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Wimbledon 2026

Wilander: “Sinner sull’erba non è la stessa minaccia”. E spiega perché punta su Djokovic a Wimbledon

L’ex tennista vede favorito in semifinale il campione serbo che, nonostante i 39 anni, sfoggia un’integrità fisica straordinaria. “Può conquistare il 25° Slam della carriera”.
Novak Djokovic e Jannik Sinner si ritrovano in semifinale oggi a Wimbledon
Novak Djokovic e Jannik Sinner si ritrovano in semifinale oggi a Wimbledon
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La semifinale di Wimbledon tra Jannik Sinner e Novak Djokovic è il piatto forte servito domani (10 luglio) sul Campo Centrale. Il numero uno al mondo e il campione balcanico si ritrovano di fronte dopo gli Australian Open, quando ad alzare le braccia al cielo fu il serbo dopo un match durato 4 ore e 9 minuti. Quando tutti aspettavano una finale tra l'alto-atesino e Alcaraz, il "Djoker" sparigliò le carte in tavola. E visto che Carlos non c'è nemmeno qui, sul prato inglese, l'occasione è ghiotta: conquistare il 25° Slam della carriera è sogno che questo Nole, a 39 anni suonati, può ancora cullare. A giudicare dalle condizioni di forma sfoggiate nonostante una maratona di oltre 5 ore con Auger-Aliassime (di ben 14 anni più giovane) e dalle prestazioni non proprio cristalline dell'italiano, è davvero difficile azzardare chi sia il favorito. A sbilanciarsi è stato Mats Wilander, che ha indicato Djokovic come il principale candidato alla finale. Perché? L'ex tennista svedese si attiene quanto visto in campo e ritiene che il percorso di Sinner nel torneo abbia involontariamente rafforzato le convinzioni di Novak

Il cammino di Sinner e Djokovic verso la semifinale

Djokovic ha raggiunto la semifinale superando Wu Yibing, Stefanos Tsitsipas, Arthur Rinderknech, Roman Safiullin e Felix Auger-Aliassime, mostrando una crescita costante nel corso del torneo. Dall'altra parte della rete ci sarà Sinner, che ha eliminato Miomir Kecmanovic, Nuno Borges, Jenson Brooksby, Shintaro Mochizuki e Jan-Lennard Struff. Entrambi arrivano all'appuntamento con un percorso convincente, ma secondo Wilander c'è un elemento che può fare la differenza proprio a favore del campione serbo.

Wilander esalta Nole: "Sovrumano, non è nemmeno vicino alla fine"

L'ex campione svedese è rimasto impressionato soprattutto dalla prestazione offerta da Djokovic nei quarti di finale contro Auger-Aliassime. "Sovrumano. È l'unica parola per descrivere ciò che Novak Djokovic ha fatto – le parole di Wilander -. Ha preso un Felix venticinquenne, un grande atleta nel pieno della sua forma, e lo ha spezzato fisicamente, lasciandolo chino per la fatica alla fine".

Wilander ha poi sottolineato quel che è sotto gli occhi di tutti: il livello atletico del serbo è sorprendente nonostante il passare degli anni e gli acciacchi lamentati nel recente passato. Il segreto del suo elisir di lunga vita è semplice, mescola il supporto tecnologico a una cura bio per il proprio corpo. "Continua ad alzare l'asticella per la longevità atletica e non è nemmeno vicino a essere finito. La parte più spaventosa? Sembra che possa continuare a farlo per anni a venire".

Perché Wilander vede Djokovic favorito contro Sinner

Secondo Wilander, rispetto agli Australian Open la mentalità di Djokovic è cambiata in modo evidente. Ha letteralmente ribaltato la sua immagine da campione sul viale del tramonto, che conserva intatto il talento ma sembra cedere all'usura del tempo, a giocatore capace di rigenerarsi di continuo. Ecco perché oggi il serbo trasmette la sensazione di essere convinto di poter arrivare fino al titolo.

"Ero già abbastanza ottimista su Novak Djokovic a metà degli ultimi Australian Open a gennaio scorso, ma lo sono ancora di più in questi giorni. A Melbourne avevo l'impressione di vedere qualcuno che pensava di poter semplicemente giocare bene, ma non vincere il torneo. A Londra, invece, Novak mi dà la sensazione che possa arrivare fino in fondo".

Lo svedese ha poi spiegato perché, a suo giudizio, Sinner rappresenti un ostacolo meno temibile sul prato rispetto ad altre superfici. "Alcaraz non c'è, ma anche Sinner non è una minaccia così forte sull'erba come lo è sul cemento. Inoltre, sono convinto che anche le difficoltà incontrate da Jannik dall'inizio del torneo siano un fattore determinante".

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