Griekspoor spara a zero su Zverev e il confronto con Sinner, poi chiarisce: “Mi è sfuggita di mano”
Tallon Griekspoor probabilmente non si aspettava che le sue parole avrebbero fatto il giro del mondo, sollevando anche un polverone. Il tennista olandese ha ritenuto di dover chiarire il senso delle dichiarazioni pronunciate su Zverev, fresco di vittoria agli US Open. Le stesse sono state considerate una mancanza di rispetto nei confronti del tennista tedesco, che dal canto suo è rimasto in silenzio, difeso solo dal connazionale e grande gloria Boris Becker. Curioso trovare un collega che parla in questi termini di un giocatore, dimostrandosi quasi infastidito dall'assistere ai suoi match.
Ma cosa ha detto nello specifico il numero 55 del mondo, pronto per la Coppa Davis con la sua Olanda? L'analisi dell'ultimo Slam della stagione gli ha permesso di andare giù pesante, con la finale tra Shelton e Zverev che non è stata assolutamente, a suo dire, all'altezza della situazione: "Mi aspettavo che Zverev vincesse contro Shelton. I precedenti mostravano già che era tutto a favore di Zverev". Bordate quelle del 30enne, che in carriera ha pagato dazio a risultati altalenanti nonostante un tennis capace di toccare picchi importanti: "La partita mi è sembrata piuttosto mediocre. Shelton ha giocato in modo molto discontinuo, regalando due o tre punti a ogni game. È lì che ti rendi conto di cosa possa provocare la prima finale di un Grand Slam a un giocatore. Zverev non è stato eccezionale, ma ha battuto molto bene. Il tie-break del secondo set è stato cruciale".
A proposito di battuta, Griekspoor è andato giù molto duro sul tedesco: "Ho guardato la finale degli US Open a spizzichi e bocconi. C'erano altri sport in TV e trovo semplicemente difficilissimo guardare una partita di Zverev. Ancora di più, ovviamente, in questo torneo, dove ha fatto rimbalzare la palla 400 volte prima di ogni servizio. Era un atteggiamento estremo, ma chiaramente ha funzionato per lui. Forse dovrei fare lo stesso". E poi, come se non bastasse, zero fiducia nelle possibilità di Zverev di poter togliere il primo posto del ranking a Sinner: "Superare Sinner. Senza ombra di dubbio no. Non è una cosa che riesco nemmeno a immaginare. Spero che sia Alcaraz sia Sinner tornino presto al loro livello migliore, ma se uno di loro esce di scena prima del tempo in un torneo, Zverev è sempre lì pronto ad approfittarne. Non mi sorprenderebbe affatto se finisse la carriera vincendo quattro o cinque titoli dello Slam".
Inevitabile il giro del mondo per questi attacchi, con Griekspoor che si è ritrovato inaspettatamente sui tabloid tennistici di mezzo mondo. Proprio per questo il buon Tallon ha sentito il bisogno di chiarire il suo punto di vista su Zverev social: "Di solito non commento qui su X, ma la cosa sta sfuggendo di mano. Ho solo detto che era difficile da guardare per via di quel palleggio infinito. Nulla se non lodi per Sascha per quello che ha fatto in tutto quest'anno!". Sicuramente ci sarà un contatto tra i due, che si conoscono bene essendosi affrontati 12 volte in carriera.
Le dichiarazioni dell'olandese hanno spalancato una finestra su una polemica tornata diffusa nel circuito moderno: la profonda insofferenza dei giocatori verso le routine di servizio lunghe Quello che per Sascha Zverev è un ritmo psicologico indispensabile per gestire la pressione nei momenti chiave, per chi sta dall'altra parte della rete o davanti alla TV si trasforma in un fattore di snervamento tattico. Situazione confermata anche dalle parole di diversi giocatori, anche lo stesso Shelton. Il dietrofront social di Griekspoor, arrivato a mente fredda per spegnere l'incendio mediatico, non cancella però la sensazione che il tema dei tempi di gioco e del rispetto dei ritmi sia destinato a far discutere ancora a lungo.