Lo sfogo di Alcaraz messo in crisi da Sinner durante la finale a Monte Carlo: “Lui le mette, io no”

Se due indizi fanno una prova, allora le frasi che Carlos Alcaraz ha pronunciato durante e dopo la sconfitta in finale a Monte Carlo contro Jannik Sinner sono una sentenza. "Sulla terra il servizio può aiutare in alcuni momenti, ma alla fine la partita si gioca soprattutto da fondo campo. E lui ha vinto la partita da lì". E ancora: "Le percentuali magari non erano altissime, ma nei momenti importanti ha sempre messo la prima. Nel tie-break, per esempio, non ha sbagliato una prima di servizio". Due riflessioni che spiegano bene due cose.
Alcaraz logorato da Sinner nel gioco da fondo campo
La prima è che da quando lo spagnolo ha interrotto la collaborazione con Juan Carlos Ferrero qualcosa nel suo gioco s'è inceppato o, almeno, non è riuscito a evolversi e lo si è visto sulla terra rossa del Principato quando – complice anche le condizioni meteo per il forte vento – serviva adattarsi meglio al contesto. L'alto-atesino ci è riuscito proponendo una lettura tattica astuta, logorante e devastante: ha messo pressione all'iberico avanzando a un metro dalla linea di fondo campo riuscendo così a disinnescare la seconda di servizio dell'avversario apparso prevedibile e incapace di cambiare marcia. "In particolare sulla diagonale di rovescio – ha aggiunto Carlitos -. Nel primo set abbiamo giocato tanti scambi lì e lui era più spesso nella posizione di attacco. Ha colpito meglio la palla da quella parte e, in generale, ha vinto la partita da fondo campo". E il fatto che Alcaraz abbia portato a casa solo 22 punti su 39 vinti con la seconda, con l'ulteriore aggravio di 5 doppi falli e una serie di risposte letali di Sinner, consolida la sensazione: l'atteggiamento più aggressivo del rivale lo ha messo letteralmente in crisi. E lui non è riuscito a trovare le contromisure.
Un esempio? Lo ha sottolineato (anche) Adriano Panatta alla Domenica Sportiva quando, verso la fine del primo set, col punteggio sul 6-5, Sinner ha giocato sei o sette ace: ha sfruttato benissimo il servizio nel momento importante. È stato che Alcaraz si è rivolto al suo angolo e, rivolgendosi al suo coach, Samuel Lopez, s'è lasciato andare: "Lui ha messo soltanto le prime di servizio e io nemmeno una… è lì tutta la differenza. Ogni volta che gli serve il punto importante lo fa". Un chiaro segnale di frustrazione provocato dal senso d'impotenza nei confronti di un giocatore che è stato chirurgico: quando occorreva, ha capitalizzato al massimo le armi che aveva a disposizione. Sinner ha aperto una breccia e s'è infilato anche se la percentuale della prima è sempre stata inferiore a quella di Carlitos, nel primo set (57 a 53) e nel secondo set (58 a 47).
Carlitos ne ha preso atto: "Jannik ha le qualità per vincere su qualsiasi superficie"
Seconda considerazione che rafforza il concetto espresso. Il campione italiano è passato dal cemento (dove è storicamente molto forte) alla superficie di Monaco e quasi non si è vista la differenza. Anzi, ha sorpreso il suo stesso staff tecnico per i progressi che ha mostrato. Dritto rigenerato e solidità da fondo campo hanno sicuramente spostato l'ago della bilancia ma hanno anche fornito un altro spunto di riflessione: ha dimostrato di poter vincere anche senza che il suo servizio martelli come al solito. E, almeno domenica pomeriggio, Alcaraz ha potuto solo prenderne atto. "Non sono affatto sorpreso – ha ammesso in conferenza stampa -. Abbiamo già visto il suo livello su questa superficie e anno dopo anno sta migliorando molto. Sta raggiungendo un livello sulla terra che lo rende pericolosissimo per tutti. Ha le qualità per vincere qualsiasi torneo, su qualsiasi superficie. Capisce molto bene il gioco su terra". Tradotto: Lui sale di livello, io mi sono fermato.