamentali che aiutano a gestire l’impulso e a ridurre il rischio di recidive. Resta comunque fondamentale il ruolo del dermatologo, che rappresenta lo specialista di riferimento per le patologie delle unghie.

Le informazioni fornite su www.fanpage.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.
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