“Basta cartelloni Giannelli mio padre”, la storia del meme sfuggito di mano agli Europei di volley
Ma quanti figli ha Simone Giannelli? La domanda, per dirla alla Lubrano, sorge spontanea leggendo la miriade di "Giannelli mio padre" che spopola sui social e nei palazzetti. Battute a parte, è chiaro che questo è soltanto un meme che ormai da tempo fa capolino e ha come protagonista il celebre pallavolista azzurro, perno dell'Italvolley impegnata in questi giorni agli Europei. Il diretto interessato dal canto suo è ormai consapevole di quello che lo attende in occasione di ogni partita e ci gioca un po', scherzandoci su e mostrando anche un non convinto e finto disappunto soprattutto per chi ha contribuito ad alimentare il tormentone, ovvero i compagni di squadra Lavia e Romanò.
Giannelli mio padre, cosa significa
Ovviamente il riferimento alla paternità di Simone Giannelli non è letterale, ma rientra in una tipologia di slang che è molto gettonata tra le varie community. In questo caso è diventata virale tra gli appassionati di pallavolo che, per esaltare le giocate e la bravura del palleggiatore, non perdono occasione per ribadire "Simone Giannelli mio padre". Si tratta di un modo di dire che è nato anni fa da uno streamer e viene utilizzato per esaltare l'ammirazione e quasi l'affetto per una persona capace di fare qualcosa di meraviglioso ed eccezionale. Al punto da attribuirle una parentela stretta. Quando dunque l'azzurro si rende protagonista di un numero in campo, ecco spuntare il tormentone che però non è soltanto virtuale. Anche nei palazzetti, e in primis durante le partite dell'Italia, sono tanti i cartelloni con la scritta "Simone Giannelli mio padre".
Le colpe di Lavia e Romanò
A contribuire in modo decisivo alla diffusione del tormentone non sono stati solo i tifosi, ma anche due altri giocatori della nazionale azzurra, ovvero Yuri Romanò e Daniele Lavia. Da mesi ormai i due scherzano sul compagno, fino al punto anche di fare un video-appello rivolto ai tifosi affinché riempissero gli spalti con cartelloni mirati. Hanno realizzato contenuti, lanciato hashtag e scherzato costantemente sul loro palleggiatore. E alla fine hanno trascinato i tifosi per lo stupore di Simone Giannelli, che al termine del match vinto contro la Slovenia ha chiesto però in modo ironico: "Vi aspetto a Torino, ma basta con i cartelli Giannelli mio padre per favore" tra un sorriso e l'altro. D'altronde è stato proprio lui a dimostrarsi scettico sulla modalità di incoraggiamento "Il fatto del padre non si capisce", vendicandosi poi proprio di Romanò passato alle sue spalle: "Colpa sua e di quell'altro".
Con un pizzico di scaramanzia forse sarebbe il caso di non interrompere quella che ormai è una vera e propria routine dei tifosi "figli" di Giannelli, anche perché l'argomento è stato utilizzato anche dalla Federazione italiana di Volley per esaltare le doti di Simone. Fino a quando si vince si può chiudere un occhio, con un atteggiamento che è proprio il caso di definire "paterno".