video suggerito
video suggerito

Ogni quanto cambiare spugne e strofinacci in cucina, l’igienista: “Disinfettare dopo utilizzo e usare acqua bollente”

Spugnette, strofinacci e panni da cucina vengono usati ogni giorno, ma possono trasformarsi in un vero e proprio ricettacolo di batteri se non vengono gestiti nel modo corretto. L’igienista Maugliani dell’ISS ha spiegato a Fanpage.it ogni quanto cambiarli, come pulirli e quali errori evitare in cucina.
Intervista a Dott.ssa Antonella Maugliani
Prima ricercatrice ISS responsabile del progetto SAC sicurezza alimentare casalinga, per la divulgazione delle corrette pratiche domestiche.
A cura di Elisa Capitani
0 CONDIVISIONI
Immagine

Ogni giorno li utilizziamo decine di volte senza pensarci troppo. Spugnette, strofinacci, panni e utensili da cucina fanno parte della nostra routine domestica, ma possono trasformarsi facilmente in un ambiente favorevole alla proliferazione di batteri e microrganismi se non vengono gestiti correttamente. Tra abitudini tramandate e consolidate e convinzioni errate, non sempre sappiamo come pulirli davvero, quando sostituirli o quali accortezze adottare per evitare contaminazioni incrociate. Ne abbiamo parlato con Antonella Maugliani, prima ricercatrice ISS responsabile del progetto SAC sicurezza alimentare casalinga, per la divulgazione delle corrette pratiche domestiche, per capire quali siano gli errori più comuni e quali semplici gesti possano invece fare la differenza nella vita quotidiana.

In cucina quali sono gli oggetti che più di altri tendono ad accumulare batteri e germi senza che ce ne rendiamo conto?

I batteri sono ovunque e conviviamo costantemente con loro. In cucina, dove sono presenti gli alimenti, trovano un ambiente favorevole perché, come noi, anche i batteri “mangiano”. Tra gli oggetti più critici ci sono sicuramente le spugnette e gli strofinacci utilizzati per lavare piatti e superfici, ma anche taglieri, piani di lavoro, lavandino e persino oggetti che spesso vengono sottovalutati, come il poggia mestolo. Se appoggiamo un utensile sporco di cibo e lo lasciamo a temperatura ambiente senza pulirlo correttamente, si possono creare condizioni favorevoli alla proliferazione batterica.

Quanto è importante prestare attenzione a questi aspetti nella vita quotidiana?

Non bisogna creare allarmismo, ma è importante essere consapevoli. I batteri sono estremamente adattabili: alcuni riescono a sopravvivere in condizioni che consideriamo sicure. Ad esempio, la Listeria monocytogenes può proliferare anche a temperature di frigorifero, mentre altri microrganismi, come il batterio responsabile del botulismo, possono sopravvivere in forme dormienti e riattivarsi quando si creano le condizioni giuste. Anche alimenti apparentemente innocui, come il riso lesso lasciato troppo a lungo a temperatura ambiente, possono favorire lo sviluppo di batteri e tossine, come quella del Bacillus cereus.

Quindi spugne e panni da cucina richiedono attenzioni particolari?

Sì. È importante pulire accuratamente le spugnette dopo ogni utilizzo, eliminando residui di cibo e detersivo con acqua calda. Lasciarle umide accanto al lavandino significa creare un ambiente ideale per la crescita dei batteri. Sappiamo che in un centimetro cubo di spugna possono accumularsi quantità molto elevate di microrganismi.

Ogni quanto andrebbero cambiati spugnette, strofinacci e panni da cucina?

Dipende dall’utilizzo e dalle abitudini familiari. Le spugnette andrebbero disinfettate regolarmente dopo ogni utilizzo poi, idealmente una volta a settimana bollite, e sostituite indicativamente una volta al mese. Gli strofinacci, invece, possono essere cambiati ogni due o tre giorni, ma bisogna sempre usare il buon senso: se appaiono molto usurati, sporchi o non assorbono più bene, è il momento di sostituirli.

Mettere le spugnette in microonde o in lavastoviglie è una buona soluzione?

La soluzione migliore resta l’acqua bollente. La spugna dovrebbe rimanere immersa in ebollizione per almeno quattro o cinque minuti. Il microonde rende più difficile controllare tempi e temperatura. Quanto al lavaggio della spugna in lavastoviglie, un normale lavaggio a 60 gradi potrebbe non essere sufficiente per una vera riduzione della carica batterica.

Ci sono altre buone pratiche da seguire?

La parola chiave è separazione. Bisognerebbe utilizzare spugne diverse per i piatti, per il lavandino e per il piano cottura, così come dedicare strofinacci differenti alle mani e alle superfici. L’obiettivo è evitare la contaminazione crociata: ciò che entra in contatto con alimenti crudi e ciò che richiede maggiore attenzione.

Le informazioni fornite su www.fanpage.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.
0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views