La biorivitalizzazione per le collane di Venere provata da Belén, la dermatologa Mordente: “La comparsa di bolle è transitoria”

Belén Rodriguez si sta godendo l’estate 2026 in compagnia della famiglia ad Albarella, l’isola privata su cui si può accedere solo con un’apposita prenotazione o autorizzazione. Di tanto in tanto torna sulla “terraferma” per sottoporsi ad alcuni trattamenti beauty, l'ultimo provato si chiama biorivitalizzazione ed è perfetto per combattere le collane di Venere, l'unico piccolo inconveniente? Le ha lasciato delle bolle molto evidenti sulla pelle. Fanpage.it ha chiesto alla dermatologa Ines Mordente tutto ciò che c'è da sapere su questo trattamento anti-age, dall'efficacia agli effetti collaterali: ecco cosa ha rivelato.
Cosa sono le collane di Venere? Compaiono semplicemente con l’avanzare dell’età o a causa di altri fattori?
Le collane di Venere sono le caratteristiche linee orizzontali del collo. Non compaiono esclusivamente con l’età, molte persone le presentano già in giovane età perché sono legate all’anatomia del collo e ai continui movimenti di flessione. Con il tempo, però, tendono a diventare più evidenti per la progressiva riduzione di collagene, elastina e acido ialuronico, la perdita di elasticità cutanea, il foto-invecchiamento causato dai raggi UV, la predisposizione genetica e i movimenti ripetitivi del collo, oggi accentuati anche dal cosiddetto tech neck, cioè la postura mantenuta a lungo mentre si guarda lo smartphone. L’età, quindi, le accentua, ma non è l’unica responsabile. La disidratazione della zona per via del sudore che si accumula in quel punto aggrava la situazione
Trattamento di biorivitalizzazione per le collane di Venere: in cosa consiste e a cosa serve?
La biorivitalizzazione è un trattamento di medicina estetica che prevede microiniezioni intradermiche di sostanze biocompatibili, come acido ialuronico non reticolato, aminoacidi, vitamine o altri complessi biostimolanti. L’obiettivo non è riempire la ruga, ma migliorare la qualità della pelle: aumenta l’idratazione, stimola i fibroblasti a produrre nuovo collagene, migliora elasticità e luminosità e rende le collane di Venere meno evidenti, soprattutto quando sono superficiali. Se invece i solchi sono molto marcati, la sola biorivitalizzazione potrebbe non essere sufficiente e può essere associata ad altri trattamenti, come filler, biostimolatori o laser, sempre dopo una valutazione dermatologica. Bisogna ricordare che non esiste una medicina estetica di livello senza una buona cura della Skincare di base della pelle, quindi occhio ai prodotti che si utilizzano in quella zona.
Quali sono i rischi? È normale che a Belén siano comparse bolle sul collo poche ore dopo il trattamento?
Dopo una biorivitalizzazione è assolutamente possibile osservare piccoli rilievi o “bollicine” nei punti in cui è stato iniettato il prodotto, sono tipo morsi di zanzara, dunque sono transitori, non devono provocare ansia. Nella maggior parte dei casi rappresentano un effetto previsto e temporaneo, sono piccoli depositi di prodotto destinati a riassorbirsi e distribuirsi nei tessuti nell’arco di alcune ore o, talvolta, entro 24-72 ore. Possono comparire anche lieve rossore, gonfiore, piccoli lividi o una modesta dolorabilità. No panic! Tutto transitorio. Diverso sarebbe il caso di dolore intenso, peggioramento progressivo del gonfiore, secrezioni, febbre o alterazioni del colore della pelle, che richiedono una rivalutazione medica. Senza conoscere il prodotto utilizzato o aver visitato la paziente non è possibile esprimere un giudizio sul caso specifico, ma la comparsa di piccoli rilievi nelle prime ore dopo il trattamento può rientrare nelle normali reazioni post-procedura.
Esiste un’alternativa meno invasiva per ridurre le collane di Venere che compaiono con l’avanzare dell’età?
Sì, anche se è importante avere aspettative realistiche, nessuna crema può eliminare completamente pieghe strutturate. La prevenzione parte dalla fotoprotezione quotidiana, fondamentale per limitare il fotoinvecchiamento del collo, associata a una skincare con ingredienti come idratanti, peptidi e antiossidanti, che possono migliorare nel tempo la qualità e la compattezza della pelle. Esistono inoltre trattamenti non iniettivi, come alcuni laser frazionati, la radiofrequenza o gli ultrasuoni microfocalizzati, che possono migliorare texture e tonicità cutanea. La scelta del trattamento dipende però dalla profondità delle pieghe, dall’età e dalla qualità della pelle: per questo una valutazione dermatologica è sempre il primo passo per individuare l’approccio più adatto.