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Wimbledon 2026

Novak Djokovic sfida Sinner a 39 anni con un fisico impeccabile: grazie a dieta, sonno e biohacking

A Wimbledon va in scena il match tra il numero uno al mondo e il campione serbo, reduce dalla maratona contro Auger-Aliassime. Nole ci arriva con un fisico “rigenerato”.
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Novak Djokovic e Jannik Sinner si sfidano oggi a Wimbledon per la quinta volta consecutiva in due anni nella semifinale di uno Slam. Dal 2024 a oggi il conto è di 3-1 in favore dell'italiano ma la logica dei numeri è nulla quando hai davanti una un avversario come il serbo, che ha sfoggiato una straordinaria capacità di rigenerarsi portando il tennis in un nuova dimensione a quasi 40 anni. E la vittoria strappata in cinque ore al "giovane" Auger-Aliassime, il botta e risposta col supervisor per la chiusura del tetto del Centrale, è stata la riprova di come il campione balcanico abbia riscritto i propri limiti biologici. Mentre la maggior parte della sua generazione "favolosa" ha già lasciato il circuito (Rafa Nadal, Roger Federer, Andy Murray) e ha dovuto arrendersi agli infortuni, all'usura del tempo, Nole è ancora lì a duellare nelle fase finali dei tornei più importanti. "Il tempo che dedico al recupero oggi è molto maggiore di prima – ha ribadito spesso -. Cerco sempre tutto ciò che può darmi un vantaggio". È il suo ritorno al futuro.

Come fa Djokovic a rigenerare il proprio fisico: cos'è il biohacking

Qual è il segreto della sua longevità? Se Djokovic è riuscito a piazzarsi ancora una volta tra i migliori quattro di Wimbledon, il merito non è soltanto del suo talento. Dietro c'è un metodo consolidato in oltre quindici anni che coniuga corretta alimentazione, disciplina mentale, equilibrio interiore, tecnologie avanzate e una straordinaria capacità di recupero fisico.

La rigenerazione del corpo è diventata da tempo la priorità assoluta del serbo per restare competitivo contro avversari molto più giovani. E il biohacking è la disciplina a cui è dedito: ottimizzare la biologia corporea e mentale attraverso piccoli cambiamenti mirati nello stile di vita, nella nutrizione e nell'uso della tecnologia.

La svolta arrivata con la dieta: meno glutine, più energia

La svolta risale al 2010, quando il nutrizionista bosniaco Igor Cetojevic ha rivoluzionato il suo regime alimentare. Dalla dieta sparirono glutine, latticini e zuccheri raffinati, eliminando quei cali di energia che spesso accusava durante i match più lunghi. Da quel momento Djokovic ha raccontato di sentirsi più leggero, dormire meglio e recuperare molto più rapidamente.

La sua alimentazione oggi è prevalentemente vegetale, con abbondanza di legumi, verdure, frutta, cereali integrali e semi. A colazione ingerisce acqua tiepida con succo di limone e sale (per elettroliti e digestione), predilige frullati di frutti di bosco e datteri, alterna semi di canapa, maca in polvere, spirulina. Usa miele di Manuka (Nuova Zelanda) per energia e proprietà antibatteriche.

Quanto ai pasti: consuma poca carne bianca e pesce, mangia pochissima carne rossa. Da anni segue anche il digiuno intermittente 16:8 (16 ore di digiuno, 8 ore di alimentazione) e durante i tornei porta sempre con sé pasti preparati dal suo staff per controllare ogni ingrediente.

Cos'è il recupero scientifico: l'aiuto della tecnologia

La dieta è solo una parte dell'equilibrio psico-fisico che fa di Djokovic una "roccia" alla sua età e nonostante gli acciacchi che hanno fatto capolino in questi anni. Per contrastare l'incedere del tempo il serbo usa (anche) gli strumenti tecnologici e i trattamenti di ultima generazione: crioterapia e bagni di ghiaccio; bagni di contrasto caldo-freddo; terapia con luce rossa; camera iperbarica; massaggi quotidiani e stretching; tecnologie dedicate al recupero muscolare e cellulare. Tutto questo è subordinato a una regola fondamentale che dà a se stesso: dormire bene perché "il sonno è fondamentale".

È (anche) così che nel 2024, dopo la rottura del menisco mediale destro durante il Roland Garros 2024, Nole subì un'operazione e meno di un mese dopo si cimentò in un torneo d'alto livello a Wimbledon (giunse in finale, persa, con Carlos Alcaraz). E alle Olimpiadi di Parigi conquistò la medaglia d'oro.

Un team costruito sulla fiducia da oltre quindici anni

Dietro ai risultati del serbo c'è anche uno staff che lo accompagna da moltissimo tempo. Oltre al nutrizionista Igor Cetojevic e ci sono il fisioterapista Miljan Amanovic. Dal maggio 2026 il ruolo di head coach è stato affidato all'amico Viktor Troicki. Anche la continuità dello staff rappresenta uno degli elementi chiave della sua longevità.

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