George Russell urla dopo la pole: “Stai calmo!”. Poi spiega: “In Italia pensano a giochi psicologici”

"Stai calmo, stai calmo!" ha urlato George Russell al termine delle qualifiche del Gran Premio d'Austria. E quella frase gridata nel Team Radio dopo un Q3 controverso, a causa della gestione delle bandiere gialle e del comportamento del britannico (non sono state riscontrate irregolarità né è stato necessaria un'investigazione ufficiale della FIA), da molti è stata interpretata come una sorta di presa in giro nei confronti di Kimi Antonelli. Il britannico, però, ha smentito questa lettura dei fatti sostenendo che in realtà fosse solo frutto della tensione accumulata nel Q2. Ma non ha del tutto convinto.
Perché s'è espresso in italiano e non in inglese? E perché ha scandito proprio quella frase in quel momento di gioia? Facile, facile fare due più due e collegare quell'esplosione di felicità come una sorta di sfogo per la frustrazione provata nei confronti del compagno di scuderia che gli ha soffiato la scena, i punti e s'è messo in lizza per il titolo mondiale di F1. È sembrato quasi volergli ricordare (almeno questa è stata la sensazione diffusa) che la stagione è ancora lunga e tutto può ancora accadere. E come dimenticare i duelli in pista ruota a ruota, i sorpassi e i controsorpassi, il botta e risposta piccato dell'italiano che lo accusò di averlo "buttato fuori" al sesto giro della Sprint in Canada? Ecco perché adesso "stai calmo, stai calmo" ha il valore del dolce sapore di una (piccola) vendetta dopo essere stato costretto finora a ingoiare bocconi amari. "No, non volevo entrare nella testa di qualcuno", ha ammesso nel corso delle interviste.
Russell e le insinuazioni su "stai calmo": "Ma non è un gioco psicologico"
Confermata la pole e chiarita la questione delle bandiere gialle, c'era ancora un altro nodo da sciogliere nel sabato delle qualifiche di Russell in Austria. "Stai calmo… cosa volevi dire con quella frase?", gli chiede la giornalista di Sky Sports che lo intervista a caldo. Il britannico ne approfitta per sgombrare la pista da deduzioni azzardate.
"In realtà, il team di Sky Italia pensava che stessi cercando di fare un gioco psicologico. Ma è perché ho passato molto tempo in Italia, e loro dicevano sempre: stay calm, stay calm. Eravamo molto tesi nel Q2, il mio non è stato affatto un tentativo di entrare nella testa di qualcuno. Ripensandoci ora, probabilmente avrei semplicemente dovuto dire stay calm nella mia lingua".
Il caso della bandiera gialla e della pole: "Ho alzato il piede all'entrata di quella curva"
Durante la conferenza stampa ufficiale della F1, Russell è tornato sull'episodio che ha alimentato polemiche: ovvero, essere riuscito a fare la pole con una bandiera gialla segnalata per l'incidente di Verstappen. "Ho alzato il piede all'entrata di quella curva, ho perso tantissimo tempo", ha chiarito l'inglese che ha aggiunto altri dettagli di quel finale convulso. Ha visto il verde in lontananza (che indicava che l'auto era già fuori pista e non bloccava la traiettoria) e ha proseguito senza pericolo reale, completando il giro che gli ha dato il primo posto in griglia.