Flavio Cobolli spiega la sconfitta a Wimbledon: “Non sono stato umile, ero il netto favorito”

Il tennista romano aveva una grande occasione, ma l'ha sprecata. Flavio Cobolli si era qualificato brillantemente per i quarti di Wimbledon, da numero 10 ATP, la semifinale era a vista, perché Arthur Fery, l'avversario dei quarti è il numero 114 al mondo sembrava un rivale di poco conto e invece ha vinto l'inglese per 3 set a 0. Semifinale sfumata, restano i quarti, un buon percorso e i tanti punti per il Ranking. Dopo la partita l'italiano ha spiegato cosa gli è successo sul Center Court più famoso al mondo.
"Gestisco in modo sbagliato le partite in cui sono favorito"
Il romano un anno fa giocò un quarto di finale straordinario contro Djokovic, stavolta non è stato così. Eppure oggi è molto più forte, top ten, finalista al Roland Garros e numero 5 nella Race. Tutti questi risultati paradossalmente gli hanno creato qualche difficoltà. In conferenza stampa ha parlato del peso delle aspettative che ha sentito tantissimo sulle spalle: "Gestisco ancora nel modo sbagliato le partite in cui sono il favorito. Non avrei mai immaginato di giocare un quarto di Slam come favorito così netto, devo imparare a gestire quella situazione".
Poi ha rincarato la dose contro sé stesso: "Giocare un quarto di finale contro un ragazzo che aveva già disputato una maratona e con un ranking inferiore al mio hanno influito. Forse come dice il mio team, non sono stato così umile sin dal primo punto dell'incontro. Forse ero nervoso, ho sentito la pressione che normalmente non provo".
Gli elogi a Fery, in semifinale a Wimbledon
In effetti questo era il terzo quarto Slam della carriera di Cobolli. Il primo con Djokovic a Wimbledon nel 2025, questo era il terzo, l'altro quello con Auger-Aliassime, numero 4 al mondo, a Parigi. Di contro Fery, va detto, ha giocato una partita eccezionale, qualificandosi con pieno merito per le semifinali del torneo di Wimbledon, da wild card (secondo in assoluto a riuscirci dopo Goran Ivanisevic).
Cobolli ha reso merito a Fery, che sta giocando il torneo della vita e che sul campo non ha sentito la pressione disputando una partita formidabile: "È fuori dalla top 100, ma il suo livello è vicino alla top 50, o meglio. Siamo cresciuti insieme. le cose possono cambiare così nel tennis. Il suo livello oggi era davvero alto".