Novak Djokovic avverte Jannik Sinner: “Ti chiederai sempre se sei davvero guarito”
C'è un solo giocatore che può dire a Jannik Sinner se ha fatto bene a fermarsi. È Novak Djokovic. E da Shanghai il messaggio del campione serbo arriva forte e chiaro dopo la decisione del tennista italiano di chiudere in anticipo la stagione: "Pensare a lungo termine è una scelta intelligente. Con il ginocchio ogni singolo movimento è condizionato, il problema poi sarà mentale".
La diagnosi è ormai nota: sindrome della bandelletta ileotibiale, tendinopatia cronica e ostica. Terapia conservativa, risposo assoluto, graduale aumento dei carichi è la strada obbligata per l'alto-atesino costretto a fermarsi per i limiti attuali del suo fisico. L'obiettivo sono gli Australian Open 2027, ma ci si arriva un passo alla volta tra recupero e programmazione. La priorità ora è un'altra. E Nole, che a 39 anni d'infortuni ne ha vissuti e superati abbastanza, sa benissimo qual è il conto che si paga quando sei un atleta di alto livello. "Non lo ho ancora sentito da quando si è infortunato ma lo contatterò per sapere come sta. So quanto sia difficile per quello che è capitato a me in carriera".
Novak va dritto al punto della questione: guarito non vuol dire pronto è adagio di cui ha imparato tutte le sfumature, soprattutto quelle più dolorose. E per questo sposta l'attenzione su un fattore in particolare: l'aspetto psicologico. "Ti chiedi sempre: sono davvero guarito?". È la sensazione che lui stesso ha provato tante volte nella sua vita di sportivo e se è riuscito a essere così longevo è perché è riuscito a gestire il proprio corpo nel migliore dei modi, nonostante gli acciacchi. "È importante concedersi più anni di carriera per avere più possibilità per raggiungere tutti gli obiettivi".
È questa la frase che Djokovic sceglie per commentare la decisione di Sinner: non può dare una data certa del rientro, può solo pensare al presente. E il presente di Jannik significa non avere fretta né forzare la mano per tornare a giocare. Poi, come spesso capita a Nole quando parla di infortuni, allarga il discorso e cita anche Rune, pure lui fermo per problemi fisici. Lo fa perché la parte più difficile non è solo guarire e avere pazienza, ma rientrare in competizione. Ed è la testa che ha un ruolo fondamentale in situazioni del genere. "Quando sei lontano così a lungo, per tornare devi affrontare molte più cose rispetto a quelle che normalmente devi gestire. Soprattutto dal punto di vista mentale. Dal punto di vista fisico sai quando sei pronto, ma poi c'è l'aspetto mentale. Ma sono sicuro che lui e il suo team stiano facendo scelte sagge".