La notizia della positività di Nole Djokovic e di sua moglie Jelena, riscontrata dopo gli esami svolti a margine della tappa di Zara dell'Adria Tour, ha messo sottosopra il mondo del tennis e generato polemiche e accuse. Il numero uno al mondo, dispiaciuto per ciò che è successo, ha così voluto ‘parlare' ai suoi tifosi attraverso un post pubblicato sui suoi profili social: un messaggio nel quale ha il serbo ha invitato tutti i tennisti presenti all'Adria Tour di fare il test, e confermato l'auto-isolamento di 14 giorni e i successivi tamponi per verificare la sua positività.

"Sfortunatamente il virus è ancora presente ed è una realtà con cui dobbiamo imparare a convivere – ha aggiunto Djokovic, nella nota pubblicata – Spero che il tempo possa alleviare il problema in modo che si possa tornare a vivere come prima. Sono estremamente dispiaciuto per ogni contagio. Spero che non peggiorerà le condizioni di salute di nessuno e che tutto vada per il meglio". Prima del tennista serbo, erano risultati positivi anche altri protagonisti dell'Adria Tour: il bulgaro Grigor Dimitrov, il croato Borna Coric e il serbo Viktor Troicki, oltre al preparatore atletico di Djokovic, Marko Paniki, e all'allenatore di Dimitrov, Kristijan Groh.

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Il fastidio di Andrea Gaudenzi

Dopo le critiche al torneo croato, per le mancate precauzioni degli spettatori sugli spalti, per gli assembramenti e per le feste in discoteca, che avevano visto protagonisti proprio Nole Djokovic e altri suoi ‘colleghi', sono inoltre arrivate le parole scarcastiche e dure di Andrea Gaudenzi. Il presidente dell’Atp non ha infatti gradito la notizia di questi contagi: "È un po’ come quando dici ai tuoi figli, quando stai insegnando loro ad andare in bicicletta, che devono mettersi il casco – ha dichiarato al ‘New York Times – All’inizio dicono sempre no, poi cadono e allora si mettono il casco".