Sabalenka: “Quando è morto il mio ex fidanzato ho lottato con un poliziotto, non potevo accettarlo”

L'apparenza inganna. Lo sa bene Aryna Sabalenka che nella sua vita ha imparato a costruirsi e portare una corazza per poter andare avanti. Non tutto è stato rosa e fiori, per la campionessa bielorussa che prima ha perso il papà in giovane età e poi ha vissuto la tragedia della morte del suo ex fidanzato. Due colpi durissimi per Aryna che ha saputo andare avanti, trovando nel tennis il suo aiuto principale.
Sabalenka e il cambiamento durante la sua carriera da tennista
Nell'ultima intervista a Vogue realizzata proprio durante il torneo di Roma, Sabalenka si è guardata indietro ricordando quanto sia stato necessario imparare a gestire le emozioni in campo anche alla luce del suo carattere: "Quando ero giovane, mi lasciavo trasportare dalle emozioni, e poi mi arrabbiavo tantissimo con me stessa per essermi fatta trasportare dalle emozioni. Ora capisco che va bene lanciare la racchetta. Va bene urlare qualcosa. Va bene impazzire se senti di star trattenendo troppo. A volte hai solo bisogno di lasciarti andare, di svuotarti così da essere pronta a ricominciare e giocare la partita. Sì, a volte sembra brutto e terribile, ma ne ho bisogno per mantenere la concentrazione."
I commenti degli haters
Spesso e volentieri leggendo i commenti degli haters la prima giocatrice del ranking si sente addirittura odiata. Fortunatamente tutto cambia poi quando i tifosi le manifestano il loro affetto: "Giudicano il tuo aspetto, giudicano i tuoi grugniti, la tua nazionalità, persino la tua vita privata, le tue scelte. Non navigo molto su internet, ma a volte vedo commenti casuali su Instagram, TikTok, Threads e chiedo al mio manager: ‘La gente mi odia davvero così tanto?'. Poi vado allo stadio e sento così tanto supporto e mi rendo conto che su internet sono così in pochi, ma sono così rumorosi. A volte è un account falso e penso: ‘Non hai nemmeno il coraggio di mostrare la tua faccia?'. O a volte clicchi sul profilo e vedi che è una madre con tre figli, una famiglia felice che vive una vita molto convenzionale e perfetta. E le cose che ti scrive sono ‘Voglio che tu muoia, voglio che la tua famiglia abbia il cancro, sei una p…..a'. E penso: ‘C'è qualcosa che non va in questo pianeta‘".
La morte dell'ex fidanzato
E lei che ha vissuto sulla sua pelle vere e proprie tragedie conosce bene il peso delle parole e della sofferenza. Basti pensare a quanto accaduto nel 2024 quando il suo ex fidanzato, ovvero il giocatore di hockey Konstantin Koltsov è morto a Miami, dopo una caduta dal balcone dell'hotel dove soggiornava. Sabalenka che si stava allenando su dei campi vicini all'albergo rimase ovviamente scioccata quando la polizia le comunicò la notizia: "Stavo lottando con il poliziotto, nel senso che non riuscivo ad accettarlo". Nonostante tutto Aryna cercò di giocare al Miami Open provando così a non pensare all'accaduto: "Non so se ci siano dei luoghi comuni su come si dovrebbe vivere il lutto. Sento che in questa situazione non c'è una cosa giusta o sbagliata. Tutti abbiamo bisogno di cose diverse. Per me, tornare al lavoro è l'unico modo. Ho 28 anni, ma a volte penso di aver vissuto tutto ciò che si può immaginare nella vita".
Un'altra mazzata per Aryna dopo quella del 2019 quando perse il papà a 21 anni. Una meningite fulminante lo portò via, e così Aryna perse la persona che l'aveva iniziata al tennis, e che aveva cercato di farle sempre vedere lo sport come divertimento. Impossibile dimenticare i momenti del malore e il ritardo dei soccorsi: "Pensai ‘ca..o lo porterò io stessa all'ospedale se l'ambulanza non lo porta', Lo hanno preso il terzo giorno ed era troppo tardi. È stato ancora più difficile per mia madre. E non mi ero accorta fino a più tardi di quanto mia sorella avesse sofferto. Eravamo entrambe le ‘bambine di papà'". Un fardello pesante che Aryna cerca di portare con sé senza mostrare nulla se non il suo piglio da guerriera in campo e il suo fare scanzonato fuori.