video suggerito
video suggerito
Roland Garros

Cobolli intascherà molto meno del milione e 400mila euro vinti al Roland Garros: le tasse pagate a Francia e Italia

Il montepremi del Roland Garros assegna un milione e 400mila euro al giocatore che ha perso la finale, ovvero Flavio Cobolli. Ma il tennista italiano non intascerà l’intera cifra, dovendo pagare centinaia di migliaia di euro di tasse sia alla Francia che all’Italia.
Immagine
Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su

Flavio Cobolli è da oggi numero 10 al mondo, sua migliore classifica in carriera raggiunta a 24 anni dopo la finale giocata domenica al Roland Garros e persa contro Alexander Zverev. Il tennista fiorentino, romano d'adozione, ha guadagnato ben 1300 punti ATP grazie al risultato del torneo di Parigi. C'è poi la parte economica, anche quella decisamente notevole: il montepremi del Roland Garros attribuisce un milione e 400mila euro al giocatore battuto in finale, ma c'è da precisare che si tratta di cifre tutte al lordo, da cui vanno scalate le tasse – da pagare sia alla Francia che all'Italia – che sono dovute in base alla legislazione dei due Paesi e alla convenzione in vigore tra gli stati. Si tratta di tanti soldi, nell'ordine delle centinaia di migliaia di euro.

L’abbraccio tra Flavio Cobolli e Alexander Zverev dopo la finale del Roland Garros
L’abbraccio tra Flavio Cobolli e Alexander Zverev dopo la finale del Roland Garros

Come funziona la tassazione del premio vinto da Flavio Cobolli al Roland Garros 2026

La gestione fiscale dei soldi guadagnati da Cobolli nello Slam parigino segue regole internazionali ben precise tra la Francia (che è il Paese della fonte del reddito) e l'Italia (che invece è quello della residenza fiscale del giocatore). Prima di tutto si applica una ritenuta alla fonte: ovvero il bonifico che arriverà sul conto bancario di Flavio sarà già decurtato della quota dovuta alla Francia. In base all'Articolo 17 della Convenzione bilaterale contro le doppie imposizioni tra Italia e Francia, lo stato in cui si svolge l'evento ha il diritto primario di tassare il guadagno: la Francia applica un'aliquota standard sui premi lordi del 15%. Il che significa che il fisco transalpino trattiene subito il 15% di 1.400.000 euro sul premio di Cobolli, pari a 210mila euro.

C'è poi la successiva tassazione in Italia, dove Cobolli ha la residenza fiscale (almeno questo è quello che risulta, non potendo ovviamente accedere ai dati dell'Agenzia delle Entrate, visto che la sua residenza anagrafica e il suo centro di vita principale sono tuttora nel nostro Paese, a Roma). In base alla normativa fiscale italiana, i residenti devono pagare le tasse sui redditi prodotti in tutto il mondo. Flavio dovrà quindi inserire l'importo lordo guadagnato al Roland Garros (1.400.000 euro) nella sua dichiarazione dei redditi in Italia. Su quella cifra si applicherà l'aliquota IRPEF massima del 43% (visto che supera ampiamente lo scaglione massimo di 50mila euro), a cui andranno aggiunte le addizionali regionali e comunali, arrivando intorno al 45%.

Cobolli col trofeo riservato al finalista assieme ad Adriano Panatta
Cobolli col trofeo riservato al finalista assieme ad Adriano Panatta

Quanti soldi finiscono nelle casse dell'erario italiano e quanto resta alla fine in tasca a Cobolli

Si arriverebbe così a una cifra di circa 630mila euro da versare al fisco italiano, ma è qui che entra in gioco la convenzione bilaterale tra Italia e Francia, che evita la doppia imposizione al tennista azzurro e gli riconosce un credito d'imposta pari a quanto già trattenuto (e dunque pagato) in Francia. Sottraendo dunque i 210mila euro della trattenuta alla fonte dai 630mila euro dell'aliquota italiana, rimangono circa 420mila euro che finiscono nelle casse dell'erario italiano. A Cobolli alla fine resterà in tasca un premio netto di circa 770mila euro per aver raggiunto la finale del Roland Garros 2026.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views