Novak Djokovic può tornare a vivere in Serbia: è finito il suo esilio

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In Serbia il presidente Vucic è stato sconfitto alle elezioni dalla lista degli studenti, che Djokovic ha sempre supportato. Dopo l’appoggio alle proteste studentesche il tennista ha dovuto lasciare il paese, adesso può tornare.

Novak Djokovic ha un legame fortissimo con la Serbia. Lo ha sempre detto e soprattutto lo ha sempre mostrato, sin dall'inizio della sua carriera è stato così. La sua patria è stata anche fonte di ispirazione. E per i suoi connazionali è fondamentalmente un eroe nazionale. Un eroe che però la patria l'ha dovuta lasciare dopo essere entrato in contrasto contro il presidente Vucic. I due avevano rotto bruscamente quando l'ex numero 1 del tennis si era schierato a favore delle proteste degli studenti. Ma adesso che il presidente è diventato un ex dopo aver perso le elezioni e gli studenti hanno vinto la tornata elettorale soffia un nuovo vento in Serbia, dove da novello Ulisse potrebbe ritornare Djokovic.

Djokovic eroe assoluto per la Serbia

La Serbia di grandi sportivi ne ha avuti tantissimi, in tanti sport, ma uno come Djokovic no. Novak è l'uomo che detiene tutti i record principali nella storia del tennis. Basta ricordare che ha vinto 24 Slam ed è stato al comando per oltre 400 settimane al numero 1 ATP. Dopo tantissimi successi è stato accolto dal popolo, con tanto di uscita dal balcone presidenziale. Vucic è stato presidente per 14 anni, e per quasi tutto questo periodo i successi di Novak erano celebrati, così come era stato trattato da figlio prediletto anche nella vicenda relativa al caso Covid, quando nel 2022 venne espulso dall'Australia Vucic lo accolse dopo averlo difeso.

Ma dopo il sostegno alle proteste degli studenti si è trasferito ad Atene

Poi tutto è cambiato all'incirca due anni fa, quando Djokovic si schierò dalla parte degli studenti dopo il crollo di una pensilina della stazione ferroviaria di Novi Sad, che causò la morte di 16 persone. Gli studenti protestarono per la corruzione e il malaffare del governo. Proteste che Djokovic sposò in pieno. Novak si schierò dalla parte degli studenti: "Credo profondamente nella forza dei giovani e nel desiderio di un futuro migliore, credo sia importante che la loro voce venga ascoltata. Sono con voi".

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Gli studenti serbi che celebrano la vittoria alle recenti elezioni.

In quel momento il legame tra Djokovic e il presidente Vucic. Poco dopo dedicò una delle vittorie agli Australian Open 2025 a una studentessa investita durante una manifestazione, il mese successivo indossò in un evento, una partita di basket tra Partizan e Stella Rossa, una felpa con scritto: "Gli studenti sono i campioni". Djokovic è diventato così una figura scomoda e ha dovuto fare i bagagli, trasferendosi in Grecia, dove ha portato anche il suo torneo ATP 250.

E adesso Djokovic può tornare a vivere in Serbia

Adesso, però, Vucic non c'è più. Ha perso ed ha ammesso la sconfitta. Djokovic ha celebrato l'evento da Basilea dove sta giocando uno dei tornei che potrebbe aiutarlo nella corsa alle ATP Finals: "Sono molto felice per tutto questo. Nutro il più profondo rispetto per gli studenti che hanno lottato e dimostrato dignità e resilienza. Sono riusciti a risvegliare un senso di orgoglio in Serbia e nel mondo. Tutti abbiamo la speranza che il nostro Paese possa prosperare e godere del futuro che lo attende". Lodevole Djokovic che ora sa di poter ritornare a casa, dove sarà accolto con affetto dal suo popolo, che gli ha sempre voluto bene e che lo ha apprezzato in questi anni pure per il suo supporto, tutt'altro che scontato, con gli studenti che adesso hanno vinto le elezioni e dato una nuova luce alla Serbia.

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