Zverev a Wimbledon deve fare i conti con un avversario in più: “Sono allergico all’erba”

Alexander Zverev si presenta a Wimbledon con una rinnovata fiducia garantitagli dalla vittoria del Roland Garros, primo Slam della carriera, ma anche con la consapevolezza delle difficoltà che in carriera ha avuto sull'erba. Ai Championships il tedesco numero 3 del mondo non è andato mai oltre il 4° turno. Insomma questa superficie non è certo la più gradita e lo dimostra anche il fatto di non avervi mai vinto un titolo in carriera. Inoltre, come svelato a sorpresa nella sua ultima intervista, Zverev deve anche fare i conti con un problema in più ovvero un'allergia all'erba.
Zverev svela l'allergia all'erba
Qualcosa che non era mai trapelato nella sua lunghissima carriera e che invece lo ha condizionato e non poco. Sascha ha deciso di parlarne quest'anno, senza aver mai dato in realtà segnali di sofferenza per un problema di questo tipo. Zverev ha spiegato: "Ho un'allergia all'erba ma sto benissimo. Per me non è una novità, ce l'ho ogni anno". Non si piange addosso dunque il campione di Parigi che nelle ultime sessioni di allenamento ha starnutito ripetutamente, come se fosse raffreddato.
I problemi con il glucosio ad Halle
Un fastidio in più per un tennista che già convive con il diabete di tipo 1, diagnosticatogli quando aveva 4 anni. Infatti Zverev durante le partite deve somministrarsi l'insulina e monitorare costantemente la glicemia attraverso sistemi avanzati. L'imprevisto però è sempre dietro l'angolo come mostrato ad Halle, quando il sensore del glucosio si è rotto e lui si è dovuto somministrare ben 350 grammi di zucchero.
La consapevolezza del campione Slam
Allergia e diabete a Wimbledon sono due ostacoli di cui Zverev deve necessariamente tenere conto oltre agli avversari ancor più agguerriti e stimolati dal dover affrontare un nuovo campione Slam. A proposito di nuovo status, come si sente Alexander dopo l'affermazione parigina? Inutile prendersi in giro perché c'è sicuramente una consapevolezza diversa. Da un lato il peso delle aspettative, dall'altro la libertà di essersi tolto un peso enorme: "Devo essere onesto con me stesso: ci si sente diversamente con il titolo in tasca. C'è più gioia e, in un certo senso, anche più libertà. Ma quando scendo in campo voglio solo fare il mio lavoro e mostrare il mio miglior tennis". E ora spazio al campo con la voglia di cercare di andare oltre il 4° turno e regalarsi magari un altro sogno.