Il ritorno di Serena Williams e l’ormone “miracoloso” per dimagrire: i dubbi dell’antidoping sul GLP-1

La Serena Williams che torna in campo a 44 anni è ovviamente una giocatrice e una persona molto diversa rispetto a quella che si ritirò 4 anni dopo una carriera eccezionale. Al contrario di quanto accade a molti sportivi professionisti, la leggenda del tennis americano dopo aver appeso la racchetta al chiodo è andata incontro ad un repentino stravolgimento fisico figlio di una notevole perdita di peso. Non è un caso che l'ex numero uno del mondo sia il volto di Ro, ovvero una società di telemedicina che promuove l'uso di un ormone "miracoloso" per la perdita di peso.
Serena Williams testimonial dell'Ozempic
Si tratta del GLP-1 Ozempic, prodotto che contiene appunto semaglutide, ovvero una sostanza chimica creata in laboratorio e che provoca la stessa reazione dell'ormone naturale. La sua funzione? Quella di replicare quanto accade con l'ormone intestinale che viene rilasciato naturalmente dopo i pasti che segnala la sazietà al cervello, rallentando lo svuotamento gastrico e stimolando la produzione di insulina. In pratica permette di perdere peso in modo drastico. Serena che durante un Super Bowl si è iniettata in diretta il farmaco nel corso di uno spot, è finita al centro delle polemiche proprio per le conseguenze non del tutto note di questo prodotto soprattutto per gli atleti.
Ai microfoni de L'Équipe, Gérard Dine, specialista in biotecnologie, ha spiegato: "Ovviamente è interessante in ambito sportivo. Ma richiede una comprensione fisiopatologica del suo utilizzo. Poiché questo prodotto regola l'alimentazione e l'assorbimento dei nutrienti, se non si sa come usarlo in un contesto non patologico, diventa problematico. Non conosciamo l'impatto sull'apporto dei nutrienti indispensabili per un atleta di alto livello. Dal momento in cui assumi questo tipo di prodotto, l'impatto si fa sentire tagliando l'appetito e facendoti perdere peso automaticamente. Ma, in quanto atleta, bisogna bilanciare questo calo di peso con la necessità di assumere nutrienti indispensabili per il corpo. Se la regolazione è troppo forte, comprometti il tuo fisico. Serve uno staff alle spalle, quasi un ambiente da laboratorio con un monitoraggio costante".
Il farmaco e il rapporto con gli atleti professionisti
Il concetto è che bisogna utilizzarlo ma non in modo autonomo, soprattutto in caso di attività fisica agonistica. Il tutto deve essere sempre monitorato, anche perché Valentin Lacroix, nutrizionista specializzato nello sport di alto livello, ha spiegato: "Se assumi questo farmaco durante fasi di allenamento intenso, andrai incontro a dei deficit. La migliore finestra di utilizzo, tra virgolette, sarebbe durante i periodi di pausa o in vacanza, perché fa risparmiare un'enorme quantità di tempo nel limitare l'aumento di peso. Ma i rischi documentati per i pazienti includono la perdita di massa muscolare, proprio perché l'appetito viene tagliato drasticamente. Se non fai allenamento per la forza, perdi vigore e massa muscolare. È un vero freno alle prestazioni. Entri in un circolo vizioso. A lungo termine, la questione è molto delicata".
Ma qual è il rapporto di questo farmaco con l'Agenzia Mondiale Antidoping? La WADA ha inserito i marcatori del semaglutide nella lista dei prodotto da monitorare, e sarà dunque studiata la peculiarità di questi per capire se ci sono i margini per valutarne la messa al bando.
I controlli anti-doping per Serena Williams
Serena Williams dal canto suo ha dovuto riprendere i controlli riservati agli atleti alla luce del suo ritorno in campo. Il regolamento dell'ITIA (International Tennis Integrity Agency) parla chiaro: "Quando un giocatore torna alle competizioni dopo essersi ritirato, deve rendersi disponibile per i controlli antidoping per un periodo completo di sei mesi prima di essere autorizzato a gareggiare. Nel caso di Serena, si è resa disponibile ai controlli nel 2025 e ha completato questo iter a febbraio 2026, fornendo regolarmente tutte le informazioni sui suoi spostamenti (whereabouts)".