Il numero 1 del tennis mondiale, Novak Djokovic è finito al centro della bufera dopo quanto accaduto durante l'"Adria Tour", il torneo voluto e organizzato dal campione serbo che è finito per diventare un piccolo nuovo focolaio di coronavirus, in cui sono stati contagiati diversi giocatori e, non ultimo, lo stesso Djokovic. Le sue scuse non sono servite a molto viste le accuse rivoltegli da gran parte del tennis internazionale e soprattutto da chi, suo malgrado, ha contratto il virus a seguito della partecipazione all'evento, mentre da parte sua, lo stesso Djokovic ha provato anche a difendersi indicando in altri, la causa scatenante del contagio. Nelle intenzioni del miglior tennista al mondo,  c'era tutt'altro ma alla fine, Djokovic ha vissuto la giornata peggiore della sua carriera sportiva, dovendo ammettere al mondo di aver contratto il coronavirus ma soprattutto accettando di aver sbagliato a voler spingere il suo "Adria Tour" come se fosse il primo evento post-Covid.

Il torneo-esibizione si è trasformato ben presto in una trappola da contagio. Sia l’ex numero 3 del mondo Grigor Dimitrov  sia Borna Coric, sono risultati positivi al coronavirus, e successivamente è arrivata la positività di Viktor Troicki insieme all’allenatore di Dimitrov, Chris Groh. Infine, la positività dello stesso Djokovic e di sua moglie Jelena. Il 33enne tennista serbo si è pubblicamente scusato mentre papà Sdrjan, prima, e adesso mamma Dijana hanno scelto la strada delle accuse

"Stiamo tutti bene e non abbiamo accusato nessun sintomo ella malattia. Come stanno bene sia Novak che Jelena – ha detto mamma Djokovic – "Queste piccole epidemie non sono più forti come le precedenti e il fatto che si stia bene significa che la violenza del virus sta finendo. Le accuse su mio figlio? E' terribile e terrificante ciò che stiamo leggendo ma eravamo pronti e ci siamo abituati: Novak è uno che dà fastidio, non si aspetta occasione per ucciderlo".

Tutti gli errori commessi – Il torneo organizzato in Croazia, l'"Adria Tour" sarebbe dovuto essere il primo grande evento internazionale del tennis post Covid, per celebrare l'avvento del ritorno alla normalità ma si è rivelato un perfetto boomerang: con il pubblico presente sugli spalti senza mascherina, partitelle di calcio fra tennisti, feste e abbracci senza alcuna attenzione eccessiva, la ‘bomba' epidemica è esplosa. E' vero, come ha confermato  Djordje Djokovic, direttore dell’Adria Tour e fratello di Novak il torneo avrebbe "rispettato tutte le misure richieste dai governi di Serbia e Croazia" ma il buon senso, il senso di responsabilità e un'epidemia ancora non sconfitta del tutto avrebbero dovuto fare il resto.