Djokovic interrompe il discorso dopo aver vinto Pechino: “Mi sono appena reso conto che sono stato maleducato”

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Novak Djokovic ha vinto il 102simo torneo in carriera, battendo nella finale di Pechino Alex de Minaur. Durante il discorso fatto al momento della premiazione, il campione serbo ha realizzato la sua mancanza.

A 39 anni Novak Djokovic continua a vincere, spremendo dal suo fisico le ultime stille di energia per scrivere gli ultimi capitoli di una carriera leggendaria. L'ex numero uno al mondo e vincitore di 24 tornei del Grande Slam ha trionfato per la settima volta nel torneo di Pechino, battendo in finale Alex de Minaur, che si è ritirato – dopo aver perso al tie-break il primo set e sul punteggio di 1-0 per lui nel secondo – a causa di un infortunio alla coscia sinistra, poco sotto l'inguine.

E proprio il pensiero rivolto allo sfortunato de Minaur è mancato in tutta la prima parte del discorso fatto in campo da Djokovic durante la premiazione, un paio di minuti passati a parlare delle sue emozioni per aver rivinto a Pechino a 11 anni dall'ultima volta nel 2015 (poi non ci è più andato per una serie di motivi diversi) e ringraziare la sua squadra in tribuna. Solo dopo che l'intervistatrice – dopo aver tradotto le sue prime parole per il pubblico presente – è tornata da lui per chiedergli del suo feeling con la capitale cinese, Nole ha realizzato della mancanza nei confronti del suo avversario e ha interrotto il discorso stoppando la risposta che stava dando, per rivolgersi invece a de Minaur.

"Sì, certo che Pechino è un posto speciale per me… – ha attaccato il serbo, salvo poi aggrottare le sopracciglia e cambiare discorso – Ma mi sono appena reso conto che è stato maleducato da parte mia non iniziare con Alex e la sua squadra. Complimenti per la fantastica settimana, e mi dispiace davvero per il modo in cui hai dovuto finire oggi. Spero davvero che tu possa riprenderti rapidamente. Sei sicuramente uno dei giocatori più entusiasmanti da vedere sul circuito e ti auguro di cuore tutto il meglio per quest'anno e per gli anni a venire".

Esauriti i convenevoli di prammatica, Djokovic ha ringraziato i tifosi presenti ricevendo un'ovazione: "Non otterrei risultati così grandi in un posto in cui non mi sento particolarmente bene, mi sento davvero come a casa mia, le persone sono gentili e affettuose. Fin dall'inizio di questo torneo ho giocato davanti a uno stadio pieno e non potrò mai ringraziare abbastanza il pubblico per il supporto, l'amore e la passione. Sono stati una parte fondamentale di questo successo e devo loro una profonda gratitudine per questo".

In precedenza, aveva espresso tutta la sua soddisfazione per l'aver dimostrato che a quasi 40 anni è ancora competitivo per vincere: "So che quando mi sento bene e colpisco bene la palla posso ancora competere ai massimi livelli. E questa settimana ne è stata la dimostrazione, sono molto orgoglioso. Voglio ringraziare la mia squadra, prima di tutto per l'incredibile pazienza che ha avuto con me e anche per il supporto. Sanno cosa abbiamo passato negli ultimi anni, in particolare quest'anno. Questo trofeo significa molto di più di un semplice trofeo o di un singolo torneo per tutti noi. Quindi sono davvero felicissimo per questo".

La vittoria del torneo di Pechino è la numero 102 in carriera per Djokovic: solo Jimmy Connors (109) e Roger Federer (103, che ora è a un passo) hanno più trofei di lui in bacheca. Per Nole è il primo successo del 2026, il che significa che questa è la 21esima stagione consecutiva in cui ha vinto almeno un titolo in singolare. Leggenda è la parola che pienamente rende l'idea.

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