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Reinhold Messner, il Re delle vette oltre gli ottomila tradito dai figli per il patrimonio milionario

L’impero da oltre 30 milioni del mito dell’alpinismo mondiale, Reinhold Messner il primo uomo a raggiungere le 14 vette oltre gli Ottomila, al centro di una disputa con i figli, cui ha anticipato parte dell’eredità: “Il mio più grande errore”
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Il mito di Reinhold Messner si è sempre nutrito dell’impossibile, dalle quattordici vette conquistate senza ossigeno che lo hanno consacrato assoluto "Re degli Ottomila", alle sette dita sacrificate nel 1970 sul ghiaccio del Nanga Parbat in una drammatica ascesa col fratello Günther, poi deceduto travolto da una valanga. Eppure,  il patrimonio economico da circa trenta milioni di euro, costruito sulla leggenda vivente dell'alpinismo, capace negli anni di diversificare i propri interessi costruendo un vero e proprio impero con il marchio "Messner", è diventato motivo di una dolorosa faida familiare. Legata all'eredità, anticipata ai figli, da parte dell'ex scalatore, oggi ottantenne, che su è sentito tradito e abbandonato dai propri cari: "Il mio più grande errore".

La faida familiare tra Messner e i figli per l'eredità: "Il più grande errore della mia vita"

Ridurre il mito di Reinhold Messner ad una mera questione di eredità è svilente e umiliante nei confronti di un uomo e di una figura che da sempre è venerata nel mondo dell'alpinismo e non solo. Eppure le recenti disavventure familiari, hanno riportato proprio il suo nome alla ribalta delle cronache, per una questione di soldi. Anni fa, Messner aveva confermato di aver voluto dividere tra i suoi 4 figli il proprio patrimonio, sperando in un gesto di generosità che potesse soddisfare tutti ma, al contrario, ha aperto i crepacci della faida familiare. La distribuzione della stragrande maggioranza dei suoi beni materiali (proprietà mobiliari, immobiliari e la gestione dei musei) ai suoi quattro figli e alla seconda moglie, invece di unirli ha provocato l'effetto opposto, tra denunce e reciproche accuse.

"Uno dei miei più grandi errori" ha ammesso recentemente lo stesso Messner ritornando sul doloroso argomento. "Il momento in cui ho distribuito la mia eredità materiale ai figli e alla moglie, la famiglia si è spezzata". Messner, infatti ha accusato i figli di avidità, ma soprattutto di ingratitudine e mancanza di rispetto, non avendo compreso  il valore del suo gesto, generando tensioni, gelosie. Oltre l'allontanamento tra lui padre e i suoi figli: "Sembra che sperino che io stia impazzendo". Ovviamente, i figli non sono rimasti in silenzio. Simon Messner, anch'egli sulle orme del padre e stimato alpinista, ha difeso sé e i fratelli, contestando quelle dichiarazioni passando alle vie di fatto: si è autoescluso dalla gestione dell'azienda cinematografica di famiglia, che stava gestendo in prima persona. Ma lo strappo non è stato ricucito anche per possibili tensioni, secondo diverse indiscrezioni, proprio tra i figli e l'attuale, e terza, moglie di Messner, Diane Schumacher, sposata nel 2021.

Messner, il primo uomo a scalare tutte le 14 vette oltre gli ottomila

Tutto questo è stato reso possibile dalle sue memorabili imprese che hanno ridefinito e riscritto per sempre la storia dell'alpinismo mondiale. Messner è stato il primo in assoluto a scalare tutti i quattordici "Ottomila metri" presenti sulla Terra. È stato inoltre il primo ad aver scalato l’Everest senza ossigeno insieme a Peter Habeler nel '78, e sempre il primo a salire su un ottomila in solitaria, sul Nanga Parbat. Ma i primati non finisco qui: è stato anche la prima persona ad essere arrivata in cima all’Everest da sola e senza ossigeno, nell'80. In totale, ha partecipato a ben 100 spedizioni e oltre 3.500 ascensioni che gli sono valsi, nel 2010, il "Piolet d’Or", il più grande riconoscimento alpinistico a livello mondiale.

Il patrimonio di Messner: un impero da 30 milioni tra editoria, cinema, agriturismi e conferenze

Ma di quale patrimonio si sta parlando? Di una eredità milionaria perché, malgrado Messner per primo abbia mantenuto sempre il massimo riserbo sulle questioni economiche, si è calcolato che si tratta di una cifra complessiva tra o 30 e i 40 milioni di euro. A differenza degli alpinisti classici dell'epoca, Messner nel corso dei decenni ha saputo gestirsi al meglio, muovendosi perfettamente nel mondo del marketing e della narrazione di se stesso, fino a creare un vero e proprio impero plurifunzionale. Il Circuito del "Messner Mountain Museum" è il perfetto esempio di quanto sia riuscito a gestire le proprie attività e conquiste alpinistiche al meglio. Si tratta di un circuito di sei musei situati  tra l'Alto Adige e il Veneto che esplorano la storia, l'arte, la cultura e il mito della montagna.

Poi ci sono stati gli investimenti nel settore Immobiliare e agricolo, grazie ai quali oggi Messner è proprietario di Castel Juval e di numerosi altri masi storici, dove produce prodotti biologici e alleva yak. Infine c'è anche la creazione della casa di produzione "Messner Mountain Movie", che ha realizzato film e documentari storici per emittenti internazionali. Non solo: Messner è da sempre anche un prolifico scrittore, autore di decine di best-seller tradotti in tutto il mondo, con ulteriori introiti che derivano dalle royalties e da una fitta agenda di conferenze e incontri pubblici a livello internazionale. Messner infatti è considerato tra i conferenzieri più pagati d'Europa, grazie alle sue lezioni di leadership e gestione del rischio per manager e grandi aziende.

Il dramma del Nanga Parbat, la morte del fratello Günther e l'amputazione delle 7 falangi

Una vita di straordinari successi ma anche legata indissolubilmente ad una disgrazia che lo segnò per sempre, ma che non gli precluse la volontà e la resilienza di proseguire negli anni a seguire di continuare le sue avventure e primati. La principale tragedia della sua vita avviene nel 1970, sul Nanga Parbat quando Messner affrontò la terribile e inviolata parete Rupal insieme al fratello minore Günther.Dopo aver raggiunto la vetta, i due decisero di scendere dal più facile versante Diamir, ma durante la discesa, Günther venne travolto e ucciso da una valanga. Reinhold sopravvisse solo per miracolo: vagò per giorni in preda ad allucinazioni prima di essere salvato, ma a causa dei gravissimi congelamenti subiti ad altissima quota, subì l'amputazione di 7 dita dei piedi e di alcune falangi delle mani.

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