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Ogni quanto cambiare gli asciugamani, l’igienista Signorelli: “Se condivisi, almeno ogni due giorni”

Ogni quanto bisognerebbe cambiare gli asciugamani? Diversi studi spiegano perché possono riempirsi di batteri, anche intestinali, tra umidità, microbi della pelle e particelle provenienti dal wc. L’igienista Signorelli chiarisce a Fanpage.it quali siano i veri rischi e quando lavarli davvero per restare tranquilli.
Intervista a Dott. Carlo Signorelli
Professore ordinario di Igiene generale e applicata alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università Vita-Salute San Raffaele.
A cura di Elisa Capitani
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L'igiene è ancora, purtroppo, una questione personale. Spesso seguiamo le nostre regole o le abitudini che ci sono state impartite fin da piccoli, senza effettivamente fare affidamento alla scienza o agli esperti. Ad esempio, una discussione ancora molto attuale e aperta è quella che riguarda quante volte andrebbero cambiati gli asciugamani. C'è chi li cambia una volta alla settimana, chi ogni due e poi gli estremisti: dopo ogni utilizzo o, ahimè, una volta all'anno. Ma qual è quindi la risposta corretta? E, soprattutto, quali sono i rischi per la nostra salute se non li cambiamo nei tempi giusti? Infatti, anche se a volte potrebbero sembrarci puliti o ancora profumati, gli asciugamani in realtà possono essere terreno fertile per numerosi microbi e batteri. Diversi studi hanno dimostrato che la presenza di batteri sugli asciugamani non puliti può causare problemi alla pelle e anche all'intestino, tra gli altri. Ma, fatto ancora più sorprendente, le particelle provenienti dal water possono depositarsi sugli asciugamani, laddove presenti nella stessa stanza. Fanpage ha parlato inoltre con Carlo Signorelli, professore ordinario di Igiene generale e applicata alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università Vita-Salute San Raffaele, il quale ha spiegato quante volte andrebbero effettivamente cambiati gli oggetti che usiamo quotidianamente, asciugamani inclusi.

Cosa dicono gli studi

Diversi studi hanno dimostrato che gli asciugamani possono contaminarsi molto facilmente con batteri presenti sia sulla nostra pelle sia nel nostro intestino. Anche dopo esserci lavati, infatti, il corpo continua a ospitare naturalmente milioni di microrganismi che vengono trasferiti sul tessuto ogni volta che ci asciughiamo. A questo si aggiunge l’umidità, che crea un ambiente ideale per la proliferazione batterica, soprattutto se gli asciugamani restano bagnati a lungo o vengono lasciati in bagni poco ventilati. Ma non è tutto: gli asciugamani possono contaminarsi anche attraverso i batteri presenti nell’aria. Alcune ricerche hanno evidenziato che, quando il wc viene scaricato senza abbassare il coperchio, minuscole particelle possono disperdersi nell’ambiente e depositarsi sulle superfici vicine, asciugamani inclusi. In questi casi, sugli asciugamani possono finire anche tracce di materia fecale e batteri intestinali come l’Escherichia coli o la Salmonella, responsabili spesso di disturbi gastrointestinali, diarrea e malattie alimentari. Per questo motivo gli esperti consigliano di far asciugare completamente gli asciugamani dopo ogni utilizzo e di lavarli frequentemente, soprattutto se condivisi tra più persone. "Gli asciugamani sono spesso soggetti a un uso più promiscuo, perché il bagno è tendenzialmente condiviso. Se l’uso è strettamente personale, può bastare un lavaggio a settimana. Se invece vengono utilizzati da più persone, è consigliabile lavarli più frequentemente, indicativamente ogni due o tre giorni, anche in base alle abitudini", ha spiegato a Fanpage.it Carlo Signorelli, professore ordinario di Igiene generale e applicata alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Vita-Salute San Raffaele.

Le informazioni fornite su www.fanpage.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.
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